Ultimi post nella categoria Bella Età

sei stato candidato ebook sui colloqui di lavoro di infojobs

Per chi - malauguratamente - non dispone di canali privilegiati per entrare nel (sempre più fantomatico) "Mondo del Lavoro", l'arcano rito del colloquio possiede ancora una sua primordiale e connaturata sacralità.
In primo luogo, perché già arrivarci è un miracolo*. In secondo luogo, perché - ingenuamente - si tende a prefigurarselo come un trampolino di lancio verso l'Olimpo dei Sogni, al punto da viverne l'attesa con lo stesso spirito di una Notte Prima Degli Esami, divorando guide motivazionali e manuali di bon-ton per non lasciare al caso nulla di intentato.

Tuttavia, se la nutrita (e folkloristica) letteratura di genere ci ha ormai insegnato fin troppo bene come rispondere alle domande dei selezionatori - «Non distogliere lo sguardo dal tuo interlocutore», «Non ostentare spavalderia», «Non ostentare insicurezza», «Non gesticolare», «Non tenere le mani in tasca», «Non parlare a monosillabi», «Non ingoiare una radio accesa» e altri 100 di questi «Non» e contrari di «Non» -, quello che nessuno ha mai pensato di insegnarci è quali sono esattamente le domande dei selezionatori, così che ci si potesse fare un'idea precisa di cosa aspettarsi...

elezioni regionali lombardia 2010 - spazio agli under 35

«Ricambio generazionale».
Se ne parla tanto, ma in realtà la vecchia guardia resta saldamente inchiodata alla poltrona e i giovani, per quanto capaci, faticano a emergere e ad accedere alle stanze dei bottoni.
Tra pochi giorni gli italiani saranno chiamati alle urne per le Regionali. Proprio in vista di queste elezioni parte il progetto Lombardia 2010 – Spazio agli Under 35, un'idea che ho sviluppato insieme con Eleonora Voltolina, direttore del sito Repubblica degli Stagisti; Alessandro Rimassa, autore con me di Generazione Mille Euro e Jobbing; e Alessandro Rosina, docente di Demografia e autore del libro Non È Un Paese Per Giovani.

Obiettivo: videointervistare i candidati nati dopo il 1975, per sostenere e dare visibilità a chi può farsi interprete, non solo anagraficamente ma anche nelle intenzioni, delle esigenze di un «rinnovo generazionale»...
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Nonostante le statistiche certifichino ormai da sempre che il nostro è uno dei Paesi più connettivamente arretrati tra quelli - cosiddettiavanzati, è però innegabile che il fermento creativo che si agita nel sottobosco del Web made in Italy lasci intravedere qualche spiraglio di ottimismo in più rispetto a quelli suggeriti dalle periodiche indagini di consumo.

E non soltanto in fatto di blog e annesse fiammate stagionali, ma anche (e soprattutto) in fatto di comunicazione, mobilitazione e aggregazione, categoria nella quale rientrano a pieno titolo tutte quelle "attività 2.0" che, animate dall'intraprendenza e dallo spirito di iniziativa privata, mirano a svolgere un ruolo di connessione sociale laddove le Istituzioni abitualmente nicchiano o, peggio ancora, sono assenti del tutto...

copertina del nuovo libro di angela padrone la sfida degli outsider

C'è un motivo ideologico - oltre a quello strettamente sportivo - per il quale amo il Tennis: è uno sport limpidamente meritocratico.
Almeno fintanto che qualche ex numero 1 del mondo non confessa di avere giocato sotto dipendenza da metanfetamina, non importa chi sei, chi sono i tuoi parenti, da dove vieni o quanti anni hai: se hai le carte in regola per eccellere, il sistema ti permette di farlo. Non c'è un allenatore che ti lascia ingiustamente (forse) in panchina, non c'è una giuria che ti assegna ingiustamente (forse) penalità e voti stiracchiati, non ci sono il costumino e la sciolina che avvantaggiano ingiustamente (forse) gli avversari e, soprattutto, non c'è nessun privilegio ereditario che stabilisce che tu sia ingiustamente (senza forse) un "Numero Uno" anziché un "Uno di numero".

In sostanza: se anche sei un outsider, puoi arrivare al Top solo in virtù del tuo valore. Non importa quanta esperienza hai, non importa se tuo padre è un operaio, non importa se sei negato a fare PR o se non hai una «bella presenza».
Purtroppo, invece, il sistema italiano funziona in modo diametralmente (tragicamente) opposto rispetto al Tennis...

09 11 1989 caduta del muro di berlino

Io, sinceramente - a differenza di tutti gli insigni opinionisti salottieri che già da qualche giorno snocciolano con precisione millimetrica i loro toccanti memoriali del 9 novembre 1989 -, dov'ero e cosa facevo quella sera, mentre a Berlino crollava il «il figlio legittimo della guerra, l'ottuso guardiano degli sconfinamenti degli uomini e delle idee, il condominio degli spettri del secolo, una spada di cemento armato nel cuore dell'Europa alta quattro metri e lunga 155 chilometri, un muro senza porte né finestre, senza buche per i biglietti di chi avrebbe voluto piangere» (cit. Marco Innocenti, Sole24Ore), non me lo ricordo.

