Possibile che nel PD non ci sia nessuno capace di dire a Francesco Rutelli «Era ora che ti levassi dalle palle: quella è la porta»?

| 4 Commenti | Nessun Trackback
francesco rutelli
Si direbbe proprio che, per il Partito Democratico, il neue kurs made in Pierluigi Bersani - ammesso e non concesso che un neue kurs made in Pierluigi Bersani sia mai lontanamente possibile - non cominci proprio sotto i migliori auspici.
E non tanto per la libidine di scissione che oggi Francesco Rutelli ha programmaticamente snocciolato nero su bianco nel corso della presentazione del suo libro La Svolta a Milano, ma perché a quella libidine non ha fatto seguito nessun benservito prêt-à-porter da parte di chi ne assorbe e ne paga i fallimenti esattamente dal 2001...

 

A quanto pare, invece, tutti gli opinion-leader del PD (da Giuseppe Fioroni a Ermete Realacci, da Rosy Bindi a Gavino Angius e Marco Follini) si sono immediatamente affrettati a definire «un errore» la decisione di Rutelli, auspicandone anzi la permanenza tra le fila del partito.

Confesso che temo di non cogliere le ragioni di cotanta pietas.
Perché se io penso a Francesco Rutelli, penso alla persona che otto anni fa si fece asfaltare su tutti i fronti - primo fra tutti, quello dell'immagine (!) - da Silvio Berlusconi alle elezioni Politiche; penso alla persona che nel 2007, mentre era al Governo Romano Prodi, s'è fatto l'inciucetto che voleva e come voleva con Walter Veltroni mettendo in piedi il PD (e prendendosi poi una seconda asfaltata, ancora da Silvio Berlusconi e ancora e soprattutto sul fronte dell'immagine, alle Politiche 2008); penso alla persona che, sempre nel 2008, nello "Scontro di Titanic" per l'assegnazione del Comune di Roma, si è visto umiliare perfino da Gianni Alemanno; penso al vuoto pneumatico del suo sguardo perso dentro ogni obbiettivo disponibile a dare sfogo al suo narcisismo; penso al curioso trasformismo - secondo soltanto a quello di Daniele Capezzone - di chi nasce incendiario nel Partito Radicale e muore pompiere come sguattero del Vaticano; penso alle impalcature di demagogia rifritta elevate a sostegno del niente assoluto delle proprie "idee" politiche; penso a colui che, da Ministro dei Beni Culturali, ha lanciato (e immediatamente affossato) la prima release di Italia.it costata 58 milioni di euro attraverso questo più che imbarazzante comunicato: 

E, soprattutto, quando penso a Francesco Rutelli, penso al catafascio irreversibile in cui lui e le sue malsane strategie neo-democristiane radical-chic hanno fatto piombare la Sinistra italiana con la stessa pervicacia di un Re Mida a rovescio che trasforma in merda tutto quello che tocca.

Ecco: francamente non capisco come facciano a non pensarlo anche gli illuminati opinion-leader del PD che adesso, FINALMENTE, hanno l'occasione di liberarsene per sempre.

Nessun Trackback

Indirizzo di Trackback: http://www.inc-anto.net/cgi-bin/mt/mt-tb.cgi/279

4 Comments

avi politici?

Sono d'accordo, non è più tempo ne luogo a tentennamenti e trasformismi. La battaglia si fa al centro, va bene, ma questo non significa che si debba rimanere schiavi e ostaggi di un politucolo di bassa lega come Rutelli. Un voltagabbana di prim'ordine, giustamente paragonato a Capezzone. Ma del resto le loro origini sono comuni, radicali per modo di dire, venditori di bufale nel vero senso della parola. Capezzone se n'è andato nel Pdl, Rutelli fonderà un nuovo partito. Se rimane, terrà ancora più in ostaggio il PD. Meglio perderlo che trovarlo. Uomini di sinistra, è ora di dire basta a inciuci preconfezionati. Seguamo l'esempio dei nostri avi politici. Meglio soli che male accompagnati.

Penso che il tuo sia un ragionamento (leggi: necrologio) pragmatico e, per certi versi, corretto. Ma io, ragionando invece in modo più teorico, mi domando: quale sarebbe l'effetto sull'elettorato di una defenestrazione di questo inutile fallito?
Forse è vero che si perderebbe un 1% di elettori (pseudo)cattolici centristi - gli altri stanno già votando comunque UDC e PDL -, ma si guadagnerebbe un sostanzioso zoccolo di elettori laici che finché Rutelli rimarrà nel PD non si sogna nemmeno lontanamente di votarli.
Parlano i numeri: spazzati via nel 2001, eletti con una maggioranza ridicola nel 2006, di nuovo spazzati via nel 2008, e proprio perché si sono incaponiti che "la battaglia si gioca al centro".

Sorry, ma per quel che mi riguarda possono tenersi Rutelli e fare a meno del mio voto.

Purtroppo, e sottolineo purtroppo, la partita politica si gioca sempre più al centro: allontanare un personaggio come Rutelli verrebbe tacciato di estremismo di sinistra, con conseguente calo di consensi tra gli elettori di centro che sono il territorio di conquista.
Si è quasi costretti ad essere meno coerenti per cercare di vincere la partita, anche se a volte mi pare che a forza di fare così non si è né carne né pesce e la partita la si perde sempre.
Non so bene come si potrà uscire da questa situazione della sinistra, imbrigliata da questo centro ed in mano a tanti burattinai (con o senza baffetti) che manovrano da dietro.

Scrivi un commento

Tags

Ultimi Commenti

  • Inc.Anto.: Andrea: Non hai tutti i torti, in effetti... Diciamo che read more
  • Andrea: Scusa ma se parli di onestà intellettuale devi essere coerente... read more
  • marcmo: io sono contento... e mal che vada, le rimane sempre read more

Archivi

Creative Commons License
Questo blog è distribuito con Licenza Creative Commons