Ve la ricordate Frangetta, il "profilo povero" techno minimal creato dal team del Deboscio nel 2007 e diventato un autentico tormentone sia in radio che in rete per il suo geniale concept caricaturale del/la tipico/a fighétta artistoide milanese tutta mondanità e luoghi comuni?
Bene. Uno di questi luoghi comuni era «Che bello il Salone del Mobile / Quanta creatività!», ed è pressoché impossibile muoversi per Milano negli ultimi giorni - in piena settimana del Salone del Mobile, appunto - senza trovarsi in mezzo a sciami di Frangette cicaleggianti che vedono «Quanta creatività!» a ogni batter di ciglio, esattamente come se fossero involontarie parodie di se stesse...
Tanto per cominciare, va detto, del Salone del Mobile in sé non interessa quasi più un fico secco a nessuno se non ad aziende, produttori e distributori che devono cercare di sbolognare a qualche lungimirante atelier i loro divanetti in piume di calcestruzzo, i loro bidet a baldacchino e le loro lampade a forma di design che nemmeno al Piccol di Mai Dire Martedì.
Il vero must, ormai, sono esclusivamente i 145 milioni di eventi FuoriSalone disseminati un po' ovunque tra il centro e la leggendaria Zona Tortona, e autentici catalizzatori di movida e di yuppies di ogni etnia e provenienza.
Se, tuttavia, fino a qualche anno fa il cartellone delle iniziative in programma era quantitativamente gestibile e qualitativamente accettabile, quello del 2009 sta segnando - anziché la tanto temuta crisi - la proliferazione incontrollata di plancton parassita, al punto che chiunque abbia a disposizione (anche in affitto) un buco di ripostiglio fronte strada si alza la saracinesca, ci piazza dentro un tavolo con 4 chincaglierie della nonna, dispensa alla Stampa qualche flute di gazosa et voilà!, ecco bell'e creato l'evento FuoriSalone.
Effettivamente, «Quanta creatività!».

Mi metto gli occhiali grossi / Mi tolgo gli occhiali grossi / Faccio la grafica / Faccio la copy / Faccio tante foto in digitale / Ho il Macintosh / Vado alle feste di MTV / Che bravo Kounellis / Che bravo Alessandro Riva / Che bella la mostra sulla Street Art / Gli adesivi / Io aderisco / Guardami guardami sto appoggiata al muro / Bevo solo la birra e il cuba libre / Sono una tipa complicata / Uh uh se sono complicata / Almeno due concerti al mese / Quanto mi diverto [...] Le mie amiche sono troppo delle pazze / Sono una indie rocker / Sono indigente / Ho la frangetta / Sono estroversa / Sono introversa [...] Che bello il Salone del Mobile / Quanta creatività! / Che bello il Mi-Art / Basta Alighiero Boetti ha rotto le palle / Mi piacciono le foto di Basilico / Sono molto intense [Il Deboscio, Frangetta]
Per la cronaca: chi è interessato anche a vedere delle esposizioni degne di un qualche stimolo intellettuale e artistico, oltre che a farsi delle vasche avanti e indietro in un quartiere di Milano in culo ai lupi esclamando «Quanta creatività!» di fronte a qualunque ciofeca riprodotta su brochure e depliant in carta 750 gr., non perda le mostre allestite alla Triennale, tra cui quella di Fabio Novembre.
Forse ci perderà un po' in mojito e cuba libre, ma ci guadagnerà sia in soddisfazione che in numero di posti dove riuscire a sedersi mezzo minuto.


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