Riuscirà il 3D a salvare il mondo dalla piaga della "Pirateria"?

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locandina di a christmas carol con jim carrey e colin firth

A CHRISTMAS CAROL
(di Robert Zemeckis con Jim Carrey, Colin Firth e Gary Oldman | USA, 2009 | Animazione | Sito ufficiale | Sito ufficiale italiano)

Tanto tuonò che piovve.
Dopo quasi un decennio di (infruttifere) crociate contro gli spauracchi del Peer2Peer, si direbbe proprio che i produttori cinematografici siano finalmente riusciti a trovare un modo per riappropriarsi almeno in parte del loro originario controllo sul mercato e, nella fattispecie, della cara, vecchia abitudine di poter prendere allegramente per i fondelli gli spettatori, di cui il download illegale al grido di «7 €uro e 50 per questa porcata? Neanche morto!» sembrava fino a ieri - sigh! - destinato a provocare l'estinzione.

Mentre scorrevano i trailer dei film di prossima uscita (= Avatar, Toy Story 3, Alice In Wonderland e Dragon Trainer) abbinati alla proiezione di A Christmas Carol, infatti, ripensavo alle pellicole in 3D che mi è capitato di vedere in questi ultimi mesi (= San Valentino Di Sangue, Coraline E La Porta Magica e L'Era Glaciale 3) e a quelle che non ho visto perché dissuaso da alcune - affidabili - stroncature (= Up, G-Force: Superspie In Missione, Jonas Brothers: The 3D Concert Experience e Battaglia Per La Terra 3D) e non riuscivo a non riconoscervi sottesa una precisa, intenzionale nota di continuità...

Storielle perlopiù inesistenti edificate su sceneggiature di cartapesta tenute insieme con lo sputacchio da qualche sporadico effetto tridimensionale in grado di giustificare sia il prezzo maggiorato del biglietto (da 10 €uro in su, a seconda dei cinema) sia la voglia di investirlo: pur con le dovute eccezioni, la tendenza dominante è quella di spremere fino alla buccia i benefici offerti dalla tecnologia - ovvero il vedersi arrivare addosso un piccone, un pallone o un'esplosione per chi è in sala e il non riuscire a distinguere un'immagine da un'altra negli screener rabbati dal Web per chi è a casa - approfittando del fatto che non sono i soggetti a portare pubblico al botteghino.

Anche A Christmas Carol, concesso che sia sicuramente un prodotto più onesto di San Valentino Di Sangue o L'Era Glaciale 3, si accontenta di una manciata di scenari innevati di affascinante profondità e del nome di Jim Carrey sulla locandina (al resto pensa il Performance Capture, come in Polar Express o Beowulf) senza sviluppare con una minima intuizione originale il "già scritto" del racconto di Charles Dickens. Anzi.
Risultato: oltre 3 milioni di €uro d'incasso solo nel primo weekend di uscita. Ai quali vanno aggiunti i quasi 30 milioni di €uro incassati complessivamente da L'Era Glaciale 3, i 6 milioni di €uro incassati da San Valentino Di Sangue, gli oltre 15 milioni di €uro incassati da Up, i 3 milioni e mezzo di €uro incassati da Coraline E La Porta Magica e i 4 milioni di €uro incassati da G-Force: Superspie In Missione. Per limitarsi esclusivamente al box office italiano.
Insomma: la formuletta funziona eccome.

Adesso non resta che scoprire come si ingegneranno i produttori discografici per applicare la tecnologia 3D anche alla musica, dopodiché le (infruttifere) crociate contro gli spauracchi del Peer2Peer potranno ufficialmente esaurirsi. Così come le idee.

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4 Comments

Al di là del giudizio strettamente personale sul film, sul resto penso che possiamo essere sostanzialmente d'accordo...
Sinceramente non riesco ancora a capire a cosa serva il Performance Capture (se devi digitalizzare attori reali per trasformarli in characters da cartoon, tanto vale che li crei direttamente da zero - o fa comodo avere un nome altisonante da rivendersi in locandina quando comunque espressioni facciali e movimenti sono tutti ritoccati in CG? -) e, se devo vedere degli attori ridotti a videogioco, preferisco vederli recitare in carne e ossa.
A parte questo, ho trovato A Christmas Carol lento, scontato e per niente innovativo nell'approccio: se togli i fondali e qualche scena pensata per il 3D, regia e sceneggiatura sono decisamente da film d'animazione tradizionale.

