Risultati della Ricerca per “bimbominkia”

parodia di viodio su facebook

Gli indigesti biscottini della fortuna? Scaduti da un pezzo.
La logorroica saga di "Parla con..."? Bell'e prosciugata.
Gli insospettabili outing di "Non mi vergogno a mettere sulla mia bacheca..."? Respinti al mittente.

Da qualche giorno, infatti, Facebook è stato preso d'assedio da un bouquet di tormentoni virali nuovi di zecca, che hanno ormai fatto tabula rasa dei loro obsoleti progenitori e stanno rimbalzando da una bacheca all'altra H24 senza soluzione di continuità...

roberto formigoni presidente della regione lombardia

Nella visionaria operazione bimbominkia che sta animando - al grido di «Bella zio! Sei troppo uno di noi!» - la campagna elettorale di Roberto Formigoni verso l'ennesima, incontrastata nomina a Presidente della Regione Lombardia mancavano giusto soltanto le suonerie. E, neanche a farlo apposta, sono arrivate.

Anticipate da giorni tramite teaser istituzionali via ufficio stampa, che annunciavano «un innovativo progetto di comunicazione legato al mondo musicale», ieri sono infine state svelate al mondo con un lancio che nemmeno il Tour Of The Universe dei Depeche Mode:

Immagine di anteprima per quote.png

Un mix inedito di musica e tecnologia, sound e coinvolgimento, strizzando l’occhio al mondo della telefonia mobile: è nata così  l’idea di ROBERTO FORMIGONI di produrre suonerie musicali e diffonderle attraverso la Rete.
Dopo due mesi di lavorazione vengono presentate oggi le suonerie per cellulare realizzate da ROBERTO FORMIGONI con l’aiuto di alcuni amici musicisti: la colonna sonora della campagna elettorale è pronta per essere scaricata dal portale www.formigoni.it e direttamente da iTunes Store per gli utenti Apple...

Quali insospettabili flop discografici si sono materializzati in questi ultimi mesi?

homer scream munch parody

Ebbene sì, lo confesso: a 24 ore dalla scoperta dello scioglimento dei Cinema Bizarre non sono ancora riuscito a metabolizzare lo shock.
Non che uno non possa (o debba) aspettarselo, in fondo, che un "progetto discografico" costruito sui teenmagazine abbia i giorni contati sin dalla sua nascita, ma stupisce che i tempi fisiologici di questi "progetti discografici" non prevedano più il minimo passo falso. O si arriva sistematicamente in cima alle classifiche - anche con produzioni precotte e stiracchiate su cui nessuno, neppure i proverbiali bimbominkia, investirebbe un centesimo - oppure si fanno le valigie e si torna a casa un po' come succede nei collaudati reality show.

Quello di Toyz dei Cinema Bizarre, però, non è stato l'unico "incidente di percorso" registrato dalle classifiche internazionali negli ultimi mesi, e il rischio che il plotone dei defenestrati di lusso vada via via rimpolpandosi nel corso dei prossimi non sembra poi così remoto...

Quanto ci mancheranno i Cinema Bizarre?

cinema bizarre adieu

Ettipareva.
Non faccio in tempo a prendermi a cuore qualcosa o a qualcuno, che subito questo qualcosa o qualcuno si dissolve inesorabilmente nel nulla - in effetti, ora che ci penso, sarebbe forse il caso che mi prendessi a cuore Alfonso Signorini, Platinette o Michelle Hunziker, piuttosto - lasciandomi con un pugno di mosche in mano.

Vengo così a sapere, con qualche giorno di ritardo, che i gloriosi (si fa per dire) Cinema Bizarre, meglio conosciuti come "la risposta shampista ai Tokio Hotel", si sono appena sciolti «per cominciare a fare qualcosa di nuovo»...

locandina poster di paranormal activity

Ovvero: ci si può forse aspettare che sia davvero «agghiacciante» e «demoniaco» un film il cui pubblico in sala ha un'età media di 13 anni?
Forse era questo l'«incubo ad occhi aperti» di cui parla il trailer: passare un'ora e mezza in compagnia di 200 bimbominkia brufolosi che, invece di restare a casa con la girlfriend a imparare la tabellina del 3 - o a emulare i "fenomeni" (quelli sì, «paranormali») di Io Canto -, decidono di andare al cinema a vedere Paranormal Activity e per tutto il tempo sbaccarano senza ritegno come se fossero al circo.

Non che il prodotto meriti un trattamento migliore o anche soltanto diverso, intendiamoci. Nonostante un 83% di rating su Rotten Tomatoes, un 6.8/10 su Internet Movie DataBase e, soprattutto, nonostante i suoi oltre 100 milioni di dollari incassati a fronte degli appena 15mila spesi, l'opera prima di Oren Peli (già in odore di "nuovo Re Mida di Hollywood") è un colossale bluff senza idee, senza spessore e, peggio ancora, senza un solo secondo di tensione...

Vale di più i soldi del biglietto A Single Man o Tra Le Nuvole?

locandina del film a single man di tom ford con colin firth

Per gli amanti del brivido non ci sono solamente gli sport estremi e il modello unico a mettere a dura prova la regolarità delle frequenze cardiache: c'è anche (attività forse meno mainstream ma non certo meno pericolosa) la doppietta al cinema il sabato sera. Perché, rispetto alla proiezione singola one shot, il rischio di incappare in una ciofeca raddoppia e con esso, complice il progressivo rilassamento dovuto alla permanenza prolungata in sala, raddoppia anche il rischio di sprofondare in un - seppur involontario - colossale abbiocco.

Ma per quanto avessi questo teorema ben chiaro in mente, oltre a una serie di precedenti statistici per nulla favorevoli, ieri sera ho ugualmente trovato il coraggio di riprovare, dopo lungo tempo, l'ebbrezza dell'uno-due davanti al grande schermo. Dove l'uno era A Single Man di Tom Ford con Colin Firth e Julianne Moore, e il due, come preannunciatoTra Le Nuvole di Jason Reitman con George Clooney e Vera Farmiga...

Si può dire che Avatar sia un film splendido da vedere e pessimo da guardare?

locandina di avatar di james cameron

Magari sono l'unico a riconoscere una qualche (capziosa?) differenza tra «vedere» e «guardare» - la stessa che riconosco tra «sentire» e «ascoltare», per intenderci -, quindi il mio metro di giudizio non è altro che un trip per voler necessariamente vedere del marcio (o del buono?) dove non ce n'è.

Sicuramente, però, malgrado i planetari entusiasmi, anche economici, raccolti da Avatar dal giorno della sua uscita, non sono l'unico ad avere avuto la percezione che sotto la - oggettiva, ci mancherebbe - sontuosità dell'apparato estetico e tecnologico del film ci siano una storiella fritta e rifritta, una sceneggiatura poco più che bimbominkia e una recitazione che nemmeno nei direct-to-video (con Sigourney Weaver, in particolare, che supera se stessa e, tra lei e il suo avatar, colleziona un totale di UNA espressione su 2 ore e 40 di pellicola)...

locandina di 2012 nuovo disaster movie di roland emmerich

2012
(di Roland Emmerich, con John Cusack, Oliver Platt e Danny Glover |  Usa/Canada, 2009 | Catastrofico | Sito ufficiale | Sito ufficiale italiano)

E' proprio vero, come recita la tagline sulla locandina, che «Eppure fummo avvisati. Tutti».
In particolare, fummo avvisati da Indipendence Day, da Godzilla e da L'Alba Del Giorno Dopo (oltre che da 10.000 AC, che però appartiene a un filone diverso) che Roland Emmerich è uno dei più sopravvalutati - dal box office - creatori di cialtronerie apocalittiche che si aggiri a piede libero per Hollywood.

Ciò nonostante, la curiosità di assistere all'evento più kitsch del 2009, più ancora del Grande Fratello 10 o del Masters WTA di Serie Z, ha avuto il sopravvento sulla certezza che potesse trattarsi dell'ennesima variazione sul tema "overdose di effetti speciali da videogioco + sceneggiatura made in Polygen + eroismo demenziale" già snocciolata nei tre raccapriccianti precedenti, e ho deciso di concedere a 2012 l'immeritata chance di mandarmi in malora ben 2 ore e 40 degli appena 3 anni che ancora mi (ci) resterebbero da vivere...

Qual è il modo migliore per ricordare Stephen Gately dei Boyzone?

Secondo me è questo:

Perché, in fondo - a proposito di «No Matter What» -, non bisogna dimenticare che Stephen è stato il primo componente di una boyband a fare pubblicamente coming out rinunciando, a differenza di molti suoi colleghi, a tutti i vantaggi del marketing bimbominkia-oriented basato su improbabili dichiarazioni di "non avere tempo per una relazione seria con una ragazza"...

bill kaulitz dei tokio hotel tornati con l'album humanoid e il singolo automatic

Forse sto male. Peggio del solito, quantomeno.
E neanche poco, a giudicare dal referto clinico: positivo recidivo al Test di Bimbominkiaggine, prima con Toyz dei Cinema Bizarre, adesso anche (e soprattutto) con Humanoid dei Tokio Hotel. Per quanto mi ci sia impegnato con tutte le forze - ben poca cosa, evidentemente -, non solo non sono riuscito a detestarli, ma mi sono addirittura piaciuti.

Di Toyz ho già scritto.
Per Humanoid vale sostanzialmente lo stesso discorso: mi aspettavo un sottoprodotto disonesto - la consueta aria (ri)fritta di emo/pop e schitarrate alla cazzo tanto per fare vedere che «noi non siamo una boyband come tutte le altre: noi sappiamo anche cantare e suonare davvero!» e incaprettare quante più squinzie in crisi mistica possibili - e invece devo riconoscere che si tratta quantomeno di un prodotto onesto, confezionato in qualcosa più dei soliti tre giorni d'ordinanza "per gentile concessione" e decisamente diverso dal precedente Scream...

Com'è il nuovo, attesissimo singolo dei Tokio Hotel?

E' così:

strify, il cantante dei cinema bizarre

Non che abbia mai avuto gusti musicali che si avvicinassero minimamente al concetto di «raffinato», «ricercato» e/o «sofisticato», anzi. E tutti i tentativi che qualcuno ha stoicamente compiuto per farmi avvicinare - chessò io - al jazz, alla classica o al "vero rock" si sono infranti all'alba delle prime note di brani (che nemmeno mi ricordo) tanto perfetti quanto noiosi. Questione di dna: non sarà un caso che nel tennis tifi Lopez anziché Federer o che preferisca una cena da Burger King anziché al Savini.

Questa volta, però, contro ogni pronostico (rispetto al «più in basso di così è impossibile» che mi trascino dietro più o meno da quando avevo eletto Geordie di Gabry Ponte mia hit del momento) temo seriamente di avere superato me stesso...

Com'è il trailer del nuovo, attesissimo film di Tim Burton con Johnny Depp?

E' così:

I veri martiri di Martyrs sono gli spettatori?

locandina di martyrs, film horror di pascal laugier

MARTYRS
(di Pascal Laugier con Mylène Jampanoï, Morjana El Alaoui, Catherine Bégin | Francia, 2008 | Horror | Sito Ufficiale)

«Questo film mostra immagini estremamente violente e difficili da sopportare. La visione e la comprensione richiedono spettatori preparati e distanti».

Martyrs, l'ultimo film del regista francese Pascal Laugier, inizia così, prima ancora che partano i titoli di testa: con un disclaimer stampato sulla locandina (potete verificare voi stessi cliccando sull'immagine qui a fianco) e ricalcato sul canovaccio delle etichette dei prodotti da banco.
Disclaimer che, 97 minuti più tardi, si scoprirà essere la feature più creativa e destabilizzante dell'intera pellicola...

rafa nadal e roger federer nel manifesto di virtua tennis 2009

Ci avevano già provato i Pet Shop Boys con Release, Robbie Williams con Rudebox e i Duran Duran con Red Carpet Massacre. Ci erano andate vicinissime Kylie Minogue con X, Britney Spears con Blackout e Anastacia con Heavy Rotation. Si sono spinti oltre ogni limite Manoj Night Shyamalan con The Village, Ferzan Ozpetek con Saturno Contro e (soprattutto) Ron Howard con Angeli E Demoni. Ma niente: è sempre mancato un soffio, e nessuno di loro ha mai centrato perfettamente il bersaglio.

La storica impresa di dare vita al prodotto più sconcertante e molesto del Secolo sembra invece essere riuscita a Sega - un nome, una garanzia - con Virtua Tennis 2009, che se con le previews mi aveva lasciato sinceramente perplesso, con la release ufficiale (appena provata in versione PS3) mi ha letteralmente mandato KO...

«Sul mio profilo, voglio un cartone animato?»

screenshot di "cartone te", un adv di facebook

Gli Adv di Facebook continuano a stupirmi.
Dopo avere già espresso qualche perplessità al riguardo in questo post, un altro teaser apparso oggi nella sidebar del mio profilo ha riaperto nuovi, inquietanti, arcani enigmi.

Il primo dei quali, inevitabilmente, è stato: come non provare un irrefrenabile, compulsivo desiderio di cliccare su un Adv con il claim «Cartone Te» (dove «Cartone Te», come si intuisce dal testo sottostante, è addirittura un imperativo, cioè una sgrammaticatura del peraltro inesistente verbo "cartonarsi")?!?

logo di musicvsp2p, iniziativa online dei lost, sonohra, studio 3 e dARI contro la pirateria

Avrei voluto parlarne già domenica scorsa, ma l'ineluttabile innesto dell'Ora Legale sul mio planning giornaliero mi aveva purtroppo imposto alcuni sostanziali tagli al programma, per evitare che il tempo libero non diventasse automaticamente tempo perso.

Tuttavia, la grottesca - quasi patetica - assurdità del "progetto" in questione mi suggerisce di non poterlo liquidare con una frettolosa boutade, ma di tributargli à rebours il doveroso trattamento che merita.
Ho come il presentimento che il risultato finale suonerà vagamente malvestito, ma tant'è: dai buoni esempi si ha solo da imparare...

Questo post sugli Hey Hey Radio! è il classico marchettone scritto per amicizia?

da milano la band degli hey hey radio: il 6 marzo esce il loro debut album omonimo

Dipende dai punti di vista. E il mio, in tutta onestà e trasparenza, è questo: se ho la fortuna che un mio amico suona in una band che fa musica elettronica in completo da tennis e con un nome che mi rievoca la gloriosa Hey Hey Guy di Ken Laszlo, beh, sinceramente non vedo perché non dovrei rendergli (o renderle, riferito alla band) il legittimo tributo.

Per capirci: se anche avessi un amico che suona in una band che fa musica bimbominkia in completino griffato e con un nome che mi rievoca una gloriosa serie TV, ecco, col piffero che gli (o le) renderei il benché minimo tributo.
Quindi fine dei palleggi di riscaldamento e «quite, please! Players are ready»... 

baustelle subsonica marlene kuntz afterhours il genio nella copertina di XL di repubblica

Chi ha già comprato (o sfogliato) il numero di marzo di XL probabilmente ci avrà fatto caso a sua volta: Manuel Agnelli, Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi, Cristiano Godano, Boosta, Samuel, Paolo Benvegnù, Roberto Angelini, Beatrice Antolini e altri 23 artisti della scena "andeggràund" made in Italy - «una scena che ha spessore, qualità e molti seguaci ma che non trova spazio nei grandi media» - non hanno non dico un'occhiaia, ma nemmeno una rughetta, un foruncolino o un brufolozzo. Niente. Nessuna imperfezione, nessun inestetismo. Né nella foto in copertina, né in quelle del servizio speciale tra pagina 36 e pagina 49...

 

Cosa si salverà della seconda serata del Festival di Sanremo?

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Io Non Credo Nei Miracoli (Laura Bono, Sanremo 2005), e se il buongiorno si vede dal mattino - Che Brutto Affare! (Jo Chiarello, Sanremo 1981) - c'è poco da illudersi: La Barca Non Va Più (Orietta Berti, Sanremo 1981).
Paolo Bonolis aveva promesso Cose Veloci (Garbo, Sanremo 1985) ma nella prima serata ha proposto solo Lacrime Dalla Luna (Gianluca Grignani, Sanremo 2002), a ennesima riprova che non basta un milione di euro per imparare Come Si Cambia (Fiorella Mannoia, Sanremo 1984).

Ciò nonostante, non sapendo rinunciare al Sonnambulismo (Canton, Sanremo 1984) e a Le Ore Piccole (Neffa, Sanremo 2004) che solo il Festival sa offrire, eccomi di nuovo con le Spalle Al Muro (Renato Zero, Sanremo 1991) sintonizzato Verso L'Ignoto (Marcella e Gianni Bella, Sanremo 1990). Rido... Forse Mi Sbaglio (Ameba 4, Sanremo 2006), ma visto che tanto è Tutto Da Rifare (Velvet, Sanremo 2007) almeno Mi Sento Libero (Filippo Merola, Sanremo 2003)...

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