Archivi di Novembre 2009

Posso dire che oggi mi si è esaudito un sogno?

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copertina di tennis magazine diretto da lorenzo cazzaniga

Erano anni (tanti anni) che, intimamente, desideravo scrivere per una rivista di Tennis. Ora, finalmente, è successo.
Grazie a Lorenzo Cazzaniga, sono stato abilearruolato nelle fila di Tennis Magazine, il nuovo semestrale - ma nel 2010 uscirà ogni tre mesi - di cui è ideatore e direttore, e tra le cui pagine milita un autentico parterre des rois di collaboratori: da Gianni Clerici ad Andrea Scanzi, da Federico Ferrero a Stefano Semeraro e da Vincenzo Martucci a Stefano Meloccaro e Riccardo Bisti, "anima e tastiera" di Tennis Best. Non bastassero loro, sul numero appena uscito in edicola (di cui vedete qui a fianco la copertina) c'è perfino Gene Gnocchi.

Insomma: così a occhio e croce ho un vaghissimo senso di vertigine a banchettare a mia volta a cotale convivio. Tuttavia, come spero di avere diligentemente imparato da modelli del calibro di Alessia Fabiani o Elisabetta Gregoraci, questo lusinghiero traguardo «non mi cambierà affatto, e rimarrò la persona semplice che ero prima, con gli amici di sempre e le calzette flosce quando mi sveglio al mattino e mi faccio il caffè!»...

nadal federer murray djokovic abbey road londra

Era cominciata davvero nel migliore dei modi, con i fuochi d'artificio degli Australian Open (Rafa Nadal sempre più solidamente numero 1 del mondo, Roger Federer sempre più manifestamente in crisi di morale e di vittorie, Fernando Verdasco sempre più presuntamente risorto a nuova vita) e tutta una serie di avvincenti interrogativi per il prosieguo dell'annata - Novak Djokovic riuscirà più a vincere un altro Slam? Andy Murray riuscirà mai a vincerne uno? Gli italiani riusciranno a vincere almeno un challenger? Feliciano Lopez riuscirà a vincere almeno un match? -, e si è conclusa davvero nel peggiore dei modi con i fuochi di paglia delle Atp Finals (Nadal sparito, Djokovic bollito, Murray evanescente, Verdasco ininfluente, migliaia di errori e pochissimi furori - scusate le rime -).
Con il solo epilogo di Coppa Davis rimasto ancora da giocare, la stagione Atp 2009 ha dunque ormai definitivamente emesso i suoi verdetti al termine di 10 mesi di tornei azzoppati, di emozioni strozzate e, soprattutto, di mandibole slogate...

copertina del libro fuori orario il disastro fs di claudio gatti

I più affezionati (e/o attenti) di voi lettori sapranno forse che verso Trenitalia non nutro niente di simile a ciò che può essere - anche solo lontanamente - equiparabile all'apprezzamento. Anzi. E certo, di fronte agli abituali, ostinati e sistematici disagi in cui milioni di persone si imbattono quotidianamente, vale a poco la regola del «Mal comune mezzo gaudio». Anzi.

L'unico «mezzo gaudio» che riesco a provare quando c'è di mezzo Trenitalia è quello di leggere e/o guardare una qualche inchiesta che porti alla luce almeno una minima parte di tutto il sommerso che si nasconde dietro ai ritardi, al lerciume, al vandalismo e alle altre folkloristiche features che accompagnano abitualmente (e immancabilmente) i miei - e i vostri - viaggi su rotaia.
Peccato che ciò avvenga piuttosto di rado e che, nonostante la gravità del problema sia ormai da anni di pubblico dominio, se ne siano occupati a più riprese soltanto Report, AltroConsumo e ben pochi altri:

Immagine di anteprima per quote.png

Il giornalismo d'inchiesta - cioè quello che va alla ricerca di documenti, testimonianze e prove "provate" - richiede tempo, energia e soprattutto non offre alcuna garanzia di successo. Per questo in Italia non se ne fa molto. In un'inchiesta si corre il rischio di trascorrere settimane intere alla ricerca della conferma di un dato e poi di non riuscire a trovarla. In Italia, giornalisti, direttori ed editori preferiscono puntare sul giornalismo "di denuncia". In altre parole: si va in stazione, si vede che ci sono treni in ritardo o i treni sporchi e si scrive un bel pezzo che costa pochissmo in termini di tempo ed energie.

