Paranormal Activity è il nome in codice di The Blair Witch Project 2010?

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locandina di paranormal activity

Vita Di Un IO ne aveva già trattato il 21 settembreCorriere.it lo ha segnalato il 12 ottobre e oggi ha fatto capolino anche sugli schermi di Sky Tg24. Paranormal Activity, il film ultra-low budget (è costato appena 15mila dollari!) diretto dal regista israeliano Oren Peli e "sponsorizzato" da Steven Spielberg, sta sbancando i botteghini USA - ieri è stato il film più visto in assoluto, e il terzo nell'ultimo weekend - e fino a questo momento ha incassato quasi 40 milioni di dollari.

Visti il concept, le tecniche di ripresa e, soprattutto, la stellare marginalità tra costi e ricavi, i paragoni con The Blair Witch Project (di cui ricorre proprio quest'anno il decennale) si rimbalzano e si moltiplicano. Ma più ancora che per la scelta di solleticare i pruritini horror degli appassionati facendo leva su immagini sporche e suoni indistinti, Paranormal Activity sembra avere azzeccato - proprio come The Blair Witch Project - il buzz marketing veicolato in Rete...

Contrariamente a quanto si possa pensare, e i produttori di Snakes On A Plane dovrebbero saperne qualcosa, non è così semplice promuovere un film su Internet stimolando l'interesse del (potenziale) pubblico senza annichilire il gusto di andare a vederlo al cinema.
In questo caso, l'idea è stata tanto elementare quanto geniale: "Noi vi facciamo vedere il trailer, vi facciamo entrare nel mood del film, e se poi vi piace sarete voi a richiederne la programmazione nella vostra città direttamente dal Web. Tanto, alla peggio, se proprio non ve ne frega una fava ci avremo smenato solo 15mila dollari".

Risultato: oltre 1 milione di richieste, che hanno convinto la Dreamworks a distribuire la pellicola in modo capillare su tutto il territorio.
Tra l'altro, a giudicare dagli entusiasmi della critica, si direbbe proprio che Paranormal Activity non sia la classica sòla mediatica montata sul niente (come Cloverfield, giusto per non fare nomi) ma abbia realmente un suo spessore, a riprova che non è affatto vero - come si sente sempre dire alle madonnine infilzate del Cinema Italiano - che in America si bevono ogni genere di vaccata purché sia un superkolossal multimiliardario.
Più probabilmente, visto che non è né la prima né la seconda volta che succede (oltre a The Blair Witch Project, vi dice niente Clerks? E Donnie Darko?), in America hanno, nell'ordine:

  • qualcuno che ha idee a costo zero o quasi (i registi e gli sceneggiatori)
  • qualcuno che sa riconoscere e sfruttare il valore commerciale delle idee a costo zero o quasi (i produttori)
  • qualcuno che sa riconoscere e premiare il valore creativo delle idee a costo zero o quasi (gli spettatori)

Peccato che in Italia sia tabula rasa su tutti e tre i fronti. Pensare che basterebbe intervenire sul secondo per rimettere in carreggiata anche gli altri due...

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