Cosa significa per il Tennis italiano (e per quello femminile) la vittoria di Francesca Schiavone al Roland Garros?

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francesca schiavone ha vinto il roland garros 2010

Soltanto 12 mesi fa, al Roland Garros, Samantha Stosur vs Francesca Schiavone era stato un match di primo turno. Lo aveva vinto la Stosur 64 62, ennesima prematura sconfitta - all'epoca - di una potenziale Top10 che, colta da vertigine a un passo dalla Storia (#11 del ranking WTA nel 2006), aveva inspiegabilmente perso per strada tennis e ispirazione ed era precipitata in una sconfortante e prolungata crisi di risultati.

Oggi, sempre al Roland Garros, Samantha Stosur vs Francesca Schiavone è stato il match di finale, il primo in assoluto raggiunto da una giocatrice italiana in una prova del Grande Slam. E, contro i più accreditati pronostici della vigilia - i bookmakers la davano 4 a 1, esattamente come il bilancio dei precedenti in favore della giocatrice australiana -, il punteggio si è rovesciato punto dopo punto fino al definitivo 64 76, consegnando a Francesca un trionfo tanto limpido e meritato quanto magico e insperato...

Ma mentre l'Italia intera (e soprattutto i mezzi di informazione mainstream, che fino all'incontro di quarti di finale contro Caroline Wozniacki facevano quasi fatica a sapere che una Francesca Schiavone fosse mai esistita, troppo impegnati a tenere monitorati i - presunti - movimenti dei calciatori di Serie C dietro alle Veline di Serie Z) si scopre improvvisamente tifosa ed esperta di Tennis con lo stesso spirito con cui si scopre tifosa ed esperta di Scherma o Nuoto ogni quattro anni alle Olimpiadi, sarà forse il caso di capire in che modo il successo della Schiavone a Parigi possa essere adeguatamente metabolizzato (e capitalizzato) sia in termini sportivi che in termini emotivi.

francesca schiavone vincitrice al roland garros

Ovvero:

  • Fino a oggi ci si è sempre giustificati che la crisi di popolarità che il Tennis era costretto a patire nel nostro Paese fosse provocata (anche) dal non avere un "Campione con la C maiuscola" in grado di trascinare il movimento come a suo tempo fece, per esempio, Alberto Tomba nello Sci. Bene: adesso non solo abbiamo una vincitrice di un Grande Slam, ma da lunedì avremo addirittura due giocatrici contemporaneamente tra le prime 10 del mondo - oltre a Francesca, che ci entrerà per la prima volta, tornerà tra le Top10 anche Flavia Pennetta -. A questo punto, giustificazioni (o alibi?) non avranno più ragion d'essere, e se non sarà sufficiente neanche uno scenario del genere, che altrove provocherebbe autentiche scintille, per far decollare l'interesse delle masse e dei media, forse toccherà prendersela con qualcosa - o qualcuno - che qualche vaghissima responsabilità ce l'abbia davvero.
  • Non ho mai nascosto (anzi) la mia idiosincrasia verso il Tennis femminile, trasformatosi nel giro di un decennio in un incubatore di cyborg lobotomizzate (come questa) che scodellano senza criterio dritti lungolinea e rovesci incrociati col pilota automatico. Ecco: sia Francesca Schiavone che Samantha Stosur rappresentano due delle - pochissime - felici eccezioni a questa drammatica regola. L'auspicio, tutt'altro che puramente campanilista, è che continuino a vincere, per dimostrare che "un altro mondo è possibile" e per suscitare nelle nuove leve il desiderio di giocare a tutto campo sia con il braccio che con il cervello.
  • Auspicherei che la Federazione Italiana, che ho già sentito mettere le mani avanti ai microfoni di Sky Sport per bocca di Corrado Barazzutti (capitano delle nostre squadre di Coppa Davis e Federation Cup), non si attribuisse anche i meriti del trionfo della Schiavone rivendicando - e questa volta prove alla mano - «l'ottimo stato di salute» di cui godrebbe il nostro Tennis. Anche perché non solo dietro a lei e alla Pennetta sono rimaste a malapena Sara Errani e Roberta Vinci (di giovani minimamente competitive nemmeno l'ombra), ma la situazione in campo maschile è a dir poco desolante.
  • Infine, voglio augurarmi che per Francesca Schiavone questo sia un interruttore che si accende e non una fiammata che si spegne, appagata per avere finalmente centrato il traguardo inseguito da una vita. Tra due settimane inizierà il torneo di Wimbledon, dove non solo Francesca dovrà difendere i quarti di finale dell'anno scorso, ma dove il suo tipo di gioco potrebbe fare un ulteriore salto di qualità aiutato da una superficie tradizionalmente ostica alle bombarole mentecatte.
    Che «l'appetito vien mangiando» e, in fondo, è meglio bissare il dolce che arrivare subito... alla frutta.

 

Photo Credits: © FFT @RolandGarros.com

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1 Comment

Antonio

è poco dire la mia soffisfazione, da folle amante del tennis, della vittoria di Francesca Schiavone. Onestamente non mi è mai piaciuto il suo gioco, trovandolo a volte scolastico e poco incisivo. Mi devo ricredere felicemente. La finale è stata giocata, a mio modesto parere, con grande tattica e solidità mentale.Colpi precisi, senza esagerazioni sbagliando poco e bene ( errori forzati dall'andorgina australiana). Bravissima. Gambe velocissime. Non esagero coi superlativi.
Quello che spero, e sono d'accordo con te, che dia una scossa anche al movimento in Italia. Il tennis è uno sport bellissimo, elegante, fisico, tattico ed estramente tecnico. E' difficile non rimanerne incantati. Che l'italia sabato scorso si sia accorta tifosa del tennis è una speranza che non sia passeggera almeno. I ragazzi capiscano che dividere una palla tra ventidue è più noioso tra due o quattro.

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