Soltanto qualche giorno fa, il mai troppo inviso Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti dichiarava, in un'intervista pubblicata dal Corriere della Sera
Per i pendolari le proteste ci saranno sempre, perché nei giorni feriali e nelle due ore di punta l'affollamento è tale per cui avere posti e treni per tutti è difficile. È un problema non solo italiano, ma mondiale.
Se dunque «per i pendolari le proteste ci saranno sempre» - per il semplice fatto che ci saranno sempre i disagi che le provocano (ma «è un problema mondiale», eh! Tranquilli: riguarda anche il Senegal, il Mozambico, il Ghana, l'Uganda e il Rwanda, non solo l'Italia) -, i risarcimenti per sanarle non ci sono stati mai.
Almeno fino a oggi...
Il Giudice di Pace di Piacenza, infatti, ha recentemente disposto che i "danni esistenziali" subiti da due pendolari per i continui disservizi intercorsi sulla tratta ferroviaria Piacenza/Milano vadano risarciti, bissando un'analoga sentenza del gennaio 2009 rimasta poi tragicamente isolata.
Il risarcimento - 1.000 €uro + altri 1.500 di rimborso spese legali - è poco più che simbolico, d'accordo, ma lascia ben sperare sia perché costituisce un precedente di riferimento per tutte le analoghe pendenze attualmente in corso contro Trenitalia, sia perché potrebbe incentivare la partenza di auspicabili Class Action da parte dei viaggiatori. Come quella già promossa dall'ACU, l'Associazione dei Consumatori Utenti, in merito ai disagi del viaggio di martedì 2 marzo sul treno 2287 da Milano a Bologna delle 19:15.
Insomma: era ora che, oltre a perdere colpi, le Ferrovie dello Stato iniziassero a perdere anche le cause.
Adesso sarà interessante capire cosa succederà quando perderanno il monopolio...


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