Archivi di Gennaio 2010

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Nonostante le statistiche certifichino ormai da sempre che il nostro è uno dei Paesi più connettivamente arretrati tra quelli - cosiddettiavanzati, è però innegabile che il fermento creativo che si agita nel sottobosco del Web made in Italy lasci intravedere qualche spiraglio di ottimismo in più rispetto a quelli suggeriti dalle periodiche indagini di consumo.

E non soltanto in fatto di blog e annesse fiammate stagionali, ma anche (e soprattutto) in fatto di comunicazione, mobilitazione e aggregazione, categoria nella quale rientrano a pieno titolo tutte quelle "attività 2.0" che, animate dall'intraprendenza e dallo spirito di iniziativa privata, mirano a svolgere un ruolo di connessione sociale laddove le Istituzioni abitualmente nicchiano o, peggio ancora, sono assenti del tutto...

Secondo me .

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Image Credits: @Ansa

nichi vendola ha vinto le primarie del PD in puglia

Come ha acutamente osservato l'amico Massimo Garlando su Facebook, «Ora il PD riesce a perdere pure le Primarie».
Ma pare che non serva nemmeno il plebiscito con cui il nemico Vendola ha rovinato la festa a Massimo D'Alema e PierLuigi Bersani per far riflettere "chi di dovere" sullo scollamento sempre più insanabile tra i poltronismi di palazzo perseguiti dall'inamovibile Dirigenza Bolscevica e la voglia di cambiamento invocata e sostenuta - non solo a parole, evidentemente - dagli elettori.

Dice: ma anche Bersani non lo hanno forse messo lì gli elettori?
Va beh, l'alternativa si chiamava Dario Franceschini (senza nulla togliere all'incolpevole carneade Ignazio Marino): è come imbastire un ballottaggio tra un calcio sugli stinchi e uno sui coglioni. Ubi major...

Vale di più i soldi del biglietto A Single Man o Tra Le Nuvole?

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locandina del film a single man di tom ford con colin firth

Per gli amanti del brivido non ci sono solamente gli sport estremi e il modello unico a mettere a dura prova la regolarità delle frequenze cardiache: c'è anche (attività forse meno mainstream ma non certo meno pericolosa) la doppietta al cinema il sabato sera. Perché, rispetto alla proiezione singola one shot, il rischio di incappare in una ciofeca raddoppia e con esso, complice il progressivo rilassamento dovuto alla permanenza prolungata in sala, raddoppia anche il rischio di sprofondare in un - seppur involontario - colossale abbiocco.

Ma per quanto avessi questo teorema ben chiaro in mente, oltre a una serie di precedenti statistici per nulla favorevoli, ieri sera ho ugualmente trovato il coraggio di riprovare, dopo lungo tempo, l'ebbrezza dell'uno-due davanti al grande schermo. Dove l'uno era A Single Man di Tom Ford con Colin Firth e Julianne Moore, e il due, come preannunciatoTra Le Nuvole di Jason Reitman con George Clooney e Vera Farmiga...

Com'è il nuovo, attesissimo singolo di Roisin Murphy?

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E' così:

locandina di avatar di james cameron

Magari sono l'unico a riconoscere una qualche (capziosa?) differenza tra «vedere» e «guardare» - la stessa che riconosco tra «sentire» e «ascoltare», per intenderci -, quindi il mio metro di giudizio non è altro che un trip per voler necessariamente vedere del marcio (o del buono?) dove non ce n'è.

Sicuramente, però, malgrado i planetari entusiasmi, anche economici, raccolti da Avatar dal giorno della sua uscita, non sono l'unico ad avere avuto la percezione che sotto la - oggettiva, ci mancherebbe - sontuosità dell'apparato estetico e tecnologico del film ci siano una storiella fritta e rifritta, una sceneggiatura poco più che bimbominkia e una recitazione che nemmeno nei direct-to-video (con Sigourney Weaver, in particolare, che supera se stessa e, tra lei e il suo avatar, colleziona un totale di UNA espressione su 2 ore e 40 di pellicola)...

Quanti ottimi motivi ci sono per intervistare Alessio Guzzano?

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camera eye

Nome in codice: 3 Stelline.
E' la preoccupante tendenza - in voga già da qualche tempo (la prima volta che ho sollevato la questione era il 2 ottobre 2007, l'ultima un paio di settimane fa) - della cosiddetta "critica cinematografica specializzata" nostrana a celebrare con un proverbiale, paraculo «6 politico» anche la più fetecchia delle ciofeche pur di salvaguardare il prezioso posto in prima fila alle anteprime stampa e, soprattutto, nei salottini-bene degli amici degli amici.
E mentre in America la sana stroncatura mainstream è una piacevole abitudine, in Italia è una disdicevole libidine, circoscritta alle strisce di Stefano Disegni su Ciak, ai convivi di qualche buonanima del Web e a poco altro.

Tra questo «poco altro» figura, a ben vedere, anche Alessio Guzzano, "critico cinematografico non specializzato" di City, che - proprio per la sua scarsa propensione a mettere fiori nei cannoni e a sacrificare compiacenza sugli altari del servilismo - sembra sollevare più buzz e interesse (per esempio qui, quiqui) di quanto non facciano le recensioni dei prezzolati benpensanti. Sicché, mi sono detto, chi meglio di lui può disvelarci le oscure trame de gustibus che si celano dietro il contagioso e irreversibile fenomeno "3 Stelline"?

