Sarà anche «la culla dell'Arte e della Poesia» e «la patria della Moda e del Design» (sarà...), ma siccome la vita di tutti i giorni - quella che la grande maggioranza delle persone trascorre a casa, per la strada, sui mezzi pubblici o nei luoghi di lavoro e di svago - non è fatta di Arte, Poesia, Moda e Design bensì di servizi, efficienza, integrazione, cultura e soprattutto civiltà, è davvero stupefacente come basti spingersi mezzo metro fuori dall'Italia per trovare servizi, efficienza, integrazione, cultura e soprattutto civiltà più evoluti rispetto a quelli del nostro Paese.
L'ultimo esempio che ho avuto il piacere di aggiungere alla lista, con il solo rammarico di avere aspettato 35 anni, è stato quello di Londra, dove qualsiasi attività mi sia capitato di compiere nel ristretto giro di una settimana presentava sistematicamente condizioni al contorno migliori di quelle a cui siamo tragicamente abituati (o assuefatti?) entro i confini italiani...
Probabilmente chi ci vive o chi la conosce in modo più capillare e approfondito avrà una percezione della città diversa da quella che ho avuto io vivendola da proverbiale "turista-fai-da-te" - in fondo anche Milano può sembrare un posto apprezzabile a chi ci soggiorna una settimana -, ma ho come il sospetto che si tratti, piuttosto, della diversa percezione di dettagli che a noi sembrano eccezionali mentre per i londinesi sono la quotidiana normalità.
Per esempio (ne cito solo qualcuno):
- in ogni stazione della metropolitana è presente un cartello aggiornato in tempo reale sulle condizioni della circolazione per ciascuna linea, cosicché, se qualcuna presenta ritardi lievi o sostanziali, ci si possa preventivamente organizzare scegliendo un percorso alternativo anziché restare intrappolati sotto terra per delle ore senza che nessuno si degni di spiegare ai passeggeri cosa sta succedendo
- lungo le banchine e sui treni della metropolitana non c'è traccia di stalker ambulanti che chiedono l'elemosina a suon di molestie di vario genere e varia natura. Piuttosto, ci sono stazioni in cui si esibiscono artisti di strada e musicisti regolarmente autorizzati
- in prossimità di ogni fermata dei mezzi pubblici è posizionata non soltanto la mappa generale della città, ma anche quella del singolo, specifico quartiere, in maniera tale da sapere sempre dove ci si trova e dove si deve andare senza essere costretti a fermare un passante ogni 250 metri per sentire rispondersi «Sempre dritto, poi la prima a destra, poi all'incrocio a sinistra, poi al terzo semaforo ancora a sinistra fino alla rotonda, poi dritto fino in fondo, comunque eventualmente chiedi...»
- le strade e i marciapiedi, nonostante il sovraffollamento di automobili e persone che le popolano (specialmente in centro) e nonostante non sia affatto semplice trovare un cestino, sono perfettamente pulite, tanto che già vedere per terra un mozzicone di sigaretta è da ritenersi un evento straordinario
- benché Londra sia una delle metropoli più tecnologiche e industrializzate al mondo, il verde pubblico è a) verde, b) pubblico, c) sconfinato, d) attrezzato, e) abitato da tanti simpatici scoiattolini "addomesticati" che, pur condividendone il medesimo dna di roditori, non sembrano avere granché in comune con le pantegane da combattimento moltiplicatesi in buona parte dei nostri parchi
- molte catene di fast food - che erroneamente si tende a pensare siano tutte variazioni sul tema Mc Donald's - servono esclusivamente cibo biologico e/o vegetariano a base di frutta e verdura: ne conoscete qualcuna anche in Italia, per caso?
- istituzioni e servizi pubblici impiegano quasi unicamente personale giovane (dove «giovane» significa «anagraficamente giovane», non «giovane dentro») e studenti: avete presente le persone che vi trovate davanti appena mettete piede in una istituzione o in un servizio pubblico in Italia - escluse quelle che fino al giorno prima facevano in realtà le/gli escort -, sì?
- le autorità politiche locali e/o nazionali non appestano ogni centimetro quadrato di supporto fisico disponibile per gloriarsi delle proprie riuscitissime iniziative bensì informano costantemente i cittadini sull'avanzamento dei lavori in corso o svolgono campagne di sensibilizzazione sociale
- i mezzi di comunicazione non bombardano terrorismo psicologico H24 sul meteo, sul traffico o sull'influenza ma, piuttosto, sostengono campagne di prevenzione all'insegna del pragmatismo e della razionalità
Eccetera eccetera eccetera.
E senza voler girare il coltello nella piaga, l'impatto con il rientro in Italia (sabato 8 agosto, ore 15:30, Stazione Centrale di Milano) è stato il seguente:
- TGV Parigi/Milano in ritardo di 20 minuti, ovviamente accumulati da Bellinzona in avanti
- tempo di attesa della MM2 da Centrale a Cadorna = 8 minuti
- linea MM1 chiusa tra Cadorna e Buonarroti/Wagner per lavori in corso: trasbordo su navetta sostitutiva (con 6 borse) per 3 fermate
- termine corsa della navetta sostitutiva a 150 metri dalla stazione di Buonarroti
- pareti della metropolitana tappezzate con i manifesti dei grandiosi risultati conseguiti durante i primi 9 mesi di entrata in vigore dell'Ecopass (che uno pensa: avevate un tale orgasmo di menarvela che non potevate neppure aspettarne altri 3 e fare cifra tonda annuale come tutti?)
Mi sembra che non ci sia bisogno di altri commenti.
E poi c'è chi sostiene che per rilanciare il Turismo in Italia si debba pensare a come rimettere in piedi e debuggare un portale: mi piacerebbe sapere a quale turista eventualmente arrivato sabato - come me - a Milano dall'estero fregherebbe una mazza di scoprire quanto è figo Italia.it quando non c'è un solo servizio pubblico e urbano regolarmente funzionante...
PS: trovate alcune foto che ho scattato a Londra (tra cui le 3 che accompagnano questo post) nel mio nuovo canale su Flickr creato appositamente all'uopo: enjoy!


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