Giusto un paio di mesi fa titolavo «In Italia in questo momento ci sono più allenatori o più "opinionisti di Facebook"?» uno dei miei primi post, ispirato dalle dichiarazioni dell'autorevole esperto di nuove tecnologie Claudio Amendola all'indirizzo del Social Network attualmente più popolare e più frequentato del Web.
Oggi, alla vigilia della partenza dell'Innovation Forum 2009, leggo sul nuovo rotocalco Settimana Top (diretto da Riccardo Signoretti, già capofila di Vero e a tutti gli effetti - proprio come suggerisce il nome - versione discount di Alfonso Signorini) che la stirpe dei prestigiosi "addetti ai lavori" che ci aiuta a capire meglio il «giusto utilizzo di Internet» si è ulteriormente ramificata...
I nomi dei Media Guru interpellati da Settimana Top - numero 3 del 26 marzo - non hanno davvero nulla da invidiare a quelli in agenda all'Innovation Forum (tra cui, giusto per citarne uno, Chris Anderson): si tratta, infatti, di Fanny Cadeo, Lamberto Sposini, Michele Mirabella, Michele Cucuzza e Dario Vergassola.
Ecco un estratto delle loro più interessanti e quotate (in tutti i sensi) argomentazioni:
FANNY CADEO
E' un mezzo utilissimo, ma di Internet non bisogna abusare e soprattutto si deve fare attenzione a non mettere altri in difficoltà, cosa che è successa a me personalmente nelle settimane scorse. Io e io mio agente volevamo aprire un mio profilo su Facebook quando ci siamo trovati davanti a una brutta amara sorpresa: c'era già, ma qualcuno gestiva il mio profilo, rispondeva ai messaggi, interloquiva con i miei amici. [...] Poi ho aperto il mio vero profilo e sono contentissima. Sono in contatto con mille persone, ricevo complimenti di un sacco di donne e di ragazzi.
LAMBERTO SPOSINI
A me di Internet, in tutta sincerità, non me ne frega niente. Non sono interessato alle comunità virtuali, a partire da facebook, il libro delle facce, per finire a MySpace. [...] Il mio rapporto con la rete è molto circoscritto, si limita quasi esclusivamente alla posta elettronica. [...] Nel lavoro lo utilizzo pochissimo, per le cose personali, invece, nemmeno a parlarne.
MICHELE MIRABELLA
[...] Ritengo che Facebook sia davvero una suprema idiozia. Ma perché inventarsi una piazza così? Uno si iscrive a questa grande comunità online scegliendo di frequentare un'umanità virtuale a scapito di quella reale. Ma come fa una persona che nemmeno conosce o saluta il dirimpettaio a privilegiare gli individui di una piazza virtuale come quella di internet? Mi dicono che Facebook sia una comunità grazie alla quale rintracciare vecchi amici oppure ex compagni di scuola. Ma perché far riaffiorare gli zombie del mio passato? [...]
MICHELE CUCUZZA
Bisogna utilizzare internet come qualsiasi altro potente mezzo: con spirito critico. La paura è un atteggiamento primitivo. Io credo che internet sia un grande negozio, dove è possibile scegliere tra mille tessuti e cogliere tantissime occasioni. [...]
DARIO VERGASSOLA
La prima cosa da salvaguardare è la privacy. Comunque, considero internet un dono di Dio per chi lavora. Io personalmente sono fermo alla preistoria per quanto riguarda le tecnologie e, quindi, anche la rete. La domanda che mi pongo però è questa: ma quando le persone chattano tra loro e poi devono incontrarsi poco dopo che cos'hanno più da dirsi?
Come avrete capito, il dibattito infiamma e questo non è che l'inizio.
Se volete sapere quale roboante eco produrrano le dissertazioni di Fanny Cadeo, Lamberto Sposini, Michele Mirabella, Michele Cucuzza e Dario Vergassola nei prossimi 3 giorni dell'Innovation Forum non dovrete fare altro che sintonizzarvi qui e godervi in live streaming gli speech e le interviste ai vari ospiti presenti.
Altrimenti, naturalmente, l'appuntamento sarà con il prossimo, illuminante numero di Settimana Top...


@Matteo: in bocca al lupo!!! Come vedi il mio sostegno morale ce l'hai, anche se purtroppo non riuscirò a farci un salto... ;)
@Claudio: beh, se gli italiani fossero almeno consumatori di innovazione quantomeno saremmo a metà dell'opera. E' che finché le fonti di tale consumo saranno Settimana Top e i "testimonial" Lamberto Sposini e Fanny Cadeo, è già un miracolo che gli italiani non siano consumatori di ruote quadrate...
Una bella verifica da effettuare è quanto ci sia di made in Italy nei prodotti innovativi per l'IT. La mia sensazione è che da questo punto di vista gli italiani siano più un popolo di consumatori di innovazione piuttosto che produttori di innovazione... da qui la risposta alla domanda: A cosa serve l'Innovation Forum se il futuro della tecnologia ce lo spiega già Settimana Top?
Siamo pronti e siamo carichi, speriamo che la banda larga ci assista per tutti e tre i giorni ;)