Treno Eurostar City 9785 delle ore 19:00 da Milano Centrale ad Ancona.
Costo del biglietto di seconda classe da Milano Centrale a Bologna = 24,50 €uro.
Carrozza 9: guasto all'impianto di climatizzazione.
Per carità: dovrò rassegnarmi alla lapalissiana conclusione che o sono particolarmente sfigato o porto particolarmente sfiga (la differenza tra le due opzioni è talmente sottile che temo di non riuscire a sbrogliare l'enigma prima di salire sul prossimo, ennesimo treno difettoso), e certo non mi consola il «mal comune, mezzo gaudio» che si trovino nelle stesse condizioni milioni di passeggeri ogni sacrosanto giorno...
Quello a cui non voglio ancora rassegnarmi, però, è credere che 6 anni dopo che Report aveva mandato in onda una puntata speciale dedicata proprio ai continui, vergognosi disservizi di Trenitalia (costata inizialmente il posto ai quattro ferrovieri che avevano collaborato con lo staff di Milena Gabanelli, poi richiamati in servizio, e una citazione per danni d'immagine di 28 milioni di euro) la situazione non solo non sia affatto migliorata, ma stia - se possibile - continuando a degenerare in maniera addirittura parossistica.
Con l'aggravante che, anziché cospargersi pubblicamente il capo di cenere una sola, stramaledetta porca volta, la beneamata dirigenza Trenitalia pensa bene di rincarare quotidianamente la dose di fumo negli occhi soffiato addosso al "Popolo Bue" (ieri era la «rinascita» della Stazione Centrale di Milano, oggi è «il rispetto per l'ambiente») nella speranza di sedarne la legittima indignazione e narcotizzare l'Opinione Pubblica.
Certo: il guasto all'impianto di climatizzazione di oggi mi varrà un bel rimborso del 50%. Che mi arriverà chissà quando sotto forma di buono spendibile esclusivamente per un nuovo biglietto di un nuovo viaggio in cui mi imbatterò in un nuovo malfunzionamento.
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Aggiornamento del 13.06.2009
A proposito del «mal comune, mezzo gaudio» dei milioni di passeggeri che si trovano nelle stesse condizioni ogni sacrosanto giorno, oggi è successo questo (e qui c'è il commento di Antonio Morra).
In un Paese "civile", i dirigenti di una società simile avrebbero il buon gusto di dimettersi in massa di propria spontanea iniziativa; in un Paese "normale" interverrebbe lo Stato (o la class action) a farne piazza pulita. Naturalmente, purtroppo, l'Italia non appartiene a nessuna di queste due categorie.


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