Uhm. In effetti, forse, una canzone di Elisa per un film di Muccino...
Anche questa, comunque, non scherza proprio

bettino craxi

Mentre non accenna a sbollire la bagarre sulla proposta di intitolargli una strada a Milano, è notizia di questa mattina la dichiarazione rilasciata al Corriere della Sera da sua figlia Stefania (peraltro non nuova a exploit di questo genere), secondo la quale

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Mio padre Craxi si fidò di persone sbagliate, era un uomo solo e morì in povertà

@StefaniaCraxi: non ti viene nemmeno lontanamente da sospettare che se tuo padre fosse stato davvero «un uomo solo morto in povertà» a quest'ora tu non occuperesti il posto che occupi?

A Hollywood non azzecca più un film dai tempi di La Giuria (2003), per quanto il pessimo Mi Presenti I Tuoi? (2004) sia stato comunque un ottimo successo di pubblico, ma in compenso - o, forse, proprio per questo - in Italia sta diventando il prezzemolino della TV come nemmeno Belen Rodriguez. E dopo gli spot per la Coop, per Sky, per il Caffè Vergnano e il passaggio, tutt'altro che memorabile, al Festival di Sanremo, gli mancava giusto il promo per la Regione Marche per far rivoltare nella tomba anche il povero Giacomo Leopardi (che farlo recitare a un madrelingua pareva brutto, evidentemente)...

Se - come sembra - ha così tanto bisogno di soldi da accettare qualsiasi straccio di macchietta gli propongano, quanto ci manca che accetti di partecipare anche all'Isola Dei Famosi?

banner del servizio di consigli e suggerimenti via sms My Nokia

Questa mattina - erano esattamente le 11:15 - ho avuto il piacere di ricevere dal servizio My Nokia la seguente, illuminante «comunicazione su misura per il tuo Nokia»:

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Il modo più veloce per trasferire i file dal tuo Nokia al PC è la connessione microUSB ad alta velocità. Il cavo è incluso nella confezione di vendita.

Apro ufficialmente le scommesse.
Il prossimo, utilissimo «consiglio e suggerimento via SMS» che mi vedrò recapitare da My Nokia, secondo me, sarà questo:

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Il modo più veloce per effettuare le chiamate dal tuo Nokia è il tasto verde ad alta velocità. Il tasto è incluso nella tastiera di vendita.

 

il campione di tennis roger federer

Sarà anche «Il più forte tennista di tutti i tempi», ci mancherebbe, ma non si può certo dire che non sia anche il più fortunato. Senza scomodare i massimi sistemi della Cabala e della Statistica (e senza ripercorrere le sue trionfali imprese dalla fondazione di Roma), basterebbe il solo andamento del 2009 a testimoniare quanto la Buona Sorte abbia messo più di una pezza all'"inizio della fine" di Roger Federer, consentendogli di chiudere per il quinto anno al numero 1 del ranking una stagione iniziata, finita e giocata in modo tutt'altro che entusiasmante.

Uno dei segnali che la Buona Sorte manda più di frequente al suo pupillo per ammonire gli avversari che la loro strada sarà sempre (e inevitabilmente) in salita, per esempio, è il tabellone che Roger si trova confezionato ad hoc in ogni torneo a cui partecipa per riuscire ad arrivare come minimo in semifinale senza quasi dover neppure scendere in campo...

locandina del film baciami ancora di gabriele muccino con stefano accorsi

Avete presente quel genere di Cinema "Cucina Interno Notte" (o, se preferite, "Terrazza Esterno Giorno") in cui sempre-gli-stessi-registi dirigono sempre-gli-stessi-attori che interpretano sempre-gli-stessi-ruoli ruminando sempre-le-stesse-sceneggiature?
Si tratta del grande «Cinema Italiano d'Autore», il vasodilatatore corale della nostrana "critica specializzata" - le virgolette sono d'obbligo - che, per dimostrare che il tricolore di celluloide «è vivo e lotta insieme a noi», ne amplifica sistematicamente meriti e valutazioni senza battere ciglio nemmeno di fronte alla 300millesima storia della moglie cornuta e mazziata (a voi identificare l'attrice) che trova conforto in un amico gay - della serie "un sacco sensibile e un sacco creativo" e possibilmente donnissima - e conduce una logorante battaglia interiore per recuperare la sua verginale dignità e, con essa, la sua passionale voglia di amare.

D'altronde, finché il giocattolo funziona (al botteghino), perché rischiare di non essere più invitati alle anteprime per la stampa con buffet, cotillons e tête-à-tête con il cast al completo?
Pazienza se così si fa credere anche all'ultimo dei mestieranti di essere, per l'appunto, un «Autore» suscitandone lo sdegno solenne quando poi nelle rassegne poco più che intercondominiali - Oscar compresi - i suoi film non vengono filati di striscio o vengono sonoramente spernacchiati: l'importante è garantirsi l'ambìto posto in prima fila con tanto di flûte, pancia e portafoglio pieni...

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