Cosa c'è di tanto «terrificante e spaventoso» in un manico di scopa a cui viene il ciclo (aka Paranormal Activity)?

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locandina poster di paranormal activity

Ovvero: ci si può forse aspettare che sia davvero «agghiacciante» e «demoniaco» un film il cui pubblico in sala ha un'età media di 13 anni?
Forse era questo l'«incubo ad occhi aperti» di cui parla il trailer: passare un'ora e mezza in compagnia di 200 bimbominkia brufolosi che, invece di restare a casa con la girlfriend a imparare la tabellina del 3 - o a emulare i "fenomeni" (quelli sì, «paranormali») di Io Canto -, decidono di andare al cinema a vedere Paranormal Activity e per tutto il tempo sbaccarano senza ritegno come se fossero al circo.

Non che il prodotto meriti un trattamento migliore o anche soltanto diverso, intendiamoci. Nonostante un 83% di rating su Rotten Tomatoes, un 6.8/10 su Internet Movie DataBase e, soprattutto, nonostante i suoi oltre 100 milioni di dollari incassati a fronte degli appena 15mila spesi, l'opera prima di Oren Peli (già in odore di "nuovo Re Mida di Hollywood") è un colossale bluff senza idee, senza spessore e, peggio ancora, senza un solo secondo di tensione...

Rifacendo esplicitamente il verso - ormai s'è detto e scritto miliardi di volte - a The Blair Witch Project tanto nel concept quanto nella strategia di marketing, dell'apprezzabile home-made movie di Eduardo Sanchez e Daniel Myrick non possiede però né l'originalità (ettecredo: sarà il 500esimo clone in 10 anni) né la visionarietà, limitandosi a trascinarsi nella noia assoluta fino al demenziale Bù! dell'ultima scena.

L'unico elemento di interesse che offre Paranormal Activity è la metafora, sicuramente involontaria, della «terrificante e spaventosa» possessione di cui soffre l'imbalsamata protagonista con quello che potrebbe a tutti gli effetti essere un normalissimo ciclo mestruale (test clinici lo dimostrano*). Si fosse presa subito un Buscofen, forse avrebbe risolto i suoi problemi d'insonnia senza scomodare sensitivi ed esorcisti. E, soprattutto, senza costringere noi a prenderlo al suo posto.

* test di autovalutazione condotto su 10 manici di scopa posseduti

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3 Comments

Sei sicuro che sulla locandina del film, magari in corpo 6, non ci fosse scritto «Questo film mostra immagini estremamente violente e difficili da sopportare. La visione e la comprensione richiedono spettatori preparati e distanti»?
Secondo me non eri abbastanza preparato e distante: avrai sicuramente lasciato a casa gli assorbenti e ti sarai seduto nelle prime 10 file...

Lo so che me lo avevi detto, Alessio... Ma non potevo esimermi dall'esserne testimone oculare, ovviamente!
Adesso - tra l'altro - sarei curioso di intervistare tutte le persone che, secondo gli allarmismi mediatici (gli stessi dell'Influenza A, della Mucca Pazza, della SARS e via di seguito, immagino), si sarebbero sentite male per mezz'ora guardando il film: io, francamente, non riesco nemmeno a intuire in quale scena ciò sia malauguratamente potuto accadere.

E se pensavo che il finale fosse stato demenziale, dopo aver visto quelli alternativi mi sono ricreduto: questo, al confronto, è da Oscar. Vorrei tanto, anzi, lanciare un contest per chi inventa il finale di Paranormal Activity più cazzone, e poi dare comunque il premio a Oren Peli per quello della gola tagliata (recitato benissimo, tra l'altro).

Ah, PS: il filmato dell'altra indemoniata non si vede proprio...

mi piacerebbe tanto dire "te l'avevo detto" ma sarei pleonastico...
una curiosità: nelle sale italiane che versione viene proiettata? avevo sentito che è stata leggermente tagliata nella parte del filmato dell'altra indemoniata, quando si vede che si stacca un braccio a morsi...
e poi, che finale c'è? perché ovviamente sai che ci sono altri 2 splendidi finali alternativi, vero? :-)
comunque io vorrei tanto essere Oren Peli; sarei un tipico minchione medio americano, ma avrei anche soldi a non finire! (andrei in ogni caso all'anagrafe, ci sono alcune cose che non si possono proprio sentire...)

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