Nella prima riunione della commissione di Vigilanza affronteremo il problema delle nomine del nuovo Cda Rai per dare un segnale al Paese che non sopporta più le chiacchiere. La politica era in difetto e con un colpo di reni è riuscita a rimettersi in carreggiata e dobbiamo lavorare. Il mio è un ringraziamento non di rito, è un fatto particolarmente significativo per me, per le istituzioni e per la politica, la posizione che ha permesso questa unanimità che non deve far prevalere una scelta personale. Io rappresento un principio e un monito, un messaggio al Paese: se il Parlamento vuole è in grado di risolvere i suoi problemi, la politica può decidere, e c'è molto bisogno di politica quando la politica stessa sembra voltarci le spalle. [Sergio Zavoli, 85 anni, fonte]
Purtroppo, temo che «il principio e il monito» rappresentati da Sergio Zavoli siano di ben altro genere. Anagrafico, per l'esattezza.
E che il «colpo di reni» della Politica sia, in realtà, un colpo di spugna.


Magari fosse davvero il paparino. In realtà non trovano migliore soluzione che andare dal bisnonno.
La scelta dell'ottantacinquenne Zavoli è emblematica dell'incapacità della generazione attualmente classe dirigente di essere adulti e responsabili.
Quando litigano tra di loro per qualcosa (il pallone è mio, no è mi, gnè gnè gnè), non trovano migliore soluzione che andare dal paparino che gli farà da arbitro.