rafael nadal e tomas berdych in finale a wimbledon 2010

Premesso che non saprò mai ringraziarlo abbastanza per il modo con cui ha umiliato Roger Federer nei quarti di finale (costringendo lo svizzero a una delle sue peggiori performance sportive di sempre, dentro e fuori dal campo), era comunque abbastanza evidente che, per il bene del Tennis, la funzione di Tomas Berdych nel torneo dovesse esaurirsi lì: in quel 64 36 61 64 con cui aveva interruptus al «più grande tennista di tutti i tempi» il coitus di 7 finali consecutive.

Al contrario, lo "sparapalle efebico" - per dirla con Andrea Scanzi - si è issato, finalmente consapevole del suo distruttivo (specialmente dal punto di vista estetico) potenziale e complice un Novak Djokovic in modalità dopolavoro ferroviario in semifinale, sino all'atto conclusivo di quella che, con ogni probabilità, è stata l'edizione complessivamente migliore di Wimbledon da almeno 9 anni a questa parte. Uccidendola come solo lui - e almeno una novantina di russe, bielorusse, ucraine, cinesi, serbe, ceche e slovacche nel circuito femminile - sa fare: tirando missili a impatto zero (sia sul suo QI che sul suo avversario) in qualunque situazione di gioco e ritrovandosi beatamente sotto la doccia dopo due ore e tre set a zero...

disagi trenitalia alla stazione centrale di Milano

Stazione Centrale di Milano, ore 19:30.
La voce dell'altoparlante annuncia che «Il treno Regionale 2287 delle 19:15 - cioè di 15 minuti prima, NdA - diretto a Bologna è stato soppresso causa "guasto al treno"», e che i passeggeri sarebbero potuti salire sul sostitutivo Intercity 629 delle 19:50 «già pronto al binario 16» semplicemente pagando la sovrattassa del cambio di categoria.
Va altresì aggiunto che l'Intercity 629 in questione presenta due carrozze fuori servizio e un ricco bouquet di porte e bagni non funzionanti.

Forse tenderò a essere un tantino ripetitivo, ma - come dire? - continuo a pensare che non ci sia davvero niente che, in questo momento, renda l'idea di quale irreversibile catafascio ci stia toccando in sorte meglio (o peggio, a seconda dei punti di vista) di quanto faccia Trenitalia.


Image credits: Wikipedia

Non vorrei sbilanciarmi (o, peggio ancora, vantarmene), ma inizio sinceramente a temere di .
Forse, inconsciamente, l'ho boicottata perché sono ancora affezionato e fedele a Laura Scimone, di cui Gemma non è che un clone meno naïf, più costruito e, di conseguenza, ancora più grottesco e preoccupante. O forse, sempre inconsciamente, l'ho boicottata perché nelle ultime settimane è stata la Webstar più sovraesposta di Facebook, polverizzando ogni record di condivisione a catena. Ma forse, più probabilmente, l'ho boicottata soltanto perché - e purtroppo in questo non sono l'unico - «mi rode tanto» che sappia cantaresappia l'inglese...

sei stato candidato ebook sui colloqui di lavoro di infojobs

Per chi - malauguratamente - non dispone di canali privilegiati per entrare nel (sempre più fantomatico) "Mondo del Lavoro", l'arcano rito del colloquio possiede ancora una sua primordiale e connaturata sacralità.
In primo luogo, perché già arrivarci è un miracolo*. In secondo luogo, perché - ingenuamente - si tende a prefigurarselo come un trampolino di lancio verso l'Olimpo dei Sogni, al punto da viverne l'attesa con lo stesso spirito di una Notte Prima Degli Esami, divorando guide motivazionali e manuali di bon-ton per non lasciare al caso nulla di intentato.

Tuttavia, se la nutrita (e folkloristica) letteratura di genere ci ha ormai insegnato fin troppo bene come rispondere alle domande dei selezionatori - «Non distogliere lo sguardo dal tuo interlocutore», «Non ostentare spavalderia», «Non ostentare insicurezza», «Non gesticolare», «Non tenere le mani in tasca», «Non parlare a monosillabi», «Non ingoiare una radio accesa» e altri 100 di questi «Non» e contrari di «Non» -, quello che nessuno ha mai pensato di insegnarci è quali sono esattamente le domande dei selezionatori, così che ci si potesse fare un'idea precisa di cosa aspettarsi...