A esprimersi in tal senso è Claudio Gatti, inviato del Sole24Ore negli Stati Uniti e recente autore del (succulento) saggio Fuori Orario - Da Testimonianze E Documenti Riservati Le Prove Del Disastro FS, nell'intervista che ho avuto il piacere di raccogliere per Blogosfere Economia E Finanza...

wallpaper di x-factor talent show di rai 2

E così siamo (quasi) arrivati in fondo - in tutti i sensi - anche a 'sto giro.
Iniziata sotto i peggiori auspici, soprattutto in termini di ascolti, e proseguita poco meglio tra una polemicuzza e l'altra, la terza edizione di X-Factor ha emesso ieri sera il penultimo (e più atteso) verdetto: l'epifania dei brani inediti degli ultimi 4 concorrenti rimasti in gara.

Benché, come nell'edizione precedente, un eliminato (Damiano) abbia già iniziato a portarsi avanti coi lavori sfornando un singolo a tempo di record e arrivando puntualmente alla #1 di iTunes il giorno dopo - e solo quello -, Giuliano, Marco, Silver e le Yavanna hanno finalmente coronato una rincorsa di 12 puntate all'appuntamento con il loro primo «Questo l'ho fatto io!»...

Evidentemente, secondo Prezioso & Marvin e gli Showbizz SI': se ne sentiva proprio il bisogno...

locandina del documentario valentino di matt tyrnauer

VALENTINO - THE LAST EMPEROR
(di Matt Tyrnauer con Valentino, Giancarlo Giammetti | Usa, 2008 | Documentario | Sito ufficiale

Chiedo umilmente scusa: a causa dello scarso interesse che nutro verso il mondo della Moda, per me di Valentino ce ne sono sempre stati uno solo (quello che nel 1983 cantava Domani E' Domenica) e una sòla (Viola).
Sì, d'accordo, ai tempi del Liceo ero tra «Quelli che "Le facce di Vogue sono miti per noi"» (cit.), ma più o meno per il motivo per il quale oggi seguo America's Next Top Model e Italia's Next Top Model: le "facce di Vogue", appunto. Che poi è anche lo stesso motivo per il quale mi è venuta la curiosità di andare a vedere Valentino - The Last Emperor, documentario realizzato tra il 2006 e il 2007 dal giornalista americano Matt Tyrnauer e già presentato con successo al Festival del Cinema di Venezia nel 2008.

Dopo un'ottima accoglienza in Patria, la pellicola è uscita finalmente anche in Italia nella miseria di appena 7 sale (a Milano, a Torino, a Bologna, a Firenze, a Roma, a Napoli e a Catania), che originariamente dovevano peraltro essere 10. Una proiezione d'essai per pochi eletti, dunque, nonostante la distribuzione Medusa e le elevate probabilità di concorrere per l'Oscar...

amuchina gel igienizzante mani contro influenza a

Fino a qualche mese fa la maggior parte di noi non ne conosceva nemmeno l'esistenza. Oggi, al contrario, lo vendono perfino in edicola, al bar e al tabacchi e ce ne sono talmente tanti tipi (dall'Amuchina al Sanigel, dall'Esosan alla schiuma Vicks Prima Difesa e via di seguito) che verrebbe quasi voglia di collezionarli tutti a imperitura memoria. Andare in giro senza la bottiglietta di gel disinfettante per le mani è diventato, in sostanza, il biglietto da visita inequivocabile dell'untore di Influenza A.

Ecco: non so voi, ma io - nel dubbio - ho iniziato a farmici anche la doccia, a sistemarmici la pettinatura e a correggerci il caffè.

copertina del nuovo album greatest hits di elio e le storie tese gattini

Sarà perché l'orgasmo del «Non sapevo cosa prenderti, spero che ti piaccia» scatena una compulsiva caccia al regalo last minute; sarà perché a fine anno è fisiologico trarre i bilanci di una stagione e di una carriera; sarà, più probabilmente, perché le due ragioni di cui sopra consentono ai discografici di ottimizzare le loro strategie di «Massimo profitto con il minimo sforzo», fatto sta che ogni sacrosanto anno, a partire da metà novembre, gli scaffali dei proverbiali "migliori negozi" vengono invasi da una innaturale proliferazione di Greatest Hits.

Sull'oggettiva (in)utilità dei Greatest Hits nell'epoca di Internet e del Filesharing si potrebbe discutere per ore. Il vero problema è, come sempre, che «Il sonno della ragione genera mostri» e quello a cui si finisce con l'assistere non è solo un normale fenomeno speculativo ma è un contagio vero e proprio privo di qualsivoglia intellegibile logica...

copertina di extra, settimanale familiare diretto da Alessandro Rostagno

In principio, nel numero 1, era «Extra TV / Il settimanale diretto da Alessandro Rostagno - Dentro la tivù Fuori dal coro».
Poi, già nel numero 2, è diventato «Extra / Il settimanale diretto da Alessandro Rostagno - Dentro la notizia Fuori dal coro».
Adesso - e siamo al numero 7 - si è trasformato in «Extra / Il familiare diretto da Alessandro Rostagno - Tutto quello che dovete sapere».

