Per coloro ai quali il suo nome e l'immagine qui a fianco non suggerissero altra reazione che un sonoro «E chi cacchio è Brian McFadden?!?», forse l'etichetta di «Quello che se n'è andato dai Westlife» - il Robbie Williams de' noantri, per farla breve - servirà a riportare (almeno minimamente) alla memoria i suoi trascorsi canterini da boyband di fine Anni Novanta. Quando lui e i suoi quattro compagni di merende riuscirono nella - invidiabile? - impresa di diventare "i nuovi Boyzone", raggiungendo il primo posto delle charts ufficiali UK (e quasi solo di quelle) un'infinità di volte.
Scaricati i Westlife nel 2004, Brian si è difeso tutto sommato benino anche da solista, pur senza riuscire ad allargare mai i confini di mercato del suo ex gruppo.
Quantomeno, però, gli va reso il merito di averci provato. Anziché liquefarsi nelle brodaglie strappamutanda che hanno continuato a segnare la (soporifera) carriera dei Westlife, infatti, lui ha deciso di seguire il trend internazionale dell'elettropop da mainstream. Con risultati tutt'altro che disprezzabili, a giudicare dai groove danzerecci del nuovo album Wall Of Soundz...
Senza cercare a sua volta di campare di riflesso sullo "stile Lady Gaga" - come negli ultimi 12 mesi hanno fatto in molti, compresi (giusto per rimanere in tema) Backstreet Boys e Cinema Bizarre -, Brian ha insospettabilmente dato vita a un dignitoso prodottino chewing gum di dignitosa subqualità musicale che alla fine risulta ben più ascoltabile di tutto il ciarpame transitato dentro e fuori da iTunes da gennaio a questa parte.
Per carità: niente di che gridare neppure lontanamente al miracolo, ma una serie di oneste canzuncielle danzerecce che se non altro, anziché far strisciare i coglioni per terra già al quinto secondo della prima traccia, li fanno frullare in cassa in quattro/quarti fino all'ultimo dell'undicesima.
Il primo singolo estratto da Wall Of Soundz, Just Say So (con il featuring di Kevin Rudolf), è entrato direttamente alla posizione #1 della Australia Singles Top50, ed è verosimile che possa godere di un buon riscontro anche in Inghilterra e Irlanda.
Certo, se tocca affidarsi a Brian McFadden per trovare un album vagamente orecchiabile dall'inizio alla fine, qualche - ennesimo, repetita juvant - segnale d'allarme sarebbe anche giusto lanciarlo...


Mah, in effetti rievoca qualche nota nel ritornello...
D'altronde, i mezzi so' quelli che sono! :P
cioè, cover magari no, ma è l'ennesino subdolo saccheggio
ma è una cover di Baby Jane di Rod Stewart? http://www.youtube.com/watch?v=EWYz-CYv2Zg