SAN VALENTINO DI SANGUE 3D
(My Bloody Valentine, di Patrick Lussier, con Kerr Smith, Jaime King, Jensen Eckles | USA, 2009 | Horror | Sito ufficiale)
La punta di una picozza, la canna di una pistola, un occhio fuori dall'orbita, una mandibola volante, un'esplosione e i titoli di coda 'galleggianti': ecco tutto il succulento repertorio di «straordinarie immagini in 3D» di San Valentino Di Sangue, film che sta sbancando i botteghini ergendosi a capostipite di un genere destinato a creare ampio proselitismo: l'horror tridimensionale...
Capace di raggiungere la vetta del box office anche in Italia direttamente nel primo weekend di uscita con 1.723.091 €uro di incasso, San Valentino Di Sangue è la dimostrazione di come sia sufficiente cambiare il contenitore per convincere il pubblico che sia automaticamente cambiato anche il contenuto.
Se non avesse quelle 4 o 5 scene in cui, nell'economia di circa 45 secondi su un'ora e mezza di pellicola, la dicitura "3D" trova una parziale giustificazione, il film sarebbe il classico teen horror destinato a passare completamente inosservato e, con ogni probabilità, a finire direttamente sugli scaffali dell'home video subissato di stroncature. Così, invece, inforchi gli occhialetti di Daniele Magro, vedi un piccone rotante che ti viene addosso e ti sembra tutta un'altra cosa.
«Ti sembra», se te ne lasci convincere per dare un senso ai 10,50 €uro che hai appena speso.
Perché se niente niente ti interessa un minimo anche il linguaggio cinematografico e non soltanto l'onanismo ipertecnologico fine a se stesso, ti accorgi che San Valentino Di Sangue è una vaccata ignobile esattamente già dopo un minuto e mezzo, quando il serial killer di turno scappa dall'ospedale in cui fino a 3 secondi prima era in coma e lo sceriffo, per nulla preoccupato né dall'evento in sè né dalle sue possibili conseguenze, si volta a favore di camera e declama un sospirato «Chissà dove sarà adesso...» con la stessa espressione di un qualunque attore di CentoVetrine.
Da lì in poi è un continuo rincorrersi di luoghi comuni, banalità, becerume splatter e autoparodie involontarie (ditemi se nella scena in cui la tipa completamente nuda cerca di difendersi dal killer dietro una rete da letto non avete pensato anche voi di essere di fronte a Scary Movie) con il classico doppio finale che - questo sì - strappa il cuore ma soprattutto i coglioni. Per intenderci, siamo ancora ai tempi in cui l'assassino creduto morto in realtà è sopravvissuto e prima dei titoli di coda spara la sua ultima smorfietta da sborone lasciando intendere che tutto ricomincerà daccapo. Non nel sequel, però, che grazie a Dio pare almeno essere stato definitivamente cassato dopo essere invece stato largamente vagheggiato (strano, in effetti, perché i sequel dei remake sono attualmente la tendenza dominante a Hollywood, specie se incoraggiati dai risultati dei rispettivi capitoli 1/bis).
Insomma, se volete vedere qualcosa di realmente spaventoso in 3D, piuttosto comprate degli occhialini neri di plastica in qualche negozio di cineserie a 2 euro, impugnate la vostra ultima dichiarazione dei redditi e sventolatevela davanti a 20 centimetri dal naso...



Forse è meglio che con gli occhialini 3D mi riguardi LO SQUALO 3 sulla TV di casa... più o meno la "sensazionale" emozione sarà la stessa... e almeno faceva ridere..