La buona notizia è che mancano solo due mesi alla fine dell'anno meno creativo di tutta la Storia delle - diciamo così - "Arti Applicate".
La cattiva notizia è che a) in questi due mesi possono ancora uscire decine e decine di remix, remake, cover, sequel, prequel, sequel del remake, upgrade, spin-off e chi meno (di idee) ne ha più ne metta, e b) a giudicare dall'andazzo, c'è da avere sinceramente il terrore che il 2010 sia perfino peggio.
E tra gli ultimi colpi di coda all'insegna del «Nulla si crea e nulla si distrugge» 2009 non si può non accogliere con il doveroso giubilo anche il restyling - questo in effetti ci mancava, nell'elenco di cui sopra - di Max, che dopo una saga pluriennale di metamorfosi, rinfrescate e svecchiamenti ha deciso infine di ritornare al suo formato primordiale datato 1984...
Che in Rizzoli il restyling sia uno degli hobby editoriali più praticati è cosa risaputa, ma questo, in particolare, colpisce per il suo anacronismo. In un momento in cui la carta stampata piange miseria per la concorrenza del Web e tende a diventare sempre più portabile, ergonomica e leggera (in una parola, sempre più smart), a Max si opta per una drastica controtendenza: 380 pagine, 23.5x33 cm. Roba che serve una trolley per portarselo dietro.
Il direttore Andrea Rossi spiega così la curiosa scelta:
Questo è un giornale NUOVO. E più GRANDE, più grande di quello che siete abituati a trovare in edicola, grande come quello creato 25 anni fa da Paolo Pietroni. Siamo impazziti? No, torniamo semplicemente a quel formato perché è il nostro DNA, il nostro MARCHIO DI FABBRICA, ed è il modo migliore, ci siamo detti, per viaggiare nel FUTURO. Max torna "grande" perché Max è "grande" e nelle sue dimensioni "storiche" ritrova se stesso, la sua UNICITA', la sua DIVERSITA' da tutti gli altri maschili, e ribadisce la propria, irriducibile, incontrastata LEADERSHIP.
Che tradotto significa:
Questo è un giornale VECCHIO. E più GRANDE, più grande di quello che siete abituati a trovare in edicola, grande come quello creato 25 anni fa da Paolo Pietroni. Siamo impazziti? No, abbiamo semplicemente finito le idee, e copiare quelle che ha già avuto qualcun altro è molto più facile che inventarcene di nostre. In fondo, quanti di voi che state leggendo queste righe ha mai preso in mano Max negli Anni '80? Con ogni probabilità non eravate neanche nati. E quindi: questo è un giornale VECCHIO. Ma non per voi.


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