VALENTINO - THE LAST EMPEROR
(di Matt Tyrnauer con Valentino, Giancarlo Giammetti | Usa, 2008 | Documentario | Sito ufficiale)
Chiedo umilmente scusa: a causa dello scarso interesse che nutro verso il mondo della Moda, per me di Valentino ce ne sono sempre stati uno solo (quello che nel 1983 cantava Domani E' Domenica) e una sòla (Viola).
Sì, d'accordo, ai tempi del Liceo ero tra «Quelli che "Le facce di Vogue sono miti per noi"» (cit.), ma più o meno per il motivo per il quale oggi seguo America's Next Top Model e Italia's Next Top Model: le "facce di Vogue", appunto. Che poi è anche lo stesso motivo per il quale mi è venuta la curiosità di andare a vedere Valentino - The Last Emperor, documentario realizzato tra il 2006 e il 2007 dal giornalista americano Matt Tyrnauer e già presentato con successo al Festival del Cinema di Venezia nel 2008.
Dopo un'ottima accoglienza in Patria, la pellicola è uscita finalmente anche in Italia nella miseria di appena 7 sale (a Milano, a Torino, a Bologna, a Firenze, a Roma, a Napoli e a Catania), che originariamente dovevano peraltro essere 10. Una proiezione d'essai per pochi eletti, dunque, nonostante la distribuzione Medusa e le elevate probabilità di concorrere per l'Oscar...
Obiettivo del documentario è quello di raccontare gli ultimi due anni di attività di Valentino prima dell'addio alle passerelle del 2007. E per quanto possa sembrare strano - soprattutto a noi italiani, assuefatti ormai alla fiction H24 dei reality show e del giornalismo à la Dan Brown - lo raggiunge nel più elegante dei modi: senza didascalismi accademici, senza luoghi comuni, senza ipocrisie politically correct, senza macchiette fashion victim e senza sceneggiate isteriche da 21st century divas.
Ma soprattutto, forse volontariamente forse no, Valentino - The Last Emperor rende il meritato tributo a colui che per 45 anni è stato l'autentico deus ex machina dello stilista, Gianfranco Giammetti. Pressoché ignoto ai "non addetti ai lavori", quasi mai uscito apertamente allo scoperto prima del 2004, è stato lui a trasformare il sofisticato (ma sregolato) talento di Valentino nel segno dei tempi che tutti ben conosciamo. In fondo, quella raccontata è proprio la sua storia, più ancora che quella dello stilista suo (ex) compagno di vita e di affari: una storia di strategie e di metodo, di diplomazia e di fermezza, di passione e di discrezione. A riprova del fatto che molto raramente i grandi uomini riescono a diventare grandi da soli, e - chissà, magari implicitamente - del fatto che quelli che grandi non lo sono affatto sono molto più soli di quanto non si illudano.


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