Erano «La parte di me / che mi assomiglia di più», come cantava Niccolò Fabi a proposito dei suoi Capelli. Ma a quanto pare dovrò farmene una ragione: dopo 2 anni (7 sul mercato americano) di onnipresenza vacanziera, in versione originale o tarocca, «Finisce il mito delle Crocs, la fabbrica degli zoccoli traforati in bancarotta».
E questo non perché - con buona pace dei loro numerosi detrattori - farebbero schifo, ma esattamente per il motivo opposto: perché, essendo indistruttibili, non c'è ricambio di mercato, se non per le imitazioni sottocosto che, viceversa, dopo 3 utilizzi sono già da buttare...
Pensare che i modelli in commercio negli Stati Uniti sono decine, e che il catalogo completo include anche mocassini, scarponcini, sneakers, borse e t-shirt (mai sbarcate dalle nostre parti, e non acquistabili neppure online). Evidentemente non basta.
Allora ecco bell'e pronta l'alternativa: gli Sport Watch. Altrettanto morbidosi, altrettanto cheap e altrettanto kitsch, solo da indossare al polso anziché ai piedi.
Nelle località balneari, il totem pubblicitario degli Sport Watch sta ormai facendo capolino fuori dalle vetrine di qualsiasi gioielleria - sì, avete letto bene: «gioielleria», non «hard discount» -, anche se di persone che lo abbiano comprato (nonostante il prezzo ridotto), personalmente, io non ne ho ancora conosciute.
Mi pare di capire, però, che sia sempre la gomma il materiale più gettonato dell'estate (o meglio: di ogni estate): c'erano una volta i braccialetti, c'erano una volta le Crocs, c'erano una volta le Havaianas e ci saranno una volta anche gli Sport Watch.
Di questo passo, non sapendo più quale altra tendenza siliconata raschiare dal fondo del barile, l'anno prossimo toccherà mica ai dildo?


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