Lo segnala proprio questa mattina Omoios, con tanto di banner pubblicitario in heavy rotation su Facebook: è Da Uomo, «La rivista online più letta» con «Oltre 300.000 lettori ogni mese» dove «I gay non sono ammessi».
Sorvolando sul fatto che, già da solo, basta il dato di traffico degli «Oltre 300.000 lettori ogni mese» per conferire a Da Uomo un alone piuttosto surreale (Google non sembra tenerlo in grande considerazione, almeno abbozzando un paio di query sui contenuti presenti in homepage come «Miss Mondo 2009», «Calendario Pirelli 2010» o «Uomo calvo»), è ovviamente la rivendicazione di Celodurismo «Solo per uomini veri» della headline che merita però un approfondimento più specifico e mirato...
E allora scopriamolo un po', cos'è che interessa agli «uomini veri» che leggono Da Uomo:
- la grammatica e la sintassi, evidentemente, NO (quella magari è una inutile invenzione a uso e consumo dei gay), visto che - a cominciare dai titoli - l'italiano dei post è pura opinione:
(Quanto ecciterà, mi domando, gli «uomini veri» quella virgola così sinuosa tra «depilato» e «piace»? Ma soprattutto: quanto ecciterà gli «uomini veri» scrivere «un pò» con l'accento anziché con l'apostrofo?)
[Fonte]
- sapere che le donne, in generale, non apprezzano l'uomo depilato (c'è da dedurne che, in caso contrario, tutti gli «uomini veri» si sarebbero immediatamente fiondati nella prima beauty farm disponibile) ma apprezzano quello calvo, o che non amano il sesso orale e che, se sono colte, nessun «uomo vero» se le calcola di striscio
- leggere di Sport in termini di «"Favorisca patente e libretto" e lei si slaccia il reggiseno», «Tra le amanti di Tiger Woods anche un'italiana» o «Durante Stoccarda-Urziceni, Lehmann fa pipì in campo» (che risultati e statistiche sono a loro volta roba da gay, giusto?)
- socializzare con la redazione della loro «rivista online più letta» attraverso i molteplici contatti a disposizione:
e infine
- appassionarsi alla interessante tematica Uncategorized tra un post di TV e uno di Video...
Sapete che vi dico? A conti fatti, non sembra poi una virtù così encomiabile quella di essere «uomini veri»...


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