Che l'America sia un Paese socialmente avanzato lo testimonia (anche) l'esistenza di MAD?

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Naturalmente, lo testimonia in primo luogo il fatto che i suoi cittadini abbiano eletto Presidente Barack Obama.

Ma lo testimonia anche che esista (dal 1952!) una rivista di satira libera, intelligente e trasversale che mette in copertina lo stesso Obama per ironizzare sui suoi primi 100 minuti di Presidenza - e su ciò che pensava il pubblico durante la sua Inauguration - senza che si levi puntuale il coro dei benpensanti che ne invocano scomunica e chiusura appellandosi agli spettri dell'indecenza e del comunismo.
Anzi: per molti dei personaggi (istituzionali e non) più eminenti del Paese finire spernacchiati da MAD è quasi un onore, una sorta di "battesimo del fuoco", un attestato di culto...

Non a caso, sono molte le Superstar made in USA che hanno fatto apertamente outing di adorazione verso MAD o che vi hanno addirittura collaborato: tra questi, Terry Gilliam, Charles M. SchulzTom WolfePatti Smith e Winona Ryder, per citare quelli più popolari anche in Italia.

Da noi, invece - sempre non a caso -, MAD non è mai riuscito ad attecchire, se non per pochi numeri e nonostante ben 3 tentativi di importazione (nel 1971, 1984 e 1992): peggio ha fatto soltanto la Norvegia, in cui i tentativi andati a vuoto sono stati 4.
Non solo, ma immaginare un periodico satirico capace di sopravvivere per 57 anni dalle nostre parti sarebbe pura fantascienza.
Abbiamo dal 1961 Il Vernacoliere, che però è il tipico prodotto underground per adepti e aficionados: ben altra cosa rispetto al mainstream influencer di MAD. Abbiamo avuto Il Male, creato nel 1977 ed estintosi nel 1982. Abbiamo avuto, e Dio solo sa quanto ancora lo rimpiangiamo, Cuore, insabbiatosi però subito dopo il giro di boa del primo decennale.

Per quel poco che significa, qualcosa vorrà pur dire.

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