Certo: la domanda può sembrare un paradosso. In tutti i Paesi civilizzati, infatti, chiunque ha legittimamente diritto di parola, perfino Gabriella Carlucci.
Il problema, non a caso, è che in Italia il diritto di parola ce l'ha solo Gabriella Carlucci, che metonimicamente costituisce "la parte per il tutto" a indicare "quelli della sua stessa razza": ecco dunque l'ultima - in ordine di tempo, non certo in quanto definitiva - delle sue onorevoli argomentazioni politiche, questa volta contro Alessandro Gilioli e figlio, che sta circolando in Rete con una certa viralità (ne hanno già parlato, per esempio, Spinoza, Paul The Wine Guy, Rectoverso e Mantellini):
Visto che è il 25 aprile e l'atmosfera di festa è contagiosa - e, soprattutto, non potendo purtroppo liberarci di Gabriella Carlucci nello stesso modo in cui ci siamo liberati dei Nazisti nel 1945 -, sarà opportuno augurare all'ex conduttrice di Azzurro e Buona Domenica («per non dimenticare») che quando avrà bisogno di un ennesimo chirurgo plastico specializzato in restauri di starlette diroccate dai lineamenti post-nucleari sia costretta a cercarlo su Internet.
Alla voce Macelleria delle Pagine Gialle.


Chissà cosa ne pensa Gabriella Carlucci, visto che non è avvenuto su Facebook...
a proposito di adescamento:
http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,620925,00.html