Sarà perché l'orgasmo del «Non sapevo cosa prenderti, spero che ti piaccia» scatena una compulsiva caccia al regalo last minute; sarà perché a fine anno è fisiologico trarre i bilanci di una stagione e di una carriera; sarà, più probabilmente, perché le due ragioni di cui sopra consentono ai discografici di ottimizzare le loro strategie di «Massimo profitto con il minimo sforzo», fatto sta che ogni sacrosanto anno, a partire da metà novembre, gli scaffali dei proverbiali "migliori negozi" vengono invasi da una innaturale proliferazione di Greatest Hits.
Sull'oggettiva (in)utilità dei Greatest Hits nell'epoca di Internet e del Filesharing si potrebbe discutere per ore. Il vero problema è, come sempre, che «Il sonno della ragione genera mostri» e quello a cui si finisce con l'assistere non è solo un normale fenomeno speculativo ma è un contagio vero e proprio privo di qualsivoglia intellegibile logica...
Iniziamo la carrellata (provvisoria) di questi imperdibili feticci dall'Absolute Greatest dei Queen.
Nel dubbio di non avere ancora spremuto a sufficienza le ultime gocce di memoria di Freddy Mercury con una delle più surreali pletore di raccolte, ristampe e collections di tutti i tempi, adesso ci (ri)provano con una linea completa di merchandising di cui il CD, a ben vedere, è solo la punta dell'iceberg. Sarà interessante - ma anche no - scoprire cos'altro si inventeranno l'anno prossimo per continuare a scavare: un Absolute Greatest Live, un Absolute Greatest II, un Absolutely Absolute Greatest o un The Very Absolute Greatest?
Della stessa idea (?) di dovere ulteriormente ri-selezionare le loro hits sono anche Enya, che spaccia per «The new album» un indispensabile The Very Best Of disponibile in ben 3 sofisticate versioni tutte da sognare (Regular, Deluxe e Collector's Edition) dopo Paint The Sky With Stars: The Best Of Enya del 1997 e Only Time: The Collection del 2002, gli Enigma, che per celebrare i due decenni di attività propongono una Platinum Collection in 3 CD (edit + remix + instrumental) 8 anni dopo Love Sensuality Devotion: Greatest Hits e Love Sensuality Devotion: The Remixes del 2001, e Sandra, che con la sua Platinum Collection arricchisce la discografia di altri 3 utilissimi CD (due di edit e uno di extended) dopo 18 Greatest Hits del 1992 e Reflections: Reproduced Hits del 2006.
Se quella dei Greatest Hits "ancora più Greatest" è una bizzarra tendenza che da qui a Natale può regalarci «davvero emozioni, davvero sentimenti, amabilità, davvero brio, soddisfazioni e vicce!» (cit. Laura Scimone), un altro filone che pare stia prendendo sempre più piede è quello dei Greatest Hits orchestrali.
Da Elio E Le Storie Tese (Gattini) a Francesco Renga (Orchestraevoce) passando per Roberto Vecchioni (In Cantus), benché nel caso di Renga e Vecchioni la tracklist includa anche alcune (ormai immancabili) cover, le rinfrescate sinfoniche del proprio repertorio rappresentano il colpo di genio del 2009. Si attendono sviluppi, magari da Max Pezzali, Syria, Giorgia e Gabry Ponte.
E poi c'è tutta la nidiata di tradizionali autocelebrazioni prêt-à-porter volte unicamente a raschiare il raschiabile senza muovere un dito.
Come quella che arriva da Britney Spears (o chi per lei), che dà alla luce l'evidentemente attesissimo The Singles: Collection per chi si fosse inopportunamente lasciato sfuggire Greatest Hits: My Prerogative del 2004. E come quelle che arrivano da Motley Crue, Fall Out Boy, Frankie Goes To Hollywood (a loro volta alla miliardesima minestra di successi riscaldati), Snap! (idem), Foo Fighters, Alison Moyet, Brian Ferry, Seal e chissà chi e quanti altri, senza citare i ritorni degli Spandau Ballet con Once More, combo di Greatest Hits in versione remake + 2 inediti, e degli Skunk Anansie con Smashes & Trashes, Greatest Hits con 3 inediti.
Ovviamente, per quanto a Natale si debba essere «tutti più buoni», la parola d'ordine è sempre la stessa: e poi si lamentano della "Pirateria"? Ma vaffanculo.


Ciao Antonio, è proprio vero. Nelle vicinanze del natale si scatena una proflusione di raccolte che non hanno molto senso. Posso capire dal punto di vista commerciale, che non vendendo tanti cd si tenda a offrire un "prodotto" che metta insieme il meglio.
Quello che non capisco è che questi "greatest hits" dovrebbero uscire alla fine di un percoso artistico, smembramento di un gruppo eccettera, insomma uno excursus sul passato.
Tutti i gruppi che sono usciti con le raccolte di successo il più delle volte il successivo album sono delle copie di melodie. Hanno solo la decenza di cambiare le parole alle canzoni.
Poi ci sono casi di gruppi che nel giro di 15 anni, sono usciti con due greatest hits. Qui il discorso si fa parossistico.
Buona giornata.
Francesco
Sono abbastanza d'accordo sul fatto che «C'è Greatest Hits e Greatest Hits»: laddove l'offerta prevede materiale inedito e/o rarities e/o featurettes originali ne legittimo senz'altro l'esistenza (magari non solo sotto Natale, così perdono anche questo alone da "strenna obbligata").
Anche l'operazione di Elio & Le Storie Tese può essere originale, tutto sommato, perché suggerisce una chiave di lettura completamente stravolta dei loro brani...
Non condivido affatto, invece, che in un momento in cui ci si lamenta della Pirateria come della causa di tutti i mali del mercato, possano esistere *ennesime* raccolte con *le stesse* hits di quelle precedenti a meno di uno o due brani che, a quel punto, possono tranquillamente essere distribuiti singolarmente.
Oggi la vendita dei supporti rappresenta una minima parte della fruizione di musica rispetto al download (legale o illegale) dal Web: i successi di Enya, dei Queen o di Britney Spears sono già TUTTI interamente reperibili in Rete senza necessariamente continuare a specularci sopra ripubblicandoli a vanvera.
Senza escludere, tra parentesi, che in molti casi gli artisti stessi possano non essere affatto d'accordo con simili operazioni, e che siano esclusivamente strategie delle etichette legate a obblighi contrattuali da adempiere... :(
A dire il vero io son contento della Platinum Collection di Sandra, molte delle versioni extended compaiono in cd per la prima volta, ero stufo di ascoltarmi i rip da vinile 'sgaràto' :-)
Ad ogni modo c'è greatest hits e greatest hits.
Faccio alcuni esempi relativi a miei idoli:
Per quanto riguarda Miss Diana Ross (di cui sono usciti tredici trilioni di best of): una cosa è una raccolta con sopra le standard edition di "Baby love" e "Upside down" e la stessa copertina dell'album "Diana"; un'altra cosa sono le raccolte tipo "The voice of love" che mettono insieme incisioni fatte per diverse case discografiche in diverse epoche e contengono almeno tre inediti e un booklet dettagliato con sia nuove foto che liner notes.
Per quanto riguarda Miss Grace Jones "The compass point" è di fatto un greatest hits ma arricchito da demo, pezzi inediti, remix finora usciti solo in vinile e come sopra un booklet interessante sia per le liner notes che per le foto di archivio.