Ed è in questo che mi auguro che gli "addetti ai lavori" riescano a oltrepassare la soglia che separa la speculazione su una novità tecnologica all'ottimizzazione di quella novità nella ricerca di idee originali. Al momento, visti i risultati, non penso ci siano grossi spiragli, valutando soprattutto gli incassi che film pessimi e del tutto privi di inventiva (come L'Era Glaciale 3) hanno siglato...

Ciao Anto,
mi dai lo spunto per dirti il mio punto di vista sia su A christmas Carol, sia sul 3D al cinema.
Ho avuto modo di vedere ACC due volte (e già starai pensando "ma guarda che masochista!"), la seconda proprio ieri sera, e questo mi ha dato modo di capire molte cose. Ma andiamo con ordine.
Partiamo da ACC come film in sé: sarà anche l'ennesimo riadattamento cinematografico di una storia stra-stra-conosciuta (solo di film wikipedia ne elenca 21, addirittura uno con Barbie!), è uno dei pochi casi in cui si va a vedere un film sapando già esattamente come inizia, cosa succede e come finisce, tuttavia l'impatto e il coinvolgimento emotivo per me son stati molto forti, complice un'ottima regia, l'orchestrazione spettacolare di Alan Silvestri e non ultima la realizzazione tecnica. Robert è finora il primo e l'unico ad avere utilizzato la Performance capture, sicuramente verrà migliorata col tempo, ma direi che il risultato adesso è davvero comunque ottimo. Pollice decisamente SU per ACC, dunque.

Passiamo al 3D: la bontà e qualità di questa tecnica dipendono sostanzialmente da due fattori:
1) come viene realizzata durante la produzione del film;
2) come viene presentata al pubblico in sala.

punto 1: fino ad oggi è sempre stato tutto un fatto di post-produzione, cioè il 3D viene "aggiunto" elaborando in qualche modo la pellicola dopo aver girato e montato il film. Il risultato pesa dunque molto su quanta attenzione viene posta su questo passaggio, quanta attenzione ai dettagli viene messa, quanto la casa è disposta a investire sulla realizzazione della versione 3D e così via. Se di 3D ne viene "aggiunto" poco, e magari fatto in fretta e furia per rispettare i tempo di uscita in sala, probabilmente avremo la percezione di un prodotto scadente, e di sicuro i primi film in 3D peccavano di questo, anche perché la novità della tecnica (e immagino anche i costi più elevati) non permettevano risultati eccellenti.
Il punto di svolta "dovrebbe" arrivare con Avatar, visto che è stato girato direttamente in 3D con telecamere stereoscopiche (due lenti vicine, alla stessa distanza che c'è tra i nostri occhi) fatte costruire appositamente da Cameron. L'attesa è tanta, l'hype è a livelli stratosferici e tra poco sapremo la verità. In tutto il mondo esce in questi giorni, in Italia dovremo aspettare il 15 gennaio. Occhio alle recensioni, dunque!
Da questo possiamo capire come la tecnica si rinnovi e migliori di anno in anno, e a passi molto più grandi rispetto al passato.

punto 2: anche la tecnologia in sala fa la differenza: allo stato attuale per la trasmissione del 3D nei cinema ce ne sono 3: il Dolby 3D, il realD 3d e l'Xpand3D. Non mi dilungo in spiegazioni tecniche perché non sono un esperto e commetterei imprecisioni. Quello che so è che fra le tre, quella Xpand è la migliore, e la differenza è notevole. Me ne sono accorto proprio grazie alla doppia visione di ACC, la prima con tecnica RealD (e quindi con i soliti occhialoni polarizzati), la seconda con gli occhiali Xpand. Davvero tutta un'altra cosa! L'effetto 3D è più netto e godibile.
Davvero adesso anche la scelta della sala influenza moltissimo sul giudizio che si può avere di un film.

