Se i tre preti cattolici che hanno dato vita a “The Priests” avessero ceduto alla tentazione di usare le loro voci potenti e cristalline per interpretare canzoni leggere, magari con l’ausilio di improbabili accompagnamenti elettronici, avremmo avuto l’ennesimo ibrido che fa tanto tendenza, ma di cui proprio non si sente il bisogno. E invece ascoltare l’Ave Maria di Schubert o la natalizia O Holy Night con il poderoso accompagnamento del coro dell’Accademia Filarmonica di Roma dà davvero i brividi.
Così scriveva Katia Del Savio su M&D Musica & Dischi n.724 del 01.12.2008. Ora: non ricordo esattamente cosa stessi facendo all'epoca anziché leggere M&D Musica & Dischi, ma a me l'esistenza dei The Priests, fino a ieri, era imperdonabilmente rimasta ignota. Finché il Destino - ma forse, in questo caso, sarebbe meglio parlare di Divina Provvidenza - non ha voluto che dovessi sciropparmi l'ennesima coda alle Poste del sabato mattina (tempo di attesa = 31 minuti) durante la quale, curiosando tra gli scaffali del fornitissimo Poste Shop, mi sono miracolosamente apparsi in tutta la loro misericordiosa musicalità...
In effetti è vero: di tre preti che «avessero ceduto alla tentazione di usare le loro voci potenti e cristalline per interpretare canzoni leggere, magari con l’ausilio di improbabili accompagnamenti elettronici» non si sentiva proprio il bisogno, mentre di tre preti che stornellassero l'Ave Maria, Pie Jesu e O Holy Night in versione "Andrea Bocelli di Amici" sì: accidenti se se ne sentiva il bisogno.
Scoperti e prodotti da Sony UK (anche se non compaiono tra gli artisti elencati sotto contratto), padre David Delargy, padre Eugene O'Hagan e padre Martin O'Hagan della diocesi irlandese di Down and Connor, Belfast, più che tre Re Magi canterini ricordano, invece, un po' i Village People - togliendone tre a scelta -, un po' le B-Witched - togliendone una a scelta - e un po' gli Imagination - sbiancandoli quel tanto che basta con il filtro "Michael Jackson" di Photoshop -.
Bisogna comunque riconoscere che in questa estate così torrida e così avara di autentici tormentoni radiofonici, l'album dei The Priests può essere davvero un'ottima soluzione per provare qualche sacrosanto brivido, come sostiene Katia Del Savio. Senz'altro migliore, quantomeno, del tradizionale cartellone di film horror di serie Z annunciati al Cinema e in TV...


concordo sulla rana pazza... quando ho aperto la foto, ho riso x 10 minuti... :)
Eh sì, sono proprio veri: "talmente veri da sembrare finti" (ti ricorda qualcosa?)...
Il mio preferito è padre Eugene, mi sembra tanto la versione Giubileo della Rana Pazza! :D
Ma sono veri?
No beh, la loro interpretazione del "pEnis Angelicus" è davvero indimenticabile :D