Dipende dai punti di vista. E il mio, in tutta onestà e trasparenza, è questo: se ho la fortuna che un mio amico suona in una band che fa musica elettronica in completo da tennis e con un nome che mi rievoca la gloriosa Hey Hey Guy di Ken Laszlo, beh, sinceramente non vedo perché non dovrei rendergli (o renderle, riferito alla band) il legittimo tributo.
Per capirci: se anche avessi un amico che suona in una band che fa musica bimbominkia in completino griffato e con un nome che mi rievoca una gloriosa serie TV, ecco, col piffero che gli (o le) renderei il benché minimo tributo.
Quindi fine dei palleggi di riscaldamento e «quite, please! Players are ready»...
:Primo Set:
Tanto per cominciare, in un panorama musicale come quello italiano dove i "gggiòvani emergenti" o sono dei finti-Ramazzotti (o delle finte-Giorgia) o fanno Barbie-punk da teenmagazine («Ma per favore, non chiamateci Emo o ci mettiamo a strillare, eh! Aaaah! Mammaaa! Mi hanno detto che sono Emo, voglio morire!!!»), va reso merito agli Hey Hey Radio! di avere scelto una formula quantomeno originale e inedita: quella del Pogotron, ovvero del pogo elettronico. Che significa riff di chitarrona miscelati a groove danzerecci e synth technopop Anni 80, un genere che all'estero sta conoscendo un'autentica fioritura - e un autentico florilegio - di Nuove Proposte ma che da noi sembra un'eresia anche soltanto immaginare. Vero, Amici di X-Factor?
:Secondo Set:
Disponibile da oggi su iTunes e dal 20 marzo in tutti i negozi su etichetta Live Global, l'omonimo debut-album degli Hey Hey Radio! è la dimostrazione di come si possa dare vita a un progetto che fa le cose sul serio senza prendersi sul serio: 12 tracce robuste ed energiche (come Television, il singolo prescelto come apripista per il lancio) con un mood autoironico e leggero. Che purtroppo, in un Paese dove chi non fa la Star si piange addosso, non necessariamente potrebbe rivelarsi una feature vincente. Ma tant'è: per una volta, varrà la pena rischiare di «non essere capiti»...
:Terzo Set:
Al di là della pronuncia ancora un po' troppo amatoriale per suonare pienamente credibili a essere cantati in inglese, i brani contenuti in Hey Hey Radio! sono sufficientemente eterogenei da riuscire a vivere (quasi tutti) di vita propria. Dall'ambientona Tonight, che non sfigurerebbe affatto come prossimo singolo - magari con un remix dei Bloom 06 - alla ottantissima Monsters, segnata da un giro di tastiera a presa rapida; dalla curiosa (e riuscita) contaminazione tra Anni 70 e Anni 90 di Miss Dance ai chorus "Opus-style" di It's Time To Grow Up; dalla radiofonica Atomic Girlfriend alla vocoderizzata Born To Be A Stranger, l'album scorre veloce e divertente sia nell'iPod che in autoradio. E hai detto poco.
:Quarto Set:
Dopo aver aperto l'ultimo concerto meneghino dei Negrita, gli Hey Hey Radio! saranno i supporter dei Fall Out Boy domenica prossima 15 marzo ancora al PalaSharp di Milano. Che non è proprio il Saturn del Centro Commerciale Roma Est...
:Quinto Set:
Ma se invece questo post fosse davvero un marchettone scritto per amicizia, non è che per caso mi spalancherebbe la direzione honoris causa di qualche prestigiosa «testata di informazione» come avviene di regola in Italia? No, perché a pensarci bene quasi quasi divento amico anche di quelli che si chiamano come la serie TV e mi lancio all'assalto di Studio Aperto...


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