All'inizio, quando ho visto per la prima volta la thumbnail formato francobollo, pensavo che le righe orizzontali fossero dovute a qualche errore di caricamento dell'immagine.
Invece no. Sono qualcosa di molto peggio...

cover del nuovo album di m.i.a. maya

C'è per caso qualche ragione di apprezzare un simile obbrobrio che mi sfugge?

E' così (e chissà cosa ne pensa Donna Summer):

invidia

L'ultimo esempio, in ordine di tempo, risale a ieri sera: finale di La Pupa & Il Secchione - no comment -, ennesimo pollaio tra Elena Morali (quella che crede di essere "famosa", oltre che «si piace e vuole piacere a tutti») e Pasqualina Sanna (quella «consapevole della sua bellezza»). Solita brodaglia riscaldata di insulti pecorecci che non si capisce mai se serva a pasturare gli spettatori o i produttori, e alla fine la chiosa programmatica: «E' tutta invidia».

Al di là di chi (Pasqualina) abbia detto cosa, l'episodio in sè è la cartina tornasole di un atteggiamento sociale e culturale sempre più diffuso e sempre più preoccupante: rispondere a una critica accusando chi la muove di «essere invidioso»...

francesca schiavone ha vinto il roland garros 2010

Soltanto 12 mesi fa, al Roland Garros, Samantha Stosur vs Francesca Schiavone era stato un match di primo turno. Lo aveva vinto la Stosur 64 62, ennesima prematura sconfitta - all'epoca - di una potenziale Top10 che, colta da vertigine a un passo dalla Storia (#11 del ranking WTA nel 2006), aveva inspiegabilmente perso per strada tennis e ispirazione ed era precipitata in una sconfortante e prolungata crisi di risultati.

Oggi, sempre al Roland Garros, Samantha Stosur vs Francesca Schiavone è stato il match di finale, il primo in assoluto raggiunto da una giocatrice italiana in una prova del Grande Slam. E, contro i più accreditati pronostici della vigilia - i bookmakers la davano 4 a 1, esattamente come il bilancio dei precedenti in favore della giocatrice australiana -, il punteggio si è rovesciato punto dopo punto fino al definitivo 64 76, consegnando a Francesca un trionfo tanto limpido e meritato quanto magico e insperato...

Uhm. A dire il vero no, nonostante David R. Ellis (già regista del secondo - pessimo - capitolo della saga) si sia sicuramente impegnato per fare in modo che gli FX creassero un'esperienza di visione più immersiva e coinvolgente rispetto alla maggior parte dei prodotti usciti finora.
Ma siccome non basta il 3D a rendere minimamente appealing un film che non ha né intreccio, né sceneggiatura, né recitazione, e siccome ormai il limone del concept originale è stato spremuto fino all'ultima goccia, in attesa dell'inevitabile episodio numero 5 eccovi le scene per cui vale la pena spendere al massimo cinque minuti del proprio tempo...

LA PREMONIZIONE INIZIALE
(con contorno di carneficina)

locandina di shadow di federico zampaglione

In ordine sparso:

1. Come mai l'uscita del film è stata posticipata dal 23 aprile al 14 maggio «per permettere al distributore di poter ampliare notevolmente il numero di copie del film e poter arrivare in modo piu' capillare in tutta Italia», e poi a Milano è entrato in programmazione solo nella miseria di due multisala periferici?

2. Con tutto il can can mediatico promozionale che gli è stato riservato da almeno tre mesi a questa parte, 201.227 €uro di incasso nel weekend di lancio sono sufficienti per parlare di flop colossale?

3. Qualcuno per caso è riuscito a rimanere sveglio - io no, per esempio - nei primi 40 minuti di pellicola, in cui non succede una benemerita fava di niente?

4. Perché la sceneggiatura prevede che la maggior parte delle battute dei personaggi siano grottesche didascalie di quello che succede sullo schermo (del tipo: «Ci stanno inseguendo!», «Ci vuole uccidere!», «Sta tornando!» et similia)?

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