Cosa ci sta insegnando il terremoto in Abruzzo?

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un'immagine del drammatico terremoto che ha distrutto l'aquila e l'abruzzo

Con la messa in onda dei funerali di Stato presieduti dal Segretario Vaticano Tarcisio Bertone si è (quasi simbolicamente) concluso questa mattina il primo atto della teatrale pantomima televisiva liberamente ispirata al drammatico terremoto che ha sventrato l'Abruzzo alle 03:30 del 6 aprile scorso.

Una tragedia di proporzioni tali da impartire con sconcertante crudezza - anche senza bisogno di intermediazione alcuna - la più severa e scioccante delle lezioni di vita: la Morte.
Purtroppo, però, l'intermediazione c'è stata, e la Morte non si è così rivelata l'unico insegnamento che questa catastrofe ci ha inevitabilmente lasciato...

Accanto al sisma geologico, infatti, ne è andato in scena uno mediatico che alle 290 vittime sommerse dalle macerie delle loro abitazioni (secondo le stime aggiornate, ma c'è chi sostiene che il coefficiente sia decisamente più alto) ha aggiunto tutte quelle sommerse dalle macerie della nostra informazione, che per l'occasione ha dato liberamente fondo a tutte le sue peggiori risorse, umane e - soprattutto - disumane.

A cominciare dall'ormai tristemente emblematico "messaggio alla nazione" diramato dal Tg1 per autocelebrare i suoi «ascolti record» beneficiati dal terremoto, e diventato in poche ore uno dei video più virali di YouTube e più biasimati dell'intero Web (Aldo Grasso compreso)...

E proprio il Web ha contribuito in modo determinante a smascherare e sconfessare non solo questa, ma decine di altre imbarazzanti gaffes d'autore proliferate a ciclo continuo sui canali di comunicazione istituzionale. Da Spinoza a Giornalettismo (uno e due), da Dagospia a Rectoverso e da Altrenotizie a Teledicoio (uno e due), solo per citarne una manciata, il fronte della "controinformazione" ha - per l'ennesima volta - messo a nudo i desolanti meccanismi sottesi al format del panem et circenses destinato al Popolo Bue.
Che si riassume in questo:

E che raggiunge il suo apice in questo:

Già, perché la fiction Il Terremoto Al Tempo Dei Reality è stata, in fondo, quella che più ha trasudato malcelata ipocrisia: da una parte, il Grande Fratello e X-Factor sono stati prima spostati poi ricontestualizzati (il primo è andato regolarmente in onda ieri introdotto dal surreale pistolotto di cui sopra, il secondo si è trasformato stasera in un concerto di beneficenza in discoteca), dall'altra i giornalisti hanno fatto a gara per trasformare in un canovaccio da reality qualsiasi persona/emozione/suggestione/notizia/evento capitasse loro a tiro.

A onor del vero, va detto che anche la fiction Il Terremoto Al Tempo Di Facebook E Twitter non è stata da meno: se i due social network più attivi del momento hanno sicuramente contribuito a veicolare una quantità straordinaria di notizie in tempo reale, hanno però contribuito a veicolare altresì una quantità straordinaria di pseudo-solidarietà convulsiva, equiparabile a tutti gli effetti a spam in piena regola.
Ovvero: mentre le fonti istituzionali invitavano alla massima accortezza nell'effettuare donazioni e versamenti di sorta, su Facebook e Twitter rimbalzavano da uno status all'altro sedicenti numeri di telefono, di conto corrente e di sms a cui devolvere genericamente (spesso senza nemmeno l'indicazione dell'effettivo destinatario) i propri aiuti «in favore delle vittime». Che, se dovessero per esempio finire in mano a chi le considera «in un camping di fine settimana», potrebbero malauguratamente tradursi in - chessò - canna da pesca, paletta e secchiello per tutti...

Quindi, per concludere, il terremoto in Abruzzo ci sta insegnando che:

  • Siamo in mano a un'informazione scandalosamente deviata il cui obiettivo dichiarato è speculare sulla tragedia per ritagliarsi la propria nicchia di palcoscenico e popolarità
  • Al di là dell'imprevedibilità dei cataclismi naturali, l'intero Paese è scoperto di fronte a rischi di qualsiasi portata per l'assenza pressoché totale di opere e strutture di prevenzione e sicurezza
  • Internet è l'unico autentico serbatoio di pluralismo critico, ma anche una cassa di risonanza e propagazione di cause non necessariamente accreditate
  • Il nostro Presidente del Consiglio è del tutto incapace di formulare un pensiero di 15 secondi senza ricadere nella più desolante parodia di se stesso e del Bagaglino

Ecco. Porco Cane, c'era proprio bisogno di 290 morti, 40mila sfollati e una mezza regione rasa al suolo per imparare nozioni che sapevamo già?

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2 Comments

che amarezza

Che se io penso a quanto è orribile questa cosa, poi guardo il 40 secondi dell'ultimo video che hai postato, mi viene la voglia di andare a radere al suolo Arcore a mazzate :(

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