rivolte degli indignati a roma

Se sono pacifici, non se li fila nessuno.
Se sono violenti, «Visto? Avevamo ragione a non filarceli».

Pare abbastanza evidente, insomma, che in Italia non esistono modelli utili per rivendicare (e, dunque, per ottenere) dei diritti.

 

Image credits: Il Fatto Quotidiano

itunes chart singoli italia del 27.06.2011

Forse a qualcuno il vago sospetto sarà già balenato: ultimamente (e «ultimamente» significa «ormai da un anno») questo Blog è più trascurato dei princìpi della Costituzione da parte del Governo Berlusconi - o, se proprio vogliamo concederci il vezzo della par condicio - di quelli della Comunicazione da parte di Pier Luigi Bersani.
Non potendo quindi, come in passato, "essere sul pezzo" ogni qualvolta il dovere di cronaca lo impone, ho deciso di avvalermi anch'io dell'intramontabile escamotage da blogger di maniera: il post tappabuchi. Quello che serve semplicemente a fare fondo (Google, se ci sei batti un colpo) e che non aggiunge una virgola a tutto quello che si può tranquillamente già leggere da qualsiasi altra parte.

E cosa c'è di più semplice, a questo proposito, per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo se non il discernere di tormentoni dell'estate, argomento che - un po' come il Festival di Sanremo - riesce a rendere sempre appetitosa l'aria fritta?
Ecco dunque bell'e pronta una manciata di canzuncielle destinate a risuonare in loop nelle mie cuffie da qui a fine agosto...

novak djokovic vincitore degli internazionali d'italia a roma

Oh, a sentire il Presidente della FIT Angelo Binaghi - uno per il quale "principio di non contraddizione" significa "nessuno mi può contraddire" (vi ricorda qualcuno, sì?) - non ci sono cazzi: «Roma merita uno Slam». Anche se in sala stampa non funziona la connessione Internet, anche se i servizi igienici sono impraticabili fin dal primo giorno, anche se «per assicurare il pieno successo della manifestazione» è necessario scrivere una lettera minatoria ai giornalisti, anche se nei primi tre giorni (domenica, lunedì e martedì) le tribune rimangono desolatamente vuote e anche se il numero 1 del mondo viene costretto ad allenarsi in hotel per mancanza di campi disponibili.

Anzi: semmai è il Comune di Roma che non fa abbastanza, visto che manca un «sistema di trasporti e pullman che venga incontro agli appassionati» erigendosi nondimeno a «strumento di sviluppo per tutta la città»...

itunes chart italia 25.04.2011

Lo hanno detto di Bonnie Tyler, di Patsy Kensit, di Britney Spears, di Jessica Simpson, di Hilary Duff, di Stacie Orrico e di Gwen Stefani (e non escluderei che lo abbiano detto perfino di Marilyn Manson, a giudicare dai risultati), giusto per citarne a malapena qualcuna, e hanno fatto tutte la stessa fine.
Quale? Quella che rischia di fare anche Lady Gaga se può significare qualcosa il - temporaneo? - clamoroso fiasco di Judas, secondo singolo prescelto per lanciare il nuovo album in arrivo il prossimo 23 maggio.

Pare proprio che la "Maledizione della «Nuova Madonna»", insomma, stia per mietere l'ennesima vittima, abbattendosi anzitempo anche su colei che fino a qualche mese fa sembrava la più degna, meritevole e incontestabile titolare di tale benemerenza...

pierluigi bersani per una buona ragione

Sfondo nero, lettering grigio, occhio ceruleoghigno sinistro con canino in bella mostra e, unica concessione al colore, una nota di rosso_sangue_di_piccione.

Ora: è vero che gli elettori lo stanno già facendo da anni, ma secondo me adesso inizia a toccarsi i coglioni anche il Nosferatu di Murnau. Per un milione di buone ragioni.

poster di habemus papam di nanni moretti

C'è chi lo ha definito «Il miglior film di Nanni Moretti» e chi ha scritto che «Non basta l'idea geniale». C'è chi ne ha sottolineato i «Pochi applausi» ricevuti, e chi ne ha incensato gli straordinari «Incassi nel giorno del debutto». C'è chi parla di «Assenza di qualunque prospettiva di fede» e chi di «Uno sguardo cristiano sull'umanità sofferente».

