Ho sempre pensato, e talvolta anche scritto, che Filippo Volandri e Flavia Pennetta fossero i tennisti italiani più sopravvalutati di sempre, tale era - in my humble opinion - il differenziale tra qualità tecniche (non pervenute nel caso di Volandri, largamente incompiute in quello di Flavia) e risultati sul campo (salvo vincere ogni tanto a St. Polten, Palermo o Acapulco qualche torneo di quarta categoria) da una parte e iperboliche quotazioni da parte di alcuni addetti ai lavori che li stimavano da primi 10 del mondo, se non addirittura da primi 5, dall'altra.
Ma se la carriera di Filippo Volandri si è, guardacaso, sviluppata ben al di sotto di quelle aspettative - e non per colpa degli infortuni e del "non crederci abbastanza", come sostengono gli stessi addetti ai lavori, bensì semplicemente perché nel Nuovo Millennio è pura fantascienza credere di poter entrare nei Top10 con un colpo solo (il rovescio) competitivo su una sola superficie (la terra battuta) -, quella di Flavia Pennetta è arrivata stanotte a una sorprendente e storica svolta: è lei, infatti, la prima giocatrice italiana che nelle Top10 ci è arrivata davvero...
In passato, anche Silvia Farina e Francesca Schiavone avevano accarezzato per qualche tempo il sogno di sfondare la barriera (e il tabù) che separa l'elite assoluta da tutto il resto, fermandosi però alla posizione numero 11. Flavia, al contrario, al secondo tentativo - era già salita fino all'undicesima piazza lo scorso febbraio, salvo non riuscire poi a centrare più risultati utili - ha infilato una striscia di 15 vittorie consecutive aggiudicandosi il torneo di Palermo e quello di Los Angeles e raggiungendo la semifinali a Cincinnati, battendo 2 ex numero 1 (Venus Williams e Maria Sharapova) e altre 2 Top10 (Nadia Petrova e Vera Zvonareva) e dimostrando buona continuità e una indiscutibile maturazione psicofisica.
E dunque, le mie scuse e tanto di cappello. Quando c'è da cospargersi il capo di cenere, vuoi per onestà intellettuale o per indole masochista, tendo a farlo sempre piuttosto volentieri.
Certo: si tratta di un evento storico che andrebbe comunque contestualizzato al di là di ogni campanilistica esultanza (non è che se diventano numero 1 la Safina, la Ivanovic e la Jankovic è perché il livello del tennis femminile è ignobile e il ranking è completamente falsato, come non si fa che ripetere, mentre se diventa numero 10 Flavia Pennetta improvvisamente è un trionfo legittimo e cambia tutto: forse sarebbe più corretto riconoscere equamente meriti e/o demeriti di ciascuna) e che dovrebbe essere letto come un punto di partenza e non di arrivo (proprio perché sono riuscite a diventare numero 1 perfino la Safina, la Ivanovic e la Jankovic, per coerenza). Sarà interessante, cioè, vedere se Flavia comincerà finalmente a "pensare da Top10" programmandosi in modo meno provinciale - niente più Acapulco e niente più Palermo, per intenderci - e se, preso ulteriore slancio verso la piena consapevolezza dei propri mezzi, comincerà finalmente anche a completare il suo repertorio tecnico, sempre troppo ancorato al monocorde uno-due dritto-rovescio a tutto braccio tragicamente imperante nel Tennis in gonnella, nonostante gli ampi margini per riuscire a fare di più e di meglio.
Per assurdo, il momento di dimostrare qual è il suo valore effettivo inizia esattamente da adesso.
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Aggiornamento delle 20:45
Flavia Pennetta ha appena perso 62 60 contro Dinara Safina - la (presunta) «numero 1 del mondo ad minchiam», com'è ormai identificata dalla maggior parte dei cronisti -, con la quale avevano servito per il match sia Sara Errani in finale a Portoroz sia Roberta Vinci giusto una manciata di giorni fa al secondo turno di Cincinnati.
Sicuramente Flavia era stanca e la Safina è andata come un treno, ma il punto è proprio questo: rimanere tra le prime 10 giocatrici del mondo (e magari sperare di salire ancora) impone di alzare la propria soglia di rendimento anche in condizioni non perfette e non ottimali. C'è da augurarsi che la tennista brindisina continui a trovare gli stimoli per andare avanti a lavorare anche su questo aspetto e non si lasci adagiare nella bambagia dei - seppure giustificati - trionfalismi mediatici di questi giorni. Purtroppo non sarebbe la prima volta che succede, a Casa Italia...
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Aggiornamento del 19.08.2009
Flavia Pennetta ha perso 63 61 contro Virginie Razzano - numero 18 del mondo - al secondo turno del torneo di Toronto. Come scrive Rino Tommasi, «Con le celebrazioni si era esagerato, ma bisogna anche capire come in tempi di vacche magre si cerchi di sottolineare quanto di buono è stato fatto».
Spero solo di non dovere ricredermi una seconda volta.


Andrea: Non hai tutti i torti, in effetti... Diciamo che ho aggiornato il post con i risultati più immediatamente a ridosso dell'entrata nelle Top10, e mi sono fermato per non fare diventare chilometrica la coda di update.
E' pur vero che a New Haven ha comunque perso con la Wozniacki 64 61, e che con la Zvonareva a New York ha fatto vedere delle buone soluzioni offensive solo in occasione dei match point annullati, limitandosi a fare a pallate uno/due senza variazioni tattiche per tutto il resto del match...
Quello che credo sia importante per lei, in questo momento, è capire che può arrivare perfino più su della decima posizione (e secondo me può davvero riuscirci, se una come la Ivanovic è diventata numero 1), ma deve fare un ulteriore salto di qualità: che sia nella continuità, negli schemi di gioco - ancora *troppo poveri*, IMHO - o negli scontri diretti con le altre Top10, deve comunque continuare a progredire. E così come ci sono segnali decisamente confortanti, ce ne sono anche altri che, dal mio punto di vista, lo sono un po' meno...
Scusa ma se parli di onestà intellettuale devi essere coerente... se scrivi un articolo congratulandoti con Flavia per aver raggiunto la Top 10 tocca che ti fermi lì. Se ad ogni passo falso aggiorni 'minacciando' di ricrederti allora lo fai perchè sotto sotto speri sia così, altrimenti avresti dovuto anche aggiornare con la semifinale a New Heaven e la riconferma ai quarti allo US Open (con epica partita contro la Zvonareva)...
Io penso che la Pennetta non entrerà mai nelle prime 5 tenniste del mondo e che il meglio che possa fare sia riuscire a rimanere comunque nelle prime 10 (sarebbe un grande risultato, il migliore di sempre per il tennis femminile italiano)... al momento ce la sta facendo: dopo un mese e' ancora li' con un certo margine e penso sia un'ottima cosa visto che, al contrario di molte sue colleghe e di cio' che dici, esprime un tennis molto piacevole e completo.
Secondo me il punto davvero debole e' il servizio e ancora una certa scarsita' di convinzione.
Saluti!
io sono contento... e mal che vada, le rimane sempre il dritto-rovescio da fare con i ferri da maglia... :)