Concludendo: sì, il 3D (se fatto bene) aiuterà a riportare la gente al cinema. Sono d'accordo con te sul fatto che però servono anche (e soprattutto) le idee. Su quelle non c'è tecnologia che tenga, è il cervello umano che deve spremersi! Ma ripeto che ACC l'ho trovato fantastico anche sotto questo punto di vista. Per altri, come Ice Age 3, ho avuto la tua stessa reazione: decisamente mediocri.
Nei prossimi mesi due saranno i film che potranno fare la differenza: uno è il già menzionato Avatar, che si basa su una sceneggiatura originale; l'altro è Alice di Tim Burton, sceneggiatura non originale, ma se c'è uno che può tirar fuori il massimo da un soggetto come quello, sicuramente è proprio Tim (per la cronaca, girato con metodo tradizionale e 3Dizzato in postproduzione. Cameron ha criticato pesantemente Burton per questa scelta! :-)) )

Grazie Alessio, ottime osservazioni! ;)
Sono completamente d'accordo con la tua analisi. Tutto sta nel capire come si muoveranno i produttori che, purtroppo, stanno dimostrando di essere tragicamente a secco di idee e che ormai utilizzano qualsiasi innovazione tecnologica solo come uno strumento per massimizzare l'aspetto speculativo minimizzando lo sforzo creativo.

Penso che il 3D, finora, sia stato impiegato solo con questo preciso obiettivo, e il successo di L'Era Glaciale 3 (uno dei peggiori film dell'anno in assoluto, IMHO) e degli altri titoli non può che confortare la loro strategia. Probabilmente si comincerà a veder cambiare qualcosa nel momento in cui caleranno gli incassi e il pubblico non sarà più interessato a "vedere il 3D in un film" bensì a "vedere un film in 3D". Tutto sta a capire quanto ci vorrà...

non poteva mancare un mio commento! :-)
premetto che non sono un grande fan del 3d.
detto ciò, e assumendo che ho visto recentemente il solo up nel suddetto formato (ricordo però un episodio di Nightmare con gli occhialini rossi e blu, rigorosamente di cartone stropiccioso), andrebbero fatte alcune considerazioni:
1- come hai giustamente fatto notare, nei titoli finora usciti, da quel che ho sentito, il 3d è stato usato semplicemente come effetto speciale, non in modo dissimile da quello che successe con il colore negli anni 30 e con i nuovi formati panoramici negli anni 50. (o, in maniera ancora più sensazionalistica, con l'odorama o il terrorvision. si vede quel piccolo gioiellino nostalgico che è Matinee http://www.imdb.com/title/tt0107529/)
insomma, artifici per richiamare al cinema il pubblico che scappava dalle sale, perché c'era la crisi economica, perché nasceva la televisione o perché ormai si sta a casa comodamente seduti sul divano a vedere un film scaricato da internet.
il trucco ha sempre funzionato, anche se in ogni caso il numero di biglietti, dopo un certo periodo, si è sempre assestato su valori medi.
penso che la stessa cosa succederà anche oggi, aspettando che qualcuno inventi il modo di mediare connettività diffusa e velocissima ed esigenze monetarie dei produttori e distributori, sopratutto.
passando al punto di vista artistico-linguistico:
il 3d ha evidentemente delle potenzialità che sono state clamorosamente ignorate, questo penso sia sotto gli occhi di tutti. Ma, e il ma secondo me è grosso, probabilmente il suo sviluppo (inevitabile?) porterà alla fine del cinema come lo conosciamo adesso o ad un suo cambiamento radicale.
Dato che tutto la progressione del linguaggio cinematografico (almeno di quello classico) ha puntato a centrare lo spettatore all'interno del film, con l'abbondono della frontalità teatrale del cinema delle origine, con l'uso della scala dei piani, con l'introduzione delle macchine da presa più leggere e mobili e via dicendo, è quasi certo che questo coinvolgimento probabilmente virerà sempre di più verso l'interattività e l'immersione totale dello spettatore (Fredric Jameson e le sue teorie sulla sensorialità del cinema postmoderno) probabilmente con caschi, visori e quant'altro, sancendo quella convergenza videogiochi-cinema che stiamo esperendo negli ultimi tempi grazie i blockbuster più avanzati tecnologicamente (vedi Transformers).
Francamente non posso dire se sia un bene o un male, anche se sono alquanto giovane e mi dispiacerebbe perdere una forma estetica alla quale mi sono molto affezionato...

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