Tutto e il contrario di tutto, insomma, come puntualmente accade quando esce un nuovo film di Nanni Moretti. Che in questo caso specifico - non bastassero già il suo nome, le sue ideologie e il diretto precedente di Il Caimano a far gridare «Al lupo al lupo!» i soliti quelli che benpensano - spinge il suo disincanto psicanalitico laddove la regola dell'"al di là di ogni ragionevole dubbio" diventa dogma: le stanze vaticane...

poster di scream 4 di wes craven

È stata la solita, lunghissima giornata di lavoro. Siete arrivati a casa talmente stanchi che avete perfino rinunciato alla cena, optando per una meno impegnativa busta di popcorn al microonde. Il vostro unico desiderio è sbracarvi sul divano a guardare un film prima di abbandonarvi all'ineluttabile letargo, e il caso vuole che abbiate una particolare scimmia per i film horror. Quindi accendete il lettore dvd, inserite la vostra adorata copia di Stab 7 e premete Play.
Quando ecco squillare il telefono.

Nella realtà - che, per definizione, è sempre molto più spaventosa della fiction - sarebbe sicuramente l'operatore di un call center che vi propone una qualche improbabile offerta telefonica o satellitare facendo letteralmente a brandelli il vostro sistema nervoso.
Nella fiction, invece, è il solito serial killer psicopatico che vi sta dando la caccia da 10 anni esatti e che, per ignote leggi della Fisica (o fin troppo note leggi del Cinema), ogni sacrosanta volta in cui avrebbe potuto infilzarvi come un branzino ha inspiegabilmente sbagliato mira squartando porte, armadi e divani come nemmeno Barbara Gulienetti in Paint Your Life...

Di Frozen è meglio la canzone di Madonna o il film di Adam Green?

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poster del film frozen di adam green

Il preambolo è sempre (inevitabilmente?) lo stesso di altri 10, 100, 1.000 teen horror usciti negli ultimi 20 anni: tradizionale gang di smandrappati iùessèi - lei oca e paranoica, lui fighetto e saccente, l'altro sborone e mentecatto - che si diverte solo all'idea di fare i propri comodi e infrangere le regole, si spinge troppo "oltre" e finisce, com'è divinamente giusto che sia, per prendersela in quel posto.

Di inedito, però, in questo caso c'è il «troppo "oltre"» della situazione: niente vacanze nel bosco a base di sesso, droga e rock'n'roll; niente escursioni in ospedali psichiatrici con divieti di ingresso di 6 metri per 3; niente abusi di tecnologia (e stupidità) che rievocano fantasmi in debito di hair-styling. In Frozen, tutto ha inizio con la voglia di farsi un'ultima sciata fuori orario - «La prego, ci faccia salire... Torniamo giù alla velocità della luce, promesso!» - che si conclude con l'arresto improvviso della seggiovia nel vuoto e in piena notte...

E' così:

poster di piranha 3D di alexandre aja

Vincitore del concorso Piranha 3D
promosso da Splattercontainer.com


Doverosa premessa: condizione necessaria e sufficiente affinché a un film horror possa essere concesso un giudizio anche solo vagamente più lusinghiero di "ciofeca" è che sia soddisfatto almeno uno dei seguenti requisiti:
- essere terrorizzante
- essere divertente
- essere stroncato da Nocturno

Va da sè che - secondo logica - la combinazione peggiore in assoluto (quella, cioè, a cui corrisponde il giudizio di "mortacci tua") è che siano soddisfatti tutti e tre i requisiti seguenti:
- essere noioso
- essere ridicolo
- essere finito in copertina su Nocturno

Ebbene: per quanto ardua questa impresa possa apparire, c'è pur sempre un film al mese che riesce puntualmente a siglarla con uno sforzo minimo. Lo stesso, per esempio, costato ad Alexandre Aja per confezionare il suo attesissimo (?) Piranha 3D...

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  • Barbara: "espressiva come una piastrella", ahahahahahah :-) read more

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