Non ci voleva una gran immaginazione per sospettare che, dietro tutto il pollaio isterico dissepolto dall'Anno Mille in fatto di «rispetto delle Leggi», «difesa della Croce», «potere del Nord», «sradicamento di No-Global», «garrotaggio degli Omosessuali», «piallatura della Sinistra» e soprattutto (vero e proprio tormentone evergreen) «preservazione dell'Italica Razza», Pier Gianni Prosperini fosse la classica - ennesima - "gallina che canta perché ha fatto l'uovo".
Pressoché sconosciuto al di fuori dei confini Lumbàrd pur vantando un solido stuolo di ammiratori (e detrattori) che lo seguono su YouTube, Prosperini è però proverbialmente noto al popolo meneghino per le sue incessanti scorribande mediatiche, calendari compresi, per la difesa della - presunta - purezza primordiale della razza settentrionale...
Sembrerebbe, però, che mentre il suo fedele Baluardo-con-la-B-maiuscola veniva arrestato in diretta TV, il Dio dei Celoduristi avesse altro a cui pensare, visto che non ha opposto la minima resistenza al corso degli eventi lasciando che Prosperini venisse risucchiato, più ancora che dalla scomoda gogna della Legge, da quella (ancora più scomoda) del pubblico ludibrio. Tanto che perfino Il Giornale di Vittorio Feltri non è riuscito a compitare nulla più che una fredda esegesi del personaggio per cercare di smorzarne la figura da cioccolataio.
Di ben altra attitudine pare, invece, chi lo conosce fin troppo bene, ovvero Roberto Formigoni, Presidente in carica (e prossimo alla quarta riconferma) della Regione Lombardia. Che subito si è affrettato a sentenziare che «Non sarà facile per i Magistrati dimostrare la colpevolezza di Prosperini»: questo perché, come abbiamo ormai ampiamente imparato a metabolizzare, per una certa parte politica non basta nemmeno essere sorpresi con le mani ancora nella marmellata affinché ciò costituisca un titolo probante di reato.
Adesso però mi sovviene un dubbio: quante statuette del Duomo di Milano avranno comprato tutti i comunisti, i gay e gli extracomunitari contro i quali l'onorevolissimo Pier Gianni non ha mai smesso di inveire la sua libidine di Angelo Vendicatore, in attesa che, com'è prevedibile, la (mancanza di) Giustizia faccia il suo corso e lui possa tornare comodamente alla sua - ora più che mai - meritata poltrona?


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