"Poche idee ma confuse", verrebbe dunque da pensare di questo sublime modello di trasformismo editoriale, che sta consacrando il disruptive Alessandro Rostagno come l'Homer Simpson di tutta la pandemia di opinionisti-slash-direttori («e modestamente non il contrario», cit. Zoolander) che ha iniziato a infestare le edicole negli ultimi anni...

locandina di 2012 nuovo disaster movie di roland emmerich

2012
(di Roland Emmerich, con John Cusack, Oliver Platt e Danny Glover |  Usa/Canada, 2009 | Catastrofico | Sito ufficiale | Sito ufficiale italiano)

E' proprio vero, come recita la tagline sulla locandina, che «Eppure fummo avvisati. Tutti».
In particolare, fummo avvisati da Indipendence Day, da Godzilla e da L'Alba Del Giorno Dopo (oltre che da 10.000 AC, che però appartiene a un filone diverso) che Roland Emmerich è uno dei più sopravvalutati - dal box office - creatori di cialtronerie apocalittiche che si aggiri a piede libero per Hollywood.

Ciò nonostante, la curiosità di assistere all'evento più kitsch del 2009, più ancora del Grande Fratello 10 o del Masters WTA di Serie Z, ha avuto il sopravvento sulla certezza che potesse trattarsi dell'ennesima variazione sul tema "overdose di effetti speciali da videogioco + sceneggiatura made in Polygen + eroismo demenziale" già snocciolata nei tre raccapriccianti precedenti, e ho deciso di concedere a 2012 l'immeritata chance di mandarmi in malora ben 2 ore e 40 degli appena 3 anni che ancora mi (ci) resterebbero da vivere...

copertina del nuovo libro di angela padrone la sfida degli outsider

C'è un motivo ideologico - oltre a quello strettamente sportivo - per il quale amo il Tennis: è uno sport limpidamente meritocratico.
Almeno fintanto che qualche ex numero 1 del mondo non confessa di avere giocato sotto dipendenza da metanfetamina, non importa chi sei, chi sono i tuoi parenti, da dove vieni o quanti anni hai: se hai le carte in regola per eccellere, il sistema ti permette di farlo. Non c'è un allenatore che ti lascia ingiustamente (forse) in panchina, non c'è una giuria che ti assegna ingiustamente (forse) penalità e voti stiracchiati, non ci sono il costumino e la sciolina che avvantaggiano ingiustamente (forse) gli avversari e, soprattutto, non c'è nessun privilegio ereditario che stabilisce che tu sia ingiustamente (senza forse) un "Numero Uno" anziché un "Uno di numero".

In sostanza: se anche sei un outsider, puoi arrivare al Top solo in virtù del tuo valore. Non importa quanta esperienza hai, non importa se tuo padre è un operaio, non importa se sei negato a fare PR o se non hai una «bella presenza».
Purtroppo, invece, il sistema italiano funziona in modo diametralmente (tragicamente) opposto rispetto al Tennis...

curiosare le immagini calde, nuovo sexy adv soft porno di facebook

Oh, finalmente: iniziavo proprio a sentirne la mancanza (e voi con me, voglio ben sperare).
Dopo la scoppiettante cartuccera di qualche mese fa, era da un po' di tempo che Facebook non mi tentava con le sue premiate stuzzicherie pop porno. E stavolta, per farsi perdonare l'astinenza, ha calato un autentico Asso di Cuori: non un banale Adv di Spam come nei casi precedenti, ma addirittura una Fan Page dai contenuti piuttosto hot...

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CURIOSARE LE IMMAGINI CALDE
Sfogliare le immagini di ragazze calde con la domanda di Zoosk.

09 11 1989 caduta del muro di berlino

Io, sinceramente - a differenza di tutti gli insigni opinionisti salottieri che già da qualche giorno snocciolano con precisione millimetrica i loro toccanti memoriali del 9 novembre 1989 -, dov'ero e cosa facevo quella sera, mentre a Berlino crollava il «il figlio legittimo della guerra, l'ottuso guardiano degli sconfinamenti degli uomini e delle idee, il condominio degli spettri del secolo, una spada di cemento armato nel cuore dell'Europa alta quattro metri e lunga 155 chilometri, un muro senza porte né finestre, senza buche per i biglietti di chi avrebbe voluto piangere» (cit. Marco Innocenti, Sole24Ore), non me lo ricordo.

Mi ricordo solo la sensazione (indelebile, nonostante il deficit di fosforo) di essere testimone di un evento storico di quelli che, come si usa dire, «avrebbero cambiato il Mondo». E mi ricordo anche la sensazione di esserne non solo testimone, ma vero e proprio protagonista, quando - pur fuori da ogni celebrazione - sono stato a Berlino per la prima volta tre anni fa...

francesca schiavone, roberta vinci, flavia pennetta, sara errani e mara santangelo festeggiano la vittoria dell'italia in federation cup

Ringraziare Serena e Venus Williams per avere deciso di non giocare la finale.
E poi, naturalmente, rendere pieno merito a Flavia Pennetta e Francesca Schiavone per avere battuto la numero 49 e la numero 132 del ranking WTA.

Image Credit: @Paul Zimmer

piero marrazzo ex governatore del lazio amante di un trans

In genere lo insegnano all'asilo: c'è solo una cosa peggiore del fare una figura di merda, ed è non sapere gestirla. Il motivo in genere lo insegnano alle elementari: «Il letame più lo rimescoli e più puzza».
E sì che, negli ultimi 15 anni, Silvio Berlusconi - giusto per fare un nome a caso - una manciata di howtotips and tricks su come gestire le figure di merda uscendone più cool (e soprattutto più impuniti) che mai le ha abbondantemente dispensate.

Forse, però, all'asilo, alle elementari e negli ultimi 15 anni Piero Marrazzo era un tantino distratto. Perché il modo con cui continua ad affrontare il sexgate che lo ha coinvolto - e travolto - sta diventando ogni giorno ben più deprecabile di quanto, per assurdo, non lo fosse il singolo episodio iniziale in sè...

Secondo Thomas Anders evidentemente , se ne sentiva proprio il bisogno:

Segue dibattito: ma a Thomas Anders lo prescrive il medico di continuare a sfornare ciofeche nonostante abbia esaurito tutte le idee già con You're My Heart You're My Soul ai tempi dei Modern Talking?

Così a occhio e croce si direbbe proprio di NO (stazione Centrale di Milano, ore 18:45)...

treni in ritardo alla stazione centrale di milano

Per chi se la fosse persa, comunque, l'inchiesta di Giovanna Boursier e Milena Gabanelli andata in onda nella puntata di Report di ieri è integralmente disponibile qui.

copertina di open autobiografia shock di andre agassi

Odiava il Tennis, era succube del padre, abusava di metanfetamina, si drogava prima delle partite e, dettaglio ancora più sconcertante, ai (bei?) tempi del Kid di Las Vegas indossava una parrucca.
Avevo appena finito di paragonare la sua irripetibile carriera a «un unico, interminabile, psichedelico concerto rock» in un mini-tributo per il numero di novembre di Tennis Magazine, quando ecco che Andre Agassi ha pensato bene di rimescolare convulsamente le carte in tavola portandomi a pensare che sia stato, piuttosto, un unico, interminabile, allucinogeno reality show.

Che si tratti di una (ennesima) sagace operazione commerciale per lanciare la sua autobiografia Open - in uscita il prossimo 9 novembre - o di un'autentica "ansia da outing" per scaricarsi la coscienza da anni e anni di fiction (alla faccia di chi lo riteneva un "modello"), quello che è certo è che Agassi in una sola settimana è riuscito a mandare al tappeto un mito che durava ormai da oltre 20 anni...

E' caduto a fagiolo avere visto Brüno la notte di Halloween?

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locandina di bruno nuovo film gay di sacha baron cohen

BRÜNO
(di Larry Charles, con Sacha Baron Cohen e Gustaf Hammarsten | Usa, 2009 | Commedia | Sito ufficiale)

Che Sacha Baron Cohen possa essere a ragione ritenuto uno dei Character Designer più brillanti e poliedrici di Hollywood lo dimostrano bene l'estro e la meticolosità con cui sceglie, inventa e plasma i suoi personaggi.
Che, nonostante questo, Hollywood non sia però l'habitat migliore nel quale crescerli lo dimostrano altrettanto bene le infauste trasposizioni cinematografiche dei suoi più azzeccati alter-ego: Ali-G, Borat e il più recente - in Italia è arrivato la scorsa settimana - Brüno.

Se sullo sketch one-shot per la TV i tempi comici gli consentono di giocare quasi esclusivamente sull'uno/due del botta e risposta (essendosi da anni specializzato nel genere "interviste scomode"), sulla lunga distanza dell'ora e mezza gli servono anche un soggetto e una sceneggiatura che tengano incollate le varie gag in modo fluido e, possibilmente, solido. Cosa che, purtroppo, non avviene però né in Ali-G, né in Borat né, men che meno, in Brüno...

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