Nonostante le statistiche certifichino ormai da sempre che il nostro è uno dei Paesi più connettivamente arretrati tra quelli - cosiddetti - avanzati, è però innegabile che il fermento creativo che si agita nel sottobosco del Web made in Italy lasci intravedere qualche spiraglio di ottimismo in più rispetto a quelli suggeriti dalle periodiche indagini di consumo.
E non soltanto in fatto di blog e annesse fiammate stagionali, ma anche (e soprattutto) in fatto di comunicazione, mobilitazione e aggregazione, categoria nella quale rientrano a pieno titolo tutte quelle "attività 2.0" che, animate dall'intraprendenza e dallo spirito di iniziativa privata, mirano a svolgere un ruolo di connessione sociale laddove le Istituzioni abitualmente nicchiano o, peggio ancora, sono assenti del tutto...









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