Mi ricordo solo la sensazione (indelebile, nonostante il deficit di fosforo) di essere testimone di un evento storico di quelli che, come si usa dire, «avrebbero cambiato il Mondo». E mi ricordo anche la sensazione di esserne non solo testimone, ma vero e proprio protagonista, quando - pur fuori da ogni celebrazione - sono stato a Berlino per la prima volta tre anni fa...

patrizia b. il trans che ha salvato la vita a lapo elkann

Chissà. Forse sarà perché, stimandolo oltremodo, è il minimo che si possa fare per riconoscere debita gratitudine verso colei che gli ha salvato la vita permettendoci di godere ancora, nei giorni a venire, della sua illuminante presenza sul nostro Pianeta. Oppure (più verosimilmente) sarà perché, non stimandolo affatto, continuo a non capacitarmi di come si possa trasformare in icona pubblica e - peggio ancora - in simbolo dei "gggiòvani italiani che ce l'hanno fatta" una persona che pagava 2.000 €uro* dei festini trans a base di sesso e droga mentre al Popolo Bue veniva dato in pasto che fosse il "fidanzato perfetto" di Martina Stella.

E invece, «quer pasticciaccio brutto di via Marochetti»* (era il 9 ottobre 2005) sembra avere lanciato in orbita le quotazioni del rampollo di casa Agnelli come nemmeno un incarico presidenziale ad Harvard o Yale.
Ultima riprova in ordine di tempo, l'intervista realizzata da Jovanotti per il numero di settembre di GQ, nella quale Lapo è diventato «L'Indipendente»: «uno che ti fa venire voglia di abbracciarlo» perché «la sua è una comunicazione che cerca emozione nell'interlocutore» e che «va poco d'accordo con l'establishment della Famiglia», insomma «un outsider, una rockstar senza la musica»...

un relitto, metafora del decreto salva-precari promesso e poi ritirato dal governo berlusconi

Era il 13 marzo quando tutti gli organi d'informazione lo avevano annunciato con la stessa enfasi riservata abitualmente alle vittorie della Nazionale ai Mondiali di Calcio: prime pagine sui quotidiani, prime notizie nei telegiornali, un profluvio di spot (auto)celebrativi e una collezione di sorrisi (auto)compiaciuti - da parte del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi e dei suoi sedicenti colleghi di Governo - che nemmeno nei gloriosi album dei calciatori Panini.

Il lungimirante Decreto Salva-Precari, insomma, era stato talmente ben equipaggiato di effetti speciali di serie che in molti, tra cui il sottoscritto, si erano quasi lasciati illudere che in tale manovra (politica e mediatica) potesse esserci un qualche spiraglio di flexicurity...

immagine di una campagna di sensibilizzazione ai controlli alla prostata a bologna

In questi giorni, le strade del capoluogo emiliano sono tappezzate dai manifesti elettorali dei tre principali concorrenti alla successione di Sergio Cofferati (anni 61) nelle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno, vale a dire Alfredo Cazzola (anni 59), Flavio Delbono (anni 50, praticamente un bambino) e Giorgio Guazzaloca (anni 65 e già Sindaco della città dal 1999 al 2004).

Io, però, ho la sensazione che alla fine la spunterà PROSTATA, il cui messaggio politico mi sembra il più chiaro, semplice ed efficace di tutti: «Lui ha 867 anni».
Come a dire: è la persona giusta nel Paese giusto al momento giusto.

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"Un'elemosina, niente di più". È questo il secco commento di Filomena Trizio, segretaria generale NidiL-Cgil alla notizia del raddoppio dell'indennità di disoccupazione per i co.co.pro che, come annunciato da Sacconi, passa dal 10 al 20% dell'ultima retribuzione annua. [Fonte]

Uhm.
Che questa pluri-sbandierata manovra del Governo non sia che una minima parte di tutte le iniziative che andrebbero attivate per non-dico-risolvere-ma-quantomeno-arginare la piaga della Precarietà dilagante (e dei suoi effetti collaterali) è sicuramente vero. Che abbia anche criteri di assegnazione piuttosto restrittivi e diverse ambiguità interne pure.
Ma che la NidiL, che negli ultimi anni ha contribuito alla causa degli 800mila co.co.pro. che oggi le stanno tanto a cuore facendo soltanto della propaganda demagogica fine a se stessa per ampliare il bacino dei propri tesserati (= qualche decina di migliaia), debba annichilire per partito preso anche questa minima parte mi pare vagamente parossistico...

la sexy attrice laura chiatti Immagine di anteprima per quote.png

«Certe volte non viene considerato l'impegno profuso in un lavoro, per quanto si faccia il possibile in questa "Italietta" non conta la meritocrazia. Devo dire che non ho mai sgomitato per arrivare dove sono arrivata, ma mi sono trovata a fare questo lavoro, quasi per caso, senza pensarci più di tanto. Del resto, quando ti sforzi, come ho fatto in questo ultimo lungometraggio, non vieni neppure premiato dalla critica» [Laura Chiatti, Fonte]

@Laura: il tuo ragionamento non farebbe una piega, se non fosse che «Meritocrazia» significa che a ciascuno viene concesso legittimamente il posto/il ruolo che vale, non che sei espressiva come una piastrella ma la critica deve comunque premiarti per lo sforzo...

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