LA RAI RIFIUTA IL TRAILER DI VIDEOCRACY: "E' UN FILM CHE CRITICA IL GOVERNO"
Anche da Mediaset no allo spot del film che racconta l'ascesa delle tv di Berlusconi. La tv di Stato esigeva un contraddittorio per rispettare il pluralismo [Repubblica.it]
RAI E MEDIASET NON TRASMETTONO IL TRAILER DI VIDEOCRACY
Uno dei motivi del divieto è l'"inequivocabile messaggio politico di critica al governo" ha reso noto Domenico Procacci della Fandango, distributore della pellicola, che ha ricevuto una lettera da viale Mazzini per spiegare le ragioni della 'censura' allo spot Videocracy di Erik Gandini. [RaiNews24]
E sia. La TV di Stato - quella che, sì, «ti dà un posto in prima fila», ma solo alle porcate che decide lei (oh: sarà un caso che non ho ancora conosciuto un solo contribuente a cui faccia piacere pagare per vedere Carlo Conti?) - ha imposto il Niet! sul trailer di Videocracy, documentario di Erik Gandini sull'ascesa mediatica di Silvio Berlusconi e tra le proiezioni più attese dell'imminente Mostra del Cinema di Venezia.
Personalmente, e lo dico con commiserabile rassegnazione, la decisione non mi stupisce affatto. Quello che mi stupisce, invece, è la consueta giustificazioncina da Scuola Elementare per travestire da "qualcos'altro" un plateale ordine di scuderia: pare che non si possa mandare in onda il trailer di Videocracy perché, in concomitanza, non ce n'è nessun altro che soddisfi l'esigenza di «un contraddittorio per rispettare il pluralismo».
Mah, strano.
Ignoravo che questa fantasiosa regola (che, casualmente, vale solo quando si va a toccare "certe persone" ma non vale più quando si va a toccare le persone della controparte, alla faccia del «contraddittorio» e del «pluralismo»), peraltro già metabolizzata dalla nostra Cultura Popolare ormai da un buon 10/15 anni, trovasse applicazione anche al reparto "Trailer Cinematografici", dove non mi ero mai accorto che per ogni promo di un film italiano ce ne fosse anche uno di un film straniero, o per ogni promo di un film d'amore ce ne fosse anche uno di un film horror, o per ogni promo di un film comico ce ne fosse anche uno di un film drammatico, o per ogni promo di un film etero ce ne fosse anche uno di un film gay.
@dirigentiRAI: scusate, ma se avete così bisogno di un «contraddittorio» che «rispetti il pluralismo», non potete mandare in onda il trailer di Videocracy seguito da 30 secondi di nero, che è esattamente il trailer dell'ascesa politica di Dario Franceschini?


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