Ultimi post nella categoria Blogsferatu

Uhm. A dire il vero no, nonostante David R. Ellis (già regista del secondo - pessimo - capitolo della saga) si sia sicuramente impegnato per fare in modo che gli FX creassero un'esperienza di visione più immersiva e coinvolgente rispetto alla maggior parte dei prodotti usciti finora.
Ma siccome non basta il 3D a rendere minimamente appealing un film che non ha né intreccio, né sceneggiatura, né recitazione, e siccome ormai il limone del concept originale è stato spremuto fino all'ultima goccia, in attesa dell'inevitabile episodio numero 5 eccovi le scene per cui vale la pena spendere al massimo cinque minuti del proprio tempo...

LA PREMONIZIONE INIZIALE
(con contorno di carneficina)

locandina di shadow di federico zampaglione

In ordine sparso:

1. Come mai l'uscita del film è stata posticipata dal 23 aprile al 14 maggio «per permettere al distributore di poter ampliare notevolmente il numero di copie del film e poter arrivare in modo piu' capillare in tutta Italia», e poi a Milano è entrato in programmazione solo nella miseria di due multisala periferici?

2. Con tutto il can can mediatico promozionale che gli è stato riservato da almeno tre mesi a questa parte, 201.227 €uro di incasso nel weekend di lancio sono sufficienti per parlare di flop colossale?

3. Qualcuno per caso è riuscito a rimanere sveglio - io no, per esempio - nei primi 40 minuti di pellicola, in cui non succede una benemerita fava di niente?

4. Perché la sceneggiatura prevede che la maggior parte delle battute dei personaggi siano grottesche didascalie di quello che succede sullo schermo (del tipo: «Ci stanno inseguendo!», «Ci vuole uccidere!», «Sta tornando!» et similia)?

locandina di mine vaganti di ferzan ozpetek con riccardo scamarcio

Non so se sia soltanto una fortuita coincidenza o se ci sia una spiegazione logica più strutturata dietro a questo curioso fenomeno, fatto sta che esistono delle ricorrenti analogie che accompagnano ormai sistematicamente l'uscita dei film di Ferzan Ozpetek da quando si è consacrato come "regista di genere" con Le Fate Ignoranti:

- Mine Vaganti » protagonisti gay » incasso del primo weekend = 2.077.619 €uro

- Un Giorno Perfetto » protagonisti non gay » incasso del primo weekend = 834.000 €uro » incasso totale = 3.007.000 €uro

- Saturno Contro » protagonisti gay » incasso del primo weekend = 2.305.000 €uro » incasso totale = 7.740.000 €uro

- Cuore Sacro » protagonisti non gay » incasso del primo weekend = 871.000 €uro » incasso totale = 3.181.000 €uro

- La Finestra Di Fronte » un protagonista gay » incasso del primo weekend = 1.340.061 €uro » incasso totale = 10.774.022 €uro

- Le Fate Ignoranti » protagonisti gay » incasso totale = 14.884.763.000 Lire (pari a 7.687.339 €uro)

johnny depp nel poster di alice in wonderland di tim burton

Già non mi era sembrato particolarmente invitante il primo teaser trailer all'alba dello scorso luglio, quando la maggior parte degli internauti all over the world inneggiava già all'ennesimo miracolo visivo e visionario dell'accoppiata Tim Burton + Johnny Depp.

Ora che è finalmente arrivato nelle sale, invece, si direbbe proprio che Alice In Wonderland abbia largamente tradito tutte le ottimistiche aspettative generosamente montate come un sufflè, scontentando pubblico e critica in un colpo solo e nel breve volgere di un'ora e quaranta.
Beh, magra consolazione: almeno non dura due ore e dieci come Baciami Ancora...

poster di a nightmare on elm street di samuel bayer

Cosa dicevamo a proposito del fatto che il 2009 fosse stato "L'Anno delle Morte delle Idee"?
Neanche a farlo apposta, il presentimento che il 2010 potesse essere perfino peggio, in termini di decerebrale mancanza di creatività, si è rivelato puntualmente azzeccato e senza neppure aver dovuto aspettare troppo: siamo solo al 2 marzo, e sono già uscite una settantina di cover musicali e 5 sequel più un remake cinematografici.

E come se la situazione non fosse già sufficientemente mortificante di per sè, sta diventando sempre più parossistica la pantomima della scelta delle reliquie da disseppellire, che - ormai priva di ogni raziocinio (e, soprattutto, di ogni senso della vergogna) - va a ravanare sempre più spesso laddove sarebbe sconsigliato anche semplicemente pensare che ci sia un qualche fondo del barile ancora da grattare...

locandina poster di paranormal activity

Ovvero: ci si può forse aspettare che sia davvero «agghiacciante» e «demoniaco» un film il cui pubblico in sala ha un'età media di 13 anni?
Forse era questo l'«incubo ad occhi aperti» di cui parla il trailer: passare un'ora e mezza in compagnia di 200 bimbominkia brufolosi che, invece di restare a casa con la girlfriend a imparare la tabellina del 3 - o a emulare i "fenomeni" (quelli sì, «paranormali») di Io Canto -, decidono di andare al cinema a vedere Paranormal Activity e per tutto il tempo sbaccarano senza ritegno come se fossero al circo.

Non che il prodotto meriti un trattamento migliore o anche soltanto diverso, intendiamoci. Nonostante un 83% di rating su Rotten Tomatoes, un 6.8/10 su Internet Movie DataBase e, soprattutto, nonostante i suoi oltre 100 milioni di dollari incassati a fronte degli appena 15mila spesi, l'opera prima di Oren Peli (già in odore di "nuovo Re Mida di Hollywood") è un colossale bluff senza idee, senza spessore e, peggio ancora, senza un solo secondo di tensione...

locandina di baciami ancora di gabriele muccino con stefano accorsi e vittoria puccini

Per quel poco che è dato sapere al momento, la concorrenza sembra già piuttosto agguerrita, a cominciare da Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek (12 marzo) e Cosa Voglio Di Più di Silvio Soldini (30 aprile).
Ciò nonostante, con un sorpasso all'ultima curva su Io, Loro E Lara, il nuovo, attesissimo (?L'Ultimo Bacio 10 Anni Dopo - aka Baciami Ancora - di Gabriele Muccino si è provvisoriamente insediato alla posizione Numero 1 delle superciofeche-da-shock-anafilattico dell'anno e ha tutta l'aria di poterci restare molto (MOLTO) a lungo.

Certo: stupidi noi che, essendo stati ampiamente messi in guardia da tutte le recensioni con un minimo sindacabile di affidabilità, abbiamo voluto ugualmente concedergli la chance di essere la classica leccornia per papille gustative deviate da assuefazione alla spazzatura. Invece no, nemmeno quello: Baciami Ancora è soltanto una sguaiata patacca fine a se stessa, a funesta riprova del fatto che - se non verrà soccorso quanto prima da una provvidenziale tabula rasa - il Cinema Italiano non attraverserà vivo la soglia del 2012...

Vale di più i soldi del biglietto A Single Man o Tra Le Nuvole?

| 3 Commenti | Nessun Trackback
locandina del film a single man di tom ford con colin firth

Per gli amanti del brivido non ci sono solamente gli sport estremi e il modello unico a mettere a dura prova la regolarità delle frequenze cardiache: c'è anche (attività forse meno mainstream ma non certo meno pericolosa) la doppietta al cinema il sabato sera. Perché, rispetto alla proiezione singola one shot, il rischio di incappare in una ciofeca raddoppia e con esso, complice il progressivo rilassamento dovuto alla permanenza prolungata in sala, raddoppia anche il rischio di sprofondare in un - seppur involontario - colossale abbiocco.

Ma per quanto avessi questo teorema ben chiaro in mente, oltre a una serie di precedenti statistici per nulla favorevoli, ieri sera ho ugualmente trovato il coraggio di riprovare, dopo lungo tempo, l'ebbrezza dell'uno-due davanti al grande schermo. Dove l'uno era A Single Man di Tom Ford con Colin Firth e Julianne Moore, e il due, come preannunciatoTra Le Nuvole di Jason Reitman con George Clooney e Vera Farmiga...

locandina di avatar di james cameron

Magari sono l'unico a riconoscere una qualche (capziosa?) differenza tra «vedere» e «guardare» - la stessa che riconosco tra «sentire» e «ascoltare», per intenderci -, quindi il mio metro di giudizio non è altro che un trip per voler necessariamente vedere del marcio (o del buono?) dove non ce n'è.

Sicuramente, però, malgrado i planetari entusiasmi, anche economici, raccolti da Avatar dal giorno della sua uscita, non sono l'unico ad avere avuto la percezione che sotto la - oggettiva, ci mancherebbe - sontuosità dell'apparato estetico e tecnologico del film ci siano una storiella fritta e rifritta, una sceneggiatura poco più che bimbominkia e una recitazione che nemmeno nei direct-to-video (con Sigourney Weaver, in particolare, che supera se stessa e, tra lei e il suo avatar, colleziona un totale di UNA espressione su 2 ore e 40 di pellicola)...

Quanti ottimi motivi ci sono per intervistare Alessio Guzzano?

| 8 Commenti | Nessun Trackback
camera eye

Nome in codice: 3 Stelline.
E' la preoccupante tendenza - in voga già da qualche tempo (la prima volta che ho sollevato la questione era il 2 ottobre 2007, l'ultima un paio di settimane fa) - della cosiddetta "critica cinematografica specializzata" nostrana a celebrare con un proverbiale, paraculo «6 politico» anche la più fetecchia delle ciofeche pur di salvaguardare il prezioso posto in prima fila alle anteprime stampa e, soprattutto, nei salottini-bene degli amici degli amici.
E mentre in America la sana stroncatura mainstream è una piacevole abitudine, in Italia è una disdicevole libidine, circoscritta alle strisce di Stefano Disegni su Ciak, ai convivi di qualche buonanima del Web e a poco altro.

Tra questo «poco altro» figura, a ben vedere, anche Alessio Guzzano, "critico cinematografico non specializzato" di City, che - proprio per la sua scarsa propensione a mettere fiori nei cannoni e a sacrificare compiacenza sugli altari del servilismo - sembra sollevare più buzz e interesse (per esempio qui, quiqui) di quanto non facciano le recensioni dei prezzolati benpensanti. Sicché, mi sono detto, chi meglio di lui può disvelarci le oscure trame de gustibus che si celano dietro il contagioso e irreversibile fenomeno "3 Stelline"?

Ultimi Commenti

  • Absinto: Papa Gerry. Complimenti per la foto! read more
  • Bellini Rosella: Le ho già scritto aalmeno 10 vote per porle un read more
  • vanessa: qsta ragazza mi fa davvero tanta tenerezza perche' posso solo read more
  • mariolino: Che dire di Gemma del sud? Si rimane solamente senza read more
  • Francesco : Guardando la finale sino al secondo set, c'è un limite read more
  • Roncibaldo: Per noi che abbiamo amato Jeansy, GemmadelSud non è nulla...E read more
  • Inc.Anto.: @N!ck: in effetti, sul fatto che possa essere - a read more
  • N!ck: lol. quant'è vero che l'arte è soggettiva. io la trovo read more
  • junpy: forse e dico forse perchè è meno brutta di XXXO.. read more
  • Vjolandah: E vero io sono molto inviddiosa a Zampallione è a read more

Archivi

Creative Commons License
Questo blog è distribuito con Licenza Creative Commons