I veri martiri di Martyrs sono gli spettatori?

| 5 Commenti | Nessun Trackback
locandina di martyrs, film horror di pascal laugier

MARTYRS
(di Pascal Laugier con Mylène Jampanoï, Morjana El Alaoui, Catherine Bégin | Francia, 2008 | Horror | Sito Ufficiale)

«Questo film mostra immagini estremamente violente e difficili da sopportare. La visione e la comprensione richiedono spettatori preparati e distanti».

Martyrs, l'ultimo film del regista francese Pascal Laugier, inizia così, prima ancora che partano i titoli di testa: con un disclaimer stampato sulla locandina (potete verificare voi stessi cliccando sull'immagine qui a fianco) e ricalcato sul canovaccio delle etichette dei prodotti da banco.
Disclaimer che, 97 minuti più tardi, si scoprirà essere la feature più creativa e destabilizzante dell'intera pellicola...

Come non rimanere autenticamente sconvolti, infatti, di fronte alla frase «La visione e la comprensione richiedono spettatori preparati e distanti», dove: a) sembra che in Martyrs ci sia addirittura qualcosa da capire, e b) ci si domanda per un'ora e mezza cosa possa significare l'espressione «spettatori preparati e distanti»?

Esaurita l'impasse di un simile, inatteso preambolo, comunque, il film si snoda né più e né meno come un qualsiasi altro titolo di genere "sado-claustro" tanto in voga in questi ultimi anni, in cui - un po' come in Hostel, Frontiers e tutti i relativi omologhi - il plot si sviluppa intorno a un gruppo di personaggi che vengono imprigionati in ambienti macabri e fatiscenti e sottoposti alle più spietate atrocità, nella maggior parte dei casi gratuite o motivate da indigesti pistolotti moralisti.
L'unica parvenza di novità introdotta da Pascal Laugier è la sua visione pseudo-mistica della sofferenza, ovverosia l'ipotesi che attraverso l'accettazione del dolore estremo (il martirio, per l'appunto) si pervenga infine alla cosiddetta "trasfigurazione", uno stadio di sospensione tra la vita e la morte che consente di essere coscienti di ciò che esiste nell'Aldilà prima di raggiungerlo definitivamente.

una scena di martyrs, film horror di pascal laugier

D'accordo: non sarà un concept di quelli che fanno suonare le campane, ma quantomeno non è neppure la solita trita e ritrita famigliola depravata neonazista che tortura gnocche e tronisti per il solo gusto di punirli della loro totale incapacità di recitare.
Il problema, però, è che Laugier dimostra dopo neanche 10 minuti di film di non avere la più pallida idea per tirarne avanti altri 87, e allora la storia inizia ad accartocciarsi su se stessa infilando una sequenza-record di scene (peraltro interminabili) generate con il Polygen e appiccicate tra loro senza più capo né coda.
Cioè, per farla breve:

  • Lucie, una bambina sanguinante e denutrita, scappa da uno stabile dove era stata segregata e seviziata
  • Accolta in un orfanotrofio, la bambina non riesce a superare il trauma ed è perseguitata da una imprecisata e mostruosa creatura
  • Nel frattempo, stringe un'amicizia particolare con Anna, un'altra bambina che poi diventerà la sua compagna
  • 15 anni dopo, Lucie si presenta alla porta della tipica famiglia medio-borghese di celluloide (ovvero: moglie finta-bionda supersplendor, marito orso pieno di soldi, figlia "wanna be Noemi Letizia!" e figlio bimbominkia) e la estingue con 4 proiettili ben assestati
  • Nonostante questo, Lucie continua a essere perseguitata dalla imprecisata e mostruosa creatura, che sarebbe poi lo spettro di una donna che era prigioniera con lei 15 anni prima e che non aveva salvato prima di scappare
  • Dopo alcune ore, Anna scopre che, in realtà, la moglie finta-bionda è talmente supersplendor che non è morta e cerca di salvarla, incappando nella rabbia vendicativa di Lucie che immediatamente la finisce (= alla finta-bionda) a suon di martellate sul cranio
  • Tormentata dai sensi di colpa e dal complesso di essere incompresa, Lucie si incide per il lungo entrambe le braccia e, pochi minuti dopo, si sgozza con un rasoio
  • Anna rimane da sola in casa e telefona alla madre, che non sente da 2 anni, dicendole che va tutto bene (questa è una delle scene più esilaranti, perché è stato evidentemente generato con il Polygen anche lo scambio di battute tra le due)
  • Anna scopre che la casa ha uno scantinato lugubre e sinistro nel quale è tenuta prigioniera un'altra donna scheletrica e piena di tagli su tutto il corpo, con un casco metallico infilzato in testa e dei paraocchi sul volto
  • Anna libera la donna che però, a sua volta traumatizzata, cerca di tagliarsi le vene dei polsi
  • Arrivano due personaggi nuovi che ammazzano la donna con un proiettile in testa e imprigionano Anna
  • Arriva anche Mademoiselle, una signora anziana uguale a Gianni Boncompagni (ma con un turbante), che rivela ad Anna l'obiettivo della setta di cui è a capo: creare una schiera di "martiri apocrifi"
  • Mademoiselle spiega ad Anna che un martire si distingue da una vittima perché nel momento della morte i suoi occhi testimoniano che è ancora vivo (= la "trasfigurazione")
  • Anna viene incatenata e torturata, e le viene data da mangiare solo una ignota crema collosa identica a quella delle Millefoglie Cameo
  • Col passare del tempo, Anna inizia ad abituarsi al dolore: una voce fuori campo le dice che ora non ha più paura
  • Anna supera anche l'ultimo supplizio, lo scuoiamento integrale, ed entra in crisi mistica, durante la quale capisce che l'Aldilà è un enorme lens-flare avvolto in una nuvola di fumo
  • Anna continua a rimanere in vita e, ormai interamente "trasfigurata", sussurra a Mademoiselle quello che ha visto
  • Nella casa si riuniscono decine di famiglie medio-borghese facenti parte della setta per assistere alla martirizzazione di Anna e alla rivelazione di Mademoiselle

spoiler

  • Mentre è in bagno a prepararsi per l'evento, Mademoiselle si spara. Fine.

Vi siete un po' persi? Niente paura, state semplicemente "trasfigurando" anche voi (guardate i vostri occhi e ne avrete la conferma).
Del resto, non è mica giusto che un simile privilegio venga concesso soltanto agli spettatori...

Nessun Trackback

Indirizzo di Trackback: http://www.inc-anto.net/cgi-bin/mt/mt-tb.cgi/173

5 Comments

Dopo Silent Hill pensavo di averle viste tutte! Pur non essendo nè preparata nè distaccata posso dire di aver recepito il "messaggio", anzi ringrazio l'ideatore del film per la bastonata sui denti(se hai bisogno di un prestito per andare in analisi sarei contenta di collaborare) unico vantaggio: quando guardo il TG ora non sento più nulla! Grazie di avermi resa insensibile!

@capoca: sul fatto che Martyrs non si dimentichi facilmente sono d'accordo con te. Sto ancora ridendo al ricordo della telefonata di Anna alla madre con un cadavere steso sul divano e delle vetrofanie dei martiri nello scantinato della casa...

Premesso che io non l'ho visto al cinema, devo dire che secondo me Martyrs, con tutti i suoi difetti (= la prima mezz'ora soprattutto), è un horror efficace e la trama meno banale di quanto non sembri. In un periodo in cui si fanno ormai solo prequel, sequel e cagate varie ed in cui film come "Hostel" o "Frontiers" vengono presentati come film insostenibili (ma i critici hanno provato a vedere "Il Confessionale di Patrizia B."?), in cui i vari Halloween di Rob Zombie, Turistas & Co. li si dimentica già prima di uscire dal cinema o prima della fine del file (tanto che a volte li scarico di nuovo, per poi cancellarli subito incazzato quando mi rendo conto di averli già visti), Martyrs non si dimentica facilmente.

E' davvero bello sapere che l'Aldilà esiste... e soprattutto che è qualcosa che ciascuno di noi può ricreare sul proprio computer con due effettini di After Effects... :-)

Mi sembra un vero capolavoro. Attendo con ansia l'uscita a noleggio per gustarmelo appieno nella tranquillità di casa, non può essere tanto peggio di "House of the dead" (per il quale pagai il biglietto)

Scrivi un commento

Ultimi Commenti

  • Absinto: Papa Gerry. Complimenti per la foto! read more
  • Bellini Rosella: Le ho già scritto aalmeno 10 vote per porle un read more
  • vanessa: qsta ragazza mi fa davvero tanta tenerezza perche' posso solo read more
  • mariolino: Che dire di Gemma del sud? Si rimane solamente senza read more
  • Francesco : Guardando la finale sino al secondo set, c'è un limite read more
  • Roncibaldo: Per noi che abbiamo amato Jeansy, GemmadelSud non è nulla...E read more
  • Inc.Anto.: @N!ck: in effetti, sul fatto che possa essere - a read more
  • N!ck: lol. quant'è vero che l'arte è soggettiva. io la trovo read more
  • junpy: forse e dico forse perchè è meno brutta di XXXO.. read more
  • Vjolandah: E vero io sono molto inviddiosa a Zampallione è a read more

Archivi

Creative Commons License
Questo blog è distribuito con Licenza Creative Commons