Fa sempre piacere prendere atto di come l'industria discografica e quella cinematografica, ovvero le principali promotrici dell'ormai epica caccia alle streghe contro "pirateria" e peer2peer, continuino a pretendere che l'unica soluzione per rilanciare l'industria audiovisiva sia il rincoglionimento irreversibile a tappeto del pubblico pagante.
Diversamente, investirebbero quei pochi spiccioli che lamentano essere rimasti loro in qualcosa che sia anche solo lontanamente riconducibile a una «idea», anziché speculare ignobilmente su ricicli, remake, remix, sequel, prequel, newquel, cover e clonazioni sperando che il limone del "Popolo Bue" abbia ancora qualche goccia da spremere. Possibilmente del valore di 8 euro da scialacquare - nel pieno epicentro della crisi internazionale - per andare al cinema a vedere I Mostri Oggi, fresco di uscita nelle nostre «migliori sale»..
Diretto da Enrico Oldoini con Diego Abatantuono, Claudio Bisio, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro e Giorgio Panariello, I Mostri Oggi non fa nemmeno finta di offrire agli spettatori un altro buon motivo per valere il prezzo del biglietto che non sia la loro - diciamo così - "ingenuità". Dovesse funzionare (come funziona da anni per i cinepanettoni), sarebbe «la rinascita del Cinema Italiano»; non dovesse funzionare, sarebbe «tutta colpa dei delinquenti che scaricano da Internet».
Perché, ricordiamolo: chi non accetta di essere un idiota, per il mercato diventa automaticamente un delinquente.
Per una curiosa coincidenza, dietro a I Mostri Oggi c'è la supermajor Warner Bros, la stessa che in America ha appena lanciato - con il battage promozionale che potete ben immaginare - il gruppo dei V-Factory. I quali, effettivamente, sono né più né meno che "mostri oggi" a loro volta, rappresentando nient'altro che la versione 2009 di una qualsiasi delle decine di boyband che hanno appestato il mercato sul finire degli Anni '90.
Originalità zero (nemmeno nelle dichiarazioni di rito: ovviamente anche loro «non siamo come tutte le altre teenband, noi facciamo musica urban e il nostro idolo è Chris Brown!»), assortimento standard (5 elementi con il classico biondino, il classico morettino, il classico efebino, il classico palestratino e il classico androgino) e produzione 100% showbiz addicted (affidata a Tommy Page): con queste credenziali, c'è quasi da temere che possano funzionare non soltanto oltreoceano, ma anche - e soprattutto - in Italia.
Che poi, sinceramente: non si trattasse della punta dell'iceberg di un dilagante e inarrestabile fenomeno che è culturale e sociale prima ancora che commerciale, ci sarebbe davvero di che farsi 4 grasse risate a vedere fino a che punto si possa diventare parodie di se stessi.
Ma siccome di soldi per produrre sia I Mostri Oggi che i V-Factory, evidentemente, ce ne sono parecchi, il vero problema è che forse la gente che pratica la "pirateria" e il peer2peer è ancora troppo poca...


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