Archivi di Maggio 2010

Uhm. A dire il vero no, nonostante David R. Ellis (già regista del secondo - pessimo - capitolo della saga) si sia sicuramente impegnato per fare in modo che gli FX creassero un'esperienza di visione più immersiva e coinvolgente rispetto alla maggior parte dei prodotti usciti finora.
Ma siccome non basta il 3D a rendere minimamente appealing un film che non ha né intreccio, né sceneggiatura, né recitazione, e siccome ormai il limone del concept originale è stato spremuto fino all'ultima goccia, in attesa dell'inevitabile episodio numero 5 eccovi le scene per cui vale la pena spendere al massimo cinque minuti del proprio tempo...

LA PREMONIZIONE INIZIALE
(con contorno di carneficina)

locandina di shadow di federico zampaglione

In ordine sparso:

1. Come mai l'uscita del film è stata posticipata dal 23 aprile al 14 maggio «per permettere al distributore di poter ampliare notevolmente il numero di copie del film e poter arrivare in modo piu' capillare in tutta Italia», e poi a Milano è entrato in programmazione solo nella miseria di due multisala periferici?

2. Con tutto il can can mediatico promozionale che gli è stato riservato da almeno tre mesi a questa parte, 201.227 €uro di incasso nel weekend di lancio sono sufficienti per parlare di flop colossale?

3. Qualcuno per caso è riuscito a rimanere sveglio - io no, per esempio - nei primi 40 minuti di pellicola, in cui non succede una benemerita fava di niente?

4. Perché la sceneggiatura prevede che la maggior parte delle battute dei personaggi siano grottesche didascalie di quello che succede nel frattempo sullo schermo (del tipo: «Ci stanno inseguendo!», «Ci vuole uccidere!», «Sta tornando!» et similia)?

Se è vero che «Il buongiorno si vede dal mattino», a giudicare dalle uscite degli ultimi giorni, per il mercato discografico è sempre più notte fonda. E non serve neppure avvicinarsi all'estate, meteo permettendo, per sperare che i produttori si ricordino - se non proprio come si fa a comporre una canzone decente - quantomeno come si fa a mettere insieme quattro note e un ritornello chewing gum per assemblare il più classico dei tormentoni da spiaggia.

Quindi, essendo pressoché impossibile stabilire quale sarà il brano migliore per manifesta insufficienza di risorse, tanto vale aprire ufficialmente il contest per stabilire quale sarà il peggiore, a cominciare dal nuovo singolo di Paolo Meneguzzi, Imprevedibile:

parodia di viodio su facebook

Gli indigesti biscottini della fortuna? Scaduti da un pezzo.
La logorroica saga di "Parla con..."? Bell'e prosciugata.
Gli insospettabili outing di "Non mi vergogno a mettere sulla mia bacheca..."? Respinti al mittente.

Da qualche giorno, infatti, Facebook è stato preso d'assedio da un bouquet di tormentoni virali nuovi di zecca, che hanno ormai fatto tabula rasa dei loro obsoleti progenitori e stanno rimbalzando da una bacheca all'altra H24 senza soluzione di continuità...

In principio (1983) erano Jane And Barton:

orologi di gomma colorata plastichic

Le prime avvisaglie di invasione risalgono - qualcuno forse se ne ricorderà - allo scorso anno, quando gli Sport Watch fecero la loro comparsa sul mercato minacciando seriamente di diventare "le nuove Crocs" in fatto di tendenza virale spiaggiarola di ultima generazione.
Ma qualcosa non andò secondo previsione, e gli Sport Watch rimasero relegati al ruolo di feticci comprimari al polso di pochi, poco lungimiranti eletti.

Quest'anno, però, le cose hanno tutta l'aria di voler prendere un andazzo diverso.
E' sufficiente lanciare una rapida occhiata alle vetrine delle gioiellerie, infatti, per rendersi conto di come le leggi del marketing mal sopportino ostacoli e imprevisti nel determinare la domanda attraverso l'offerta (anziché viceversa, citofonare Steve Jobs). Nel 2009 i soli Sport Watch hanno fallito? Nessun problema: basta decuplicare l'assortimento, ed ecco rilanciate in orbita le quotazioni di qualsivoglia avanzo di magazzino - e di idea -...

Mi piacerebbe diventare un leader d'opinioni?

| Nessun Commento | Nessun Trackback
indagini di mercato online

A giudicare dal numero di mail - almeno una decina - che mi sono arrivate nelle ultime due settimane, sembrerebbe proprio che le nuove killer application dello spam online siano i discount di indagini di mercato. Dopo anni di Viagra, Cialis ed «Enlarge Your Penis!» vari ed eventuali, oggi il trend si è spostato su bisogni decisamente meno stimolanti: «diventare un leader d'opinioni»...

In principio (1997), come forse qualcuno ricorderà, erano i Savage Garden:

Oggi, a 13 anni di distanza, il singolo di Darren Hayes e Daniel Jones sembra essere tornato prepotentemente di gran moda, se è vero che in soli 4 mesi ne sono già uscite 2 diverse - per modo di dire - cover...

promo picture di brian mcfadden per il lancio dell'album wall of soundz

Per coloro ai quali il suo nome e l'immagine qui a fianco non suggerissero altra reazione che un sonoro «E chi cacchio è Brian McFadden?!?», forse l'etichetta di «Quello che se n'è andato dai Westlife» - il Robbie Williams de' noantri, per farla breve - servirà a riportare (almeno minimamente) alla memoria i suoi trascorsi canterini da boyband di fine Anni Novanta. Quando lui e i suoi quattro compagni di merende riuscirono nella - invidiabile? - impresa di diventare "i nuovi Boyzone", raggiungendo il primo posto delle charts ufficiali UK (e quasi solo di quelle) un'infinità di volte.

Scaricati i Westlife nel 2004, Brian si è difeso tutto sommato benino anche da solista, pur senza riuscire ad allargare mai i confini di mercato del suo ex gruppo.
Quantomeno, però, gli va reso il merito di averci provato. Anziché liquefarsi nelle brodaglie strappamutanda che hanno continuato a segnare la (soporifera) carriera dei Westlife, infatti, lui ha deciso di seguire il trend internazionale dell'elettropop da mainstream. Con risultati tutt'altro che disprezzabili, a giudicare dai groove danzerecci del nuovo album Wall Of Soundz...

tennis magazine andre agassi open antonio incorvaia

Dicevano che dalla sua vita si sarebbe potuto estrarre un libro, e quel libro è uscito. Per raccontare Andre Agassi come nessuno lo aveva mai immaginato.
Ora, da quel libro si potrebbe estrarre un blockbuster. Per raccontare Andre Agassi come nessuno lo ha mai visto. Uscirà anche questo? E' probabile. Io, nell'attesa, ho provato a prefigurarmelo...

Open, l'autobiografia di Andre Agassi riletta - dal sottoscritto - "come dentro un film", è la cover story del numero 3 di Tennis Magazine, la rivista di tennis diretta da Lorenzo Cazzaniga attualmente in tutte le edicole.
Con articoli di Andrea Scanzi, Corrado Erba, Federico Ferrero, Gianni Clerici, Massimo Sartori (con Andreas Seppi), Riccardo Bisti, Stefano Meloccaro e Ubaldo Scanagatta.

Poi, ci mancherebbe: potete sempre continuare a leggere anche il Corrierino della FIT...

Ultimi Commenti

  • Daniele: Ahahaha xD Sempre più lollose ste mail. "Buongiorno cliente de read more
  • ciro carrozzi: ho 47 anni e tantesofferenze da smaltire ho conosciuto il read more
  • Drift/SpinningKids: A proposito di Pandorum... come ho scritto nella mia recensione read more
  • gabibbo: io ho fatto di meglio: non ho ancora visto neppure read more
  • Fabio C.: Ragazzi che porcata. Ripugnante. Rabbrividiamo(cit.). read more
  • Inc.Anto.: Ahahah! Perché l'ho visto diverse settimane fa, e ho un read more
  • evilripper: hehe l'altro ieri ho visto pandorum ma anche quello non read more
  • Inc.Anto.: @Matteo: ma come "chissenefrega"?!? Mio cuGGGino, che è un internet read more
  • Matteo: Oh, bene! Bentornato tra chi aggiorna il blog ogni-quando-gli-pare. Che read more
  • larvotto: Bentornato. Si parlava di te con un amico comune e read more

Archivi

Creative Commons License
Questo blog è distribuito con Licenza Creative Commons