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poster di habemus papam di nanni moretti

C'è chi lo ha definito «Il miglior film di Nanni Moretti» e chi ha scritto che «Non basta l'idea geniale». C'è chi ne ha sottolineato i «Pochi applausi» ricevuti, e chi ne ha incensato gli straordinari «Incassi nel giorno del debutto». C'è chi parla di «Assenza di qualunque prospettiva di fede» e chi di «Uno sguardo cristiano sull'umanità sofferente».

Tutto e il contrario di tutto, insomma, come puntualmente accade quando esce un nuovo film di Nanni Moretti. Che in questo caso specifico - non bastassero già il suo nome, le sue ideologie e il diretto precedente di Il Caimano a far gridare «Al lupo al lupo!» i soliti quelli che benpensano - spinge il suo disincanto psicanalitico laddove la regola dell'"al di là di ogni ragionevole dubbio" diventa dogma: le stanze vaticane...

poster di scream 4 di wes craven

È stata la solita, lunghissima giornata di lavoro. Siete arrivati a casa talmente stanchi che avete perfino rinunciato alla cena, optando per una meno impegnativa busta di popcorn al microonde. Il vostro unico desiderio è sbracarvi sul divano a guardare un film prima di abbandonarvi all'ineluttabile letargo, e il caso vuole che abbiate una particolare scimmia per i film horror. Quindi accendete il lettore dvd, inserite la vostra adorata copia di Stab 7 e premete Play.
Quando ecco squillare il telefono.

Nella realtà - che, per definizione, è sempre molto più spaventosa della fiction - sarebbe sicuramente l'operatore di un call center che vi propone una qualche improbabile offerta telefonica o satellitare facendo letteralmente a brandelli il vostro sistema nervoso.
Nella fiction, invece, è il solito serial killer psicopatico che vi sta dando la caccia da 10 anni esatti e che, per ignote leggi della Fisica (o fin troppo note leggi del Cinema), ogni sacrosanta volta in cui avrebbe potuto infilzarvi come un branzino ha inspiegabilmente sbagliato mira squartando porte, armadi e divani come nemmeno Barbara Gulienetti in Paint Your Life...

Di Frozen è meglio la canzone di Madonna o il film di Adam Green?

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poster del film frozen di adam green

Il preambolo è sempre (inevitabilmente?) lo stesso di altri 10, 100, 1.000 teen horror usciti negli ultimi 20 anni: tradizionale gang di smandrappati iùessèi - lei oca e paranoica, lui fighetto e saccente, l'altro sborone e mentecatto - che si diverte solo all'idea di fare i propri comodi e infrangere le regole, si spinge troppo "oltre" e finisce, com'è divinamente giusto che sia, per prendersela in quel posto.

Di inedito, però, in questo caso c'è il «troppo "oltre"» della situazione: niente vacanze nel bosco a base di sesso, droga e rock'n'roll; niente escursioni in ospedali psichiatrici con divieti di ingresso di 6 metri per 3; niente abusi di tecnologia (e stupidità) che rievocano fantasmi in debito di hair-styling. In Frozen, tutto ha inizio con la voglia di farsi un'ultima sciata fuori orario - «La prego, ci faccia salire... Torniamo giù alla velocità della luce, promesso!» - che si conclude con l'arresto improvviso della seggiovia nel vuoto e in piena notte...

poster di piranha 3D di alexandre aja

Vincitore del concorso Piranha 3D
promosso da Splattercontainer.com


Doverosa premessa: condizione necessaria e sufficiente affinché a un film horror possa essere concesso un giudizio anche solo vagamente più lusinghiero di "ciofeca" è che sia soddisfatto almeno uno dei seguenti requisiti:
- essere terrorizzante
- essere divertente
- essere stroncato da Nocturno

Va da sè che - secondo logica - la combinazione peggiore in assoluto (quella, cioè, a cui corrisponde il giudizio di "mortacci tua") è che siano soddisfatti tutti e tre i requisiti seguenti:
- essere noioso
- essere ridicolo
- essere finito in copertina su Nocturno

Ebbene: per quanto ardua questa impresa possa apparire, c'è pur sempre un film al mese che riesce puntualmente a siglarla con uno sforzo minimo. Lo stesso, per esempio, costato ad Alexandre Aja per confezionare il suo attesissimo (?) Piranha 3D...

locandina di incontrerai l'uomo dei tuoi sogni di woody allen

Allora, sentite un po' qua:

Alfie ha lasciato la moglie Helena perchè, colto da improvvisa paura della propria senilità, ha deciso di cambiare vita. Ha iniziato così una relazione (divenuta matrimonio) con una call girl piuttosto vistosa, Charmaine. Helena ha cercato di porre rimedio alla propria improvvisa disperata solitudine cercando prima consiglio da uno psicologo e poi affidandosi completamente alle ‘cure' di una sedicente maga capace di predire il futuro. La loro figlia Sally intanto deve affrontare un matrimonio che non funziona più visto che il marito Roy, dopo aver scritto un romanzo di successo, non è più riuscito ad ottenere un esito che lo soddisfi. Sally ora lavora a stretto contatto con un gallerista, Greg, che comincia a piacerle non solo sul piano professionale...

Tutto chiaro, no?
Già semplicemente leggendo quello che dovrebbe essere il soggetto (e invece è la trama) di Incontrerai L'Uomo Dei Tuoi Sogni, insomma, si può intuire piuttosto facilmente che:

  • non c'è ombra di mezza-idea-mezza all'orizzonte
  • la liason "uomo anziano spaventato dalla vecchiaia + smandrappa oca bimbominkia" è un'autocitazione didascalica di Basta Che Funzioni
  • l'immaginario cinematografico di quello che fino a 10/15 anni fa era un Maestro indiscusso della sceneggiatura è diventato un bacello rinsecchito di pisellini flaccidi...
poster locandina di paranormal activity 2

Non avevo ancora fatto in tempo a uscire dal bagno dopo avere visto il primo episodio, che ecco bell'e pronto - a tempo di record (solo Woody Allen ci mette meno per scrivere e dirigere un film, tant'è che che se la Paramount avesse chiamato lui al posto di Tod Williams a quest'ora saremmo già al quinto capitolo) - l'inevitabile sequel. Che proprio un sequel, per la verità, non è: Paranormal Activity 2, infatti, riporta la "storia" (tra debite virgolette) di Paranormal Activity indietro di circa un mese, quando la solita tipica famigliuola americana inizia ad avere qualche problemino di convivenza con le solite malintenzionate intrusioni dall'altromondo.

Il collegamento con la pellicola originale - si fa per dire - di Oren Peli, tenuto nel più fitto mistero fino all'ultimo momento, è il personaggio di Katie, che rientra in scena a rivendicare ciò che, evidentemente, le spettava ai tempi di Paranormal Activity...

locandina di buried di rodrigo cortés con ryan reynolds

Stando a quello che millanta la locandina (click sull'immagine per ingrandire), La Repubblica lo definirebbe «un finale che rende il film un capolavoro».
Poi, dopo avere speso 8 euro e avere preso atto che, al contrario, il finale di Buried è quanto di più vicino possa esserci alla Corazzata Potemkin, vai a cercare la fantomatica fonte di cotanto incenso e scopri che l'autrice della citazione - Katia Riccardi - il film non lo aveva nemmeno visto. Una bufala nella bufala, insomma.

Ci mancherebbe: errore mio.
In fondo avrei dovuto prevederlo che il mix tra La Repubblica e il marketing cinematografico potesse generare più mostri del sonno della ragione. Ma c'è una parte di me (non ho ancora capito se quella più ingenua o quella più perversa) che ogni volta si compiace di concedere al peggio una ennesima chance...

D'estate chi vuole vedere un bel film al cinema sta fresco?

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locandina del film splice di vincenzo natali con adrien brody

Supponiamo che nella vostra città tutti i cinema siano chiusi per ferie tranne quello a luci rosse, e che voi siate ugualmente colti dall'incontenibile desiderio di vedere un film sul grande schermo che non sia Trans: Donne Con Il Manico. Vi armate quindi di buona volontà alla ricerca di un multisala in qualche località turistica e, una volta giunti a destinazione dopo ore e ore di coda in macchina, vi trovate di fronte la scelta che segue:

1. Toy Story 3D

2. Sansone

3. Pandorum

4. Splice

5. Iron Man 2

6. Basilicata Coast To Coast

A questo punto, posto che Toy Story 3D lo abbiate già visto (strano a dirsi, ne vale la pena) e prima che vi baleni anche solo lontanamente in testa l'idea che, tutto sommato, ci si potesse pure accontentare di Trans: Donne Con Il Manico, chiudete gli occhi e puntate un titolo a caso...

Uhm. A dire il vero no, nonostante David R. Ellis (già regista del secondo - pessimo - capitolo della saga) si sia sicuramente impegnato per fare in modo che gli FX creassero un'esperienza di visione più immersiva e coinvolgente rispetto alla maggior parte dei prodotti usciti finora.
Ma siccome non basta il 3D a rendere minimamente appealing un film che non ha né intreccio, né sceneggiatura, né recitazione, e siccome ormai il limone del concept originale è stato spremuto fino all'ultima goccia, in attesa dell'inevitabile episodio numero 5 eccovi le scene per cui vale la pena spendere al massimo cinque minuti del proprio tempo...

LA PREMONIZIONE INIZIALE
(con contorno di carneficina)

locandina di shadow di federico zampaglione

In ordine sparso:

1. Come mai l'uscita del film è stata posticipata dal 23 aprile al 14 maggio «per permettere al distributore di poter ampliare notevolmente il numero di copie del film e poter arrivare in modo piu' capillare in tutta Italia», e poi a Milano è entrato in programmazione solo nella miseria di due multisala periferici?

2. Con tutto il can can mediatico promozionale che gli è stato riservato da almeno tre mesi a questa parte, 201.227 €uro di incasso nel weekend di lancio sono sufficienti per parlare di flop colossale?

3. Qualcuno per caso è riuscito a rimanere sveglio - io no, per esempio - nei primi 40 minuti di pellicola, in cui non succede una benemerita fava di niente?

4. Perché la sceneggiatura prevede che la maggior parte delle battute dei personaggi siano grottesche didascalie di quello che succede nel frattempo sullo schermo (del tipo: «Ci stanno inseguendo!», «Ci vuole uccidere!», «Sta tornando!» et similia)?

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