Per quanto andrà avanti ancora la demagogia passiva sul Precariato?

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La flessibilità del mercato del lavoro, indispensabile alla competitività dell'economia moderna, non può continuare a tradursi in precarietà ma deve divenire possibilità di affrontare il proprio percorso nel mondo del lavoro secondo principi di selezione e di gerarchia basati unicamente sulle capacità e sul merito. [Gianfranco Fini, fonte]

Ok, perfetto: a occhio e croce sono 3 anni che sentiamo ripetere questa stessa identica frase pressoché da qualsiasi politico di qualsiasi schieramento.
Ci sarà mai qualcuno di loro che si darà una mossa a prendere anche qualche provvedimento?

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11 Comments

Naaa, dai non scherziamo. Le responsabilità le abbiamo eccome. Gli altri ci hanno messo al muro, ma noi non abbiamo fatto una gran resistenza.
Con questo non voglio dire che c'è lo meritiamo, per carità. Dico solo che se almeno ci fossimo occupati del nostro futuro non sarebbe passato tutto liscio. O almeno avrei potuto dire che un tentativo è stato fatto.

@Federico: sui 35enni in giro per mojito sono d'accordo solo in parte. Sappiamo bene entrambi che una "rivoluzione" (culturale, sociale o politica), così come una banale sommossa di circostanza, in Italia non è possibile se non disponendo di solidi appoggi istituzionali e cospicue risorse economiche.
Attivare iniziative collettive dal basso è praticamente impensabile, per quanta buona volontà e motivazione si abbiano. Questo non significa che per 30 che volevano provarci non ce ne fossero comunque 70 a prendere un mojito, ma che anche se fossero state invertite le parti sarebbe stato molto, MOLTO difficile dare fondo a qualsiasi rivendicazione.

@Kristian: non a caso, l'"onda" contro la Gelmini è stata ampiamente sostenuta da più parti politiche e sindacali. Le quali, al contrario, si sono invece sempre guardate bene dall'alimentare i focolai di "rivolta precaria" e "ricambio generazionale".

@Balestra
ma mi faccia il piacere ...
IO non ho nessuna responsabilità!!!
In Francia hanno proposto una modifica secca, da noi è stato (ed è ancora) un lento stillicidio di norme e contronorme, ed i sindacati hanno sempre difeso i più forti: pensionati e lavoratori a tempo indeterminato.

e poi a 35 anni solo gli idioti si possono definire ancora RAGAZZI!

Ricordo un botta e risposta questa estate tra due ragazzi di quella generazione.
"Ma dove sono i ragazzi sui 35 anni?"
"In giro per gli aperitivi..."
(ti ricorda qualcosa Antonio?)
Molte responsabilità sono da imputare proprio a noi, che non abbiamo lottato per nulla sui contratti. In Francia bloccarono il paese, qua eravamo a farci un mojito da qualche parte...

@kristian: sono d'accordissimo sulla frase "MA QUANDO SI PARLA DI PRECARI SEMBRA SIA SOLO UN PROBLEMA DI QUELLI DEI CALL CENTER" e abbastanza sulla "generazione cancellata" (l'abbastanza è dovuto al fatto che ha comunque le sue colpe per aver contribuito alla cancellazione troppo spesso senza opporre resistenza e diventando, più ancora che vittima, complice).
Non lo sono molto, invece, sul precariato come risultato di ciò che è avvenuto dopo il '68 e negli anni '70, o meglio: sì, ma nel senso che chi allora ha combattuto per prendersi il potere con la forza, adesso lo detiene saldamente senza tollerare la minima intrusione esterna, ben sapendo di non volere che venisse fatto a sé ciò che lui ha fatto agli altri.

Ma il paragone più desolante con quegli anni è che oggi per i precari non sia socialmente e politicamente possibile costituire un analogo fronte collettivo comune: troppa frammentazione, troppi individualismi (ognuno vuole la soluzione al *suo* problema, dopodiché fine del problema), troppe competizioni interne (mors tua vita mea, soprattutto se in gioco c'è un posto migliore), troppe complessità psicologiche e via di seguito.

Forse, sapere che è stata cancellata la nostra generazione ma quella dopo di noi è risorta dalle ceneri sarebbe in qualche modo consolatorio. Ma siamo sicuri che chi viene dopo di noi non rischi di stare ulteriormente peggio?

Caro Antonio, il prossimo libro dovresti intitolarlo "La generazione cancellata" noi nati tra il '70 ed il il '79, troppo giovani per sfruttare la rendita di posizione delle generazioni precedenti ed ormai troppo vecchi per qualunque politica del lavoro rivolta ai giovani.

@ errata corrige:
"chi tocca lo statuto dei lavoratori muore!"

Questo tema è interessante, ma il precariato è dovuto anche al fatto che il contratto nazionale del lavoro il per il lavoro a tempo indeterminato è troppo "rigido" rispetto alle attuali dinamiche del mercato ed in particolare del mercato del lavoro. I politici sono impossibilitati a modificare il contratto nazionale del lavoro, adottando soluzioni che rendano possibile anche licenziare a tempo indeterminato, perchè questo significa andare contro inderessi delle due generazioni precedenti la nostra, interessi ormai sicuri, granitici e sindacalizzati.
NON E' UN CASO CHE NEL NOSTRO PAESE I GIUSLAVORISTI SIANO MINACCIATI, e sotto scorta. I precariati sono il risultato del '68 e del terrorismo degli anni '70.
Notare che il maggior numero di precari si trova nella pubblica amministrazione, scuola, università, fino ai portaborse dei parlamentari... MA QUANDO SI PARLA DI PRECARI SON SEMBRA SIA SOLO UN PROBLEMA DI QUELLI DEI CALL CENTER.
La politica non riesce risolvere i problemi del precariato, perchè "chi modifica lo statuto dei lavoratori muro" come ha detto Ichino.

Più in generale, la sensazione che ho io è che la Politica, riguardo al Precariato, si dibatta ormai irreversibilmente tra 2 (e solo 2) posizioni: insabbiare e/o speculare. Non ci sono vie di mezzo, non ci sono proposte concrete, e soprattutto non c'è la voglia di affrontare il problema in modo capillare: al massimo, ogni tanto si butta lì qualche (presunto) cerotto, ma quando c'è da guarire una frattura - composta - con un cerotto si fa poco...

Si, infatti hanno reso "molto flessibili" i contratti senza dare nessun tipo di struttura per equilibrare la distanza.
Anzi, hanno aggiunto gli studi di settore e non hanno considerato i problemi realtivi alle forniture dei servizi (un contratto telefonico con fastweb dura almeno 2 anni...).
Insomma hanno preso solo una parte dei provvedimenti che andavano presi. Perchè per qualcuno bastava immagino.

Quoto completamente.
Dalla parte dei politici solo tante parole, tante promesse e tanta (falsa) solidarietà.
Vista dalla parte dei precari solo tante speranze.

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