"Un'elemosina, niente di più". È questo il secco commento di Filomena Trizio, segretaria generale NidiL-Cgil alla notizia del raddoppio dell'indennità di disoccupazione per i co.co.pro che, come annunciato da Sacconi, passa dal 10 al 20% dell'ultima retribuzione annua. [Fonte]
Uhm.
Che questa pluri-sbandierata manovra del Governo non sia che una minima parte di tutte le iniziative che andrebbero attivate per non-dico-risolvere-ma-quantomeno-arginare la piaga della Precarietà dilagante (e dei suoi effetti collaterali) è sicuramente vero. Che abbia anche criteri di assegnazione piuttosto restrittivi e diverse ambiguità interne pure.
Ma che la NidiL, che negli ultimi anni ha contribuito alla causa degli 800mila co.co.pro. che oggi le stanno tanto a cuore facendo soltanto della propaganda demagogica fine a se stessa per ampliare il bacino dei propri tesserati (= qualche decina di migliaia), debba annichilire per partito preso anche questa minima parte mi pare vagamente parossistico...
Più che quello dell'asino che dà del somaro al mulo - metafora peraltro sempre valida, soprattutto non appena ci si sposta di mezzo millimetro verso Sinistra -, in questo caso resta verificato il teorema secondo cui «Chi sa fa, chi non sa insegna».
E la NidiL, effettivamente, ha molto da insegnare.


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