Facciamo un passo indietro.
E torniamo al 9 febbraio scorso, quando in questo post, scrivevo:
MARCO CARTA
Pronostico: effetto Paolo Meneguzzi assicurato, il televoto è dalla sua parte. Se non stecca, complice anche la presenza di Maria nella serata finale, arriva tra i primi 3.
SAL DA VINCI
Pronostico: eliminato. Oppure primo.
AFTERHOURS, GEMELLI DIVERSI, TRICARICO, IVA ZANICCHI
Pronostico: eliminati
Insomma, checché ne pensi Paolo Bonolis, in questo Festival di Sanremo non è successo quasi niente che non fosse già stato scritto molto prima della vigilia. Anzi: illudersi che le cose potessero prendere una piega diversa da quella preventivata - come l'eliminazione di Sal Da Vinci o di qualche (de)relitto ultra60enne - si è rivelato ingenua faciloneria...
E' vero che Sal Da Vinci, dopo essere stato a un passo dalla bocciatura, è arrivato terzo e non primo, ed è anche vero che il Premio della Critica è andato inaspettatamente agli Afterhours anziché a Nicky Nicolai + Stefano di Battista, Alexia + Mario Lavezzi o Pupo + Paolo Belli + Youssou N'Dour, ma fine delle sorprese.
In fondo, non sono forse arrivati a contendersi la vittoria finale il «mi manda Paolo Bonolis» (= Povia), il «mi manda Maria de Filippi» (= Marco Carta) e il «mi manda Gigi d'Alessio» (= Sal Da Vinci) con una precisione geometrica millimetrica rispetto agli equilibri di potere dispiegati sin dall'inizio? Anzi: cara grazia se agli altri è stata data ugualmente L'Opportunità di esibirsi e avere visibilità e promozione per 3/4/5 serate...
C'è da riconoscere che il trionfo di Marco Carta è comunque, nonostante tutto, uno dei più credibili e legittimi degli ultimi anni, dal momento che, nel lotto delle narcotiche canzoni rimaste in gara, La Forza Mia era l'unica che avesse quantomeno un minimo sindacale di spinta e che è senz'altro più verosimile che il pubblico da casa (facendo per un attimo finta che si tratti veramente del pubblico da casa...) televoti per lui anziché per Povia, Sal Da Vinci, Al Bano, Fausto Leali, Patty Pravo o Pupo/Paolo Belli/Youssou N'Dour.
Ciò premesso, c'è però da riconoscere anche che il trionfo di Marco Carta riveste un'importanza strategica tale che suona un po' ostico ritenerlo esclusivamente figlio del televoto, visto che:
- permette a Paolo Bonolis di ostentare che questo sia stato un «Festival gggiòvane»
- permette a Paolo Bonolis di ostentare che il Festival rifletta effettivamente l'andamento del mercato
- permette a Maria De Filippi di ostentare che Amici spalanchi realmente le porte del successo (e quindi chissà le resse ai prossimi casting, con Luca Zanforlin e Chicco Sfondrini che se la staranno già ghignando all'idea delle sempre più esasperate torture psicologiche a cui sottoporre gli sprovveduti pischelli)
Che, a conti fatti, dopo il catafascio su tutti i fronti dell'edizione 2008 si traduce in una interessante serie di rosei scenari a breve e lungo termine sia per la Rai che per Mediaset.
Dunque, torniamo a noi: «cosa resterà» di questa edizione del Festival di Sanremo?
E' molto semplice: i tradizionali
PREMI CATACOMBA 2009
- Premio "Michael era negro / Adesso sembra vetro" perché l'anno prossimo ci dimostrerà che l'omosessualità non è l'unico «errore di natura» da cui si può guarire:
POVIA, Luca Era Gay
- Premio "Mediashopping" perché «basta un click!» per scegliere tantissimi nuovi vestiti che non siano sempre la solita vestaglia che porta da 20 anni:
IVA ZANICCHI, Ti Voglio Senza Amore
- Premio "Uè uè, niente invidia eh!" con dedica speciale a Dennis Fantina, Giulia Ottonello, Bruno Cuomo, Daniele Di Marco, Giuseppe 'Jimmy' Russo, Antonino, Federico Angelucci, Pasqualino 'Paki' Maione, Roberta Bonanno e (soprattutto) Grazia Di Michele:
MARCO CARTA, La Vita Mia
- Premio "Se passa in radio la tua canzone sei sicura di riuscire a riconoscerla?" perché non c'è verso di ricordarsene mezza nota:
KARIMA, Come In Ogni Ora
- Premio "Vaffan-Mulo!" perché se non vendono una copia sarà sicuramente colpa del Peer 2 Peer:
FAUSTO LEALI, Una Piccola Parte Di Te ex aequo con NICKY NICOLAI & STEFANO DI BATTISTA, Più Sole
- Premio "Una vecchia canzone italiana" perché a sentire i loro brani il Nuovo Millennio appena cominciato è il secondo:
AL BANO, L'Amore E' Sempre Amore ex aequo con PATTY PRAVO, E Io Verrò Un Giorno Là
- Premio "Ma una volta non eri un indie-rocker?" perché di Andrea Bocelli ce ne basta e avanza uno:
FRANCESCO RENGA, L'Uomo Senza Età
- Premio "Le mie amiche sono troppo delle pazze" perché «ho la frangetta / sono estroversa / sono introversa»:
ARISA, Sincerità
- Premio "Cenerentola 80" perché sembravano Bonnie Bianco e Pierre Cosso 26 anni dopo:
ALEXIA feat.MARIO LAVEZZI, Biancaneve
- Premio "Nuovo Marco Carta" perché nel 2010 tocca a qualcuno uscito da X-Factor sbancare il Festival:
GIUSY FERRERI ex aequo con i BASTARD SONS OF DIONISO e JURY
Prosit.


Io però un bel premio "Sibilla/Lollipop" a Katy Perry, vera rivelazione steccarola di questo Festival, nonché, proprio per questo motivo, unico momento memorabile dello stesso, lo darei molto volentieri...
Marco Carta? è un tragico mix tra "Dove c'è musica" di Ramazzotti e il Baglioni di "un gancio in mezzo al cielo". Adattissima per RadioItalia, inutile e ulteriore prova di quanto Sanremo non conti davvero niente...
Dolcenera? Ripeto la mia passione per sua canzone, che mi fa anche superare l'antipatia atavica che ho per lei... Ricorda molto una certa darkwave primi anni '80, ovviamente moooolto melassata nel brodo sanremese.
Tricarico? Torna sulle sonorità dei primi tempi, quelli del suo primo album, dopo le vite tranquille dello scorso anno. Ci è o ci fa? Io sono gatto, gattissimo.
Povia? Farlo !nç#£are da Immanuel Casto, riga. Ma tra lui e Bonolis ci deve essere qualcosa, ragazzuoli...
Sal da Vinci? Un D'Alessio con meno Tatangelo. Roba da diventar leghisti. Eppure da Napoli sono usciti Toni Esposito, De Piscopo, Bennato, la NCCP, perchè ora escono Giggi e Apicella?
Al Bano? Ma se lo facciamo vincere, si calma un po'? Ripetitivo e banale, ma d'altra parte non me lo vedo duettare con i Prodigy.
Alexia-Lavezzi? Quando lei capirà che non deve seguire le insidie di Sanremo ma tornare a fare roba incazzata alla "Dimmi come", allora avrà una carriera. Per adesso, preferisco "Think about the way"...
Fausto Leali? Era un dinosauro rinato 20 anni fa, ora mi sembra un triceratopo che si collega al bluetooth. Solita canzone non adatta a lui, che ormai più che di figli dovrebbe parlare di bisnipoti.
Masini? Adesso non gli si può più dare contro perchè altrimenti minaccia di farsi fuori come Mia Martini. Ma Zoff, che gli ha fatto? Non riusciva a far rima con Landucci o con Giovannigalli? Retorico.
Patty Pravo? Solita broda sfiatata, invendibile e mal cantata. Qualche nonno, mi spiega perchè questa aveva successo? E' una Viola Valentino con più coraggio e meno tette.
Belli/Pupo/Ndour? Clonazione da "gli altri siamo noi", ennesimo ritornello sul "siamo tutti fratelli, uiarzeuorluiarzecildren"... Inutile, e povero Youssou, passare da Peter Gabriel a Pupo..
Renga? Nasci incendiario (Timoria) muori pompiere. Canzone per Bocelli, non per lui, ormai diventato il signor Ambra. Occasione persa, come tante ormai nella sua carriera in crisi.
Gemelli diversi? Ma poi vi lamentate se io resto a sentire Scialpi e non mi aggiorno? Il rap italiano fa schifo al cazzo. Anzi, il rap in generale fa schifo al cazzo.
Afterhours? Non li conoscevo (però so vita morte e miracoli dei Righeira). Non li capisco, mi sembra una tarantella rock che possa unire sanremo e alternativo. Roba che riusciva a Elio, loro boh.
Nicolai/DiBattista? Dignitosa jovanottata, per andare a Sanremo a dire "aho, ma quanto siamo bravi? ma qui noi che c'entriamo?". Non lascia traccia.
Iva Zanicchi? "Mi chiamo Mafalda son bella e son gagliarda ho gambe perfette e pure belle tette". Brrr.... Cento, cento, cento!
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Arisa? E' finta, ma clamorosa. Stupida, banale, ovvia, ma ti trapana il cervello. Questa fa la fine di Valeria Rossi, "dammi tre parole", poi il giorno dopo sparisce. Però prima la sentiremo fino alla nausea.
Silvia Aprile? Una delle mille canzoni anonime che passano da Sanremo, poteva essere il 2009 come il 1999 come il 1989, e nessuno se ne accorge.
Malika Ayane? Una delle mille canzoni anonime che passano da Sanremo, poteva essere il 2009 come il 1999 come il 1989, e nessuno se ne accorge. Ma perchè canta con un topo in bocca?
Chiara Canzian? Nella speranza che i Pooh non abbiano più figli a cui far marchette.. Però lei è gnappa. Cmq, Una delle mille canzoni anonime che passano da Sanremo, poteva essere il 2009 come il 1999 come il 1989, e nessuno se ne accorge.
Barbara Gilbo? Almeno prova un po' a rockeggiare, ma è come se poi ad un certo punto avessero paura di osare di più. Potrebbe avere un futuro nel goth rock, come la mia amata Francesca Chiara (vedi The Lovecrave), Sanremo 1999. Non male, se posso.
Irene? Andrebbe ascoltata senza sapere che è la raccomandatissima figlia di suo babbo. Meglio lei, Marco Morandi, Randy Roberts, Cristiano de Andrè? Boh. Decente, ma difficile da commentare.
Iskra Menarini? Ma chi glielo ha fatto fare, lei che ha carriera e successo che tutti gli altri giovani, facendo somma, non raggiungeranno mai? Meglio quando mimava "Attenti al lupo" 20 anni fa.
Karima? Una delle mille canzoni anonime che passano da Sanremo, poteva essere il 2009 come il 1999 come il 1989, e nessuno se ne accorge. Fingere di fare del jazz non vuol dire risaltare.
Simona Molinari? Un colpetto. Recita la parte di chi è diva senza ancora esserlo, però almeno non si limita a urlare dei suoi pianti amorosi. Un colpetto.
Perbellini? Non era un panchinaro di Verona? Coccianteggia, anche nel bulbo, ma - come si suol dire - se era bella se la teneva quell'altro... Lo vedremo a Notre Dame?
@kristian: analisi lucidissima
@piero: sintesi lucidissima
Due sole parole:
EGEMONIA PSEUDOMASSONICA.
Cosa ci ha insegnato questo festival?
1) il televoto equivale alla democrazia (mentre non è democrazia);
2) cantante e canzone, qualità e vendite, sono un prodotto da sostenere, dietro il quale è necessaria una oliata macchina organizzativa;
3) il successo è unicamente televisivo e l'audience giustifica la prossima edizione del festival, mentre il comune di SanRemo piange per i pochi incassi, e le case discografiche piangeranno fra qualche mese ...;
4) l'unico prodotto musicale "generalista" è il prodotto RAI+Mediaset;
5) Marco Carta, Giusi Ferreri, Sal Da Vinci, li avremo per parecchi anni, venderanno milioni di CD cansoni o quel che sarà non perchè bravi ma perchè sostenuti dalle Major: Pausini, Ferro, D'Alessio, mentre Povia, Masini e Tricarico si confermano cantanti da Festival al di fuori del quale sono (...);
6) l'intervista degli Afterhours al TG3, pietra tombale e violenta accusa alla stampa, passata in sordina;
7) il festival di SanRemo si conferma specchio dell'Italia.