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E' così (e chissà cosa ne pensa Donna Summer):
Quale canzone si aggiudicherà l'ambitissimo trofeo di "Peggior Singolo dell'Estate"? (Prima puntata)
Se è vero che «Il buongiorno si vede dal mattino», a giudicare dalle uscite degli ultimi giorni, per il mercato discografico è sempre più notte fonda. E non serve neppure avvicinarsi all'estate, meteo permettendo, per sperare che i produttori si ricordino - se non proprio come si fa a comporre una canzone decente - quantomeno come si fa a mettere insieme quattro note e un ritornello chewing gum per assemblare il più classico dei tormentoni da spiaggia.
Quindi, essendo pressoché impossibile stabilire quale sarà il brano migliore per manifesta insufficienza di risorse, tanto vale aprire ufficialmente il contest per stabilire quale sarà il peggiore, a cominciare dal nuovo singolo di Paolo Meneguzzi, Imprevedibile:
In principio (1983) erano Jane And Barton:
In principio (1997), come forse qualcuno ricorderà, erano i Savage Garden:
Oggi, a 13 anni di distanza, il singolo di Darren Hayes e Daniel Jones sembra essere tornato prepotentemente di gran moda, se è vero che in soli 4 mesi ne sono già uscite 2 diverse - per modo di dire - cover...
Per coloro ai quali il suo nome e l'immagine qui a fianco non suggerissero altra reazione che un sonoro «E chi cacchio è Brian McFadden?!?», forse l'etichetta di «Quello che se n'è andato dai Westlife» - il Robbie Williams de' noantri, per farla breve - servirà a riportare (almeno minimamente) alla memoria i suoi trascorsi canterini da boyband di fine Anni Novanta. Quando lui e i suoi quattro compagni di merende riuscirono nella - invidiabile? - impresa di diventare "i nuovi Boyzone", raggiungendo il primo posto delle charts ufficiali UK (e quasi solo di quelle) un'infinità di volte.
Scaricati i Westlife nel 2004, Brian si è difeso tutto sommato benino anche da solista, pur senza riuscire ad allargare mai i confini di mercato del suo ex gruppo.
Quantomeno, però, gli va reso il merito di averci provato. Anziché liquefarsi nelle brodaglie strappamutanda che hanno continuato a segnare la (soporifera) carriera dei Westlife, infatti, lui ha deciso di seguire il trend internazionale dell'elettropop da mainstream. Con risultati tutt'altro che disprezzabili, a giudicare dai groove danzerecci del nuovo album Wall Of Soundz...
Benché qualcuno lo consideri erroneamente un «ritorno dopo un lungo periodo di assenza» (in realtà, più semplicemente, ha continuato a sfornare a nastro dischi di cui nessuno ha saputo l'esistenza), a me sembra piuttosto che You Gave Me Love, il nuovo singolo di Haddaway, sia una vera e propria parodia del brano che da 15 anni gli permette di poter campare di rendita.
Il punto è che non riesco a capire se il risultato è volontariamente autoironico o involontariamente tragicomico...
Credits: thanx to Junpyy per la segnalazione
E' da un po' che manco di aggiornare l'abituale (fino a qualche tempo fa) rubrichina della playlist settimanale.
Rimedio subito...
: in ordine alfabetico :
ADAM LAMBERT, Whataya Want From Me (Fonzerelli Rmx)
BLAKE LEWIS, Heartbreak On Vynil
DANDY ANDY feat.CARMEN CASTRO, My Lonely Valentine
Evidentemente, visto l'invidiabile successo mondiale (per modo di dire) siglato dalla versione 2009 di Easy Lady, sì: se ne sentiva proprio il bisogno:
Da notare, anche in questo caso, l'utilissima versione Original Alike, ideale per le 4 persone che ancora non hanno quella Original Original e non sanno che possono trovarla - a voler preservare la «buona Musica dei grandi Artisti» dalla peste bubbonica del P2P - in qualcosa come 350mila compilation, di cui la maggior parte in vendita allo stesso prezzo della traccia singola nei cestoni del discount.
Per quel che mi riguarda, vale sempre l'elementare regolina "E poi si lamentano della Pirateria? Ma vaffanculo!".
In effetti sarei tentato anche io, come ha fatto la quasi totalità degli "addetti ai lavori" e dei semplici appassionati questa mattina, di snocciolare l'intero repertorio di turpiloqui omologati all'indirizzo del risultato finale del Festival di Sanremo e, più ancora, di chi lo ha reso possibile attraverso il televoto. Mai, per esempio, si era vista perfino l'orchestra manifestare così platealmente il proprio dissenso contro il responso del pubblico da casa (o presunto tale).
Ma il problema, a ben vedere, non è nelle cicostanze in sé - la vittoria di Valerio Scanu, il secondo posto del Trio Savoia e il terzo di Marco Mengoni - quanto nelle strategie commerciali che, al di là di quale che sia l'escamotage nazionalpopolare di turno impiegato come civetta, definiscono con precisione millimetrica le abitudini di consumo del "Popolo Bue".
Insomma, sì: l'esito del Festival sarà anche uno specchio fedele del Paese in cui viviamo e un sono(h)ro «Vaffanculo!» è il minimo che se ne possa pensare, ma l'intima e autentica radice del problema (sempre che se ne voglia trovare una soluzione, beninteso) non è nelle conseguenze, bensì nelle cause...



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