Quanti (ennesimi) punti perdo se esprimo un pubblico apprezzamento anche per il nuovo album dei Tokio Hotel?

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bill kaulitz dei tokio hotel tornati con l'album humanoid e il singolo automatic

Forse sto male. Peggio del solito, quantomeno.
E neanche poco, a giudicare dal referto clinico: positivo recidivo al Test di Bimbominkiaggine, prima con Toyz dei Cinema Bizarre, adesso anche (e soprattutto) con Humanoid dei Tokio Hotel. Per quanto mi ci sia impegnato con tutte le forze - ben poca cosa, evidentemente -, non solo non sono riuscito a detestarli, ma mi sono addirittura piaciuti.

Di Toyz ho già scritto.
Per Humanoid vale sostanzialmente lo stesso discorso: mi aspettavo un sottoprodotto disonesto - la consueta aria (ri)fritta di emo/pop e schitarrate alla cazzo tanto per fare vedere che «noi non siamo una boyband come tutte le altre: noi sappiamo anche cantare e suonare davvero!» e incaprettare quante più squinzie in crisi mistica possibili - e invece devo riconoscere che si tratta quantomeno di un prodotto onesto, confezionato in qualcosa più dei soliti tre giorni d'ordinanza "per gentile concessione" e decisamente diverso dal precedente Scream...

Anche in Humanoid, così come in Toyz per i Cinema Bizarre, le accentuate aperture al synth e all'elettronica rendono l'intera tracklist meno selvaggiamente teen di quanto si potrebbe presagire: per quanto grossolane e didascaliche siano alcune citazioni (Blue Monday in Dogs Unleashed, Personal Jesus in Human Connect To Human, We Will Rock You in Hey You), l'alone di Anni Ottanta che permea tutto il disco finisce per rivelarsi un sensibile passo avanti rispetto allo scriteriato finto-rock del debutto.
Martelloni danzerecci come Pain Of Love o la stessa Dogs Unleashed e maragliate commerciali come il primo singolo Automatic o Noise testimoniano che, in fondo, un pur minimo di sforzo di allargamento degli orizzonti è stato compiuto rispetto al monocorde piattume di Scream.

Non a caso, i pezzi più fiacchi sono la ballad strappamutanda Zoom Into Me, il minestrone di sussurri e grida Phantomrider e i due avanzi di magazzino bonus Screamin' e Down On You, che non si capisce bene nè dove vogliano andare a parare nè perché non cominciano mai.
Il resto, però, è un album a presa rapida orecchiabile e con una sua - tutto sommato - strutturata identità, che ovviamente (giustamente) non lascerà traccia nella Storia ma che, confrontato con quello che passa il convento in fatto di talent show e remake, può ragionevolmente appellarsi all'attenuante dell'«Ubi maior minor cessat». Copertina